Akita

20/10/2014
Akita
L’Akita è un cane giapponese di taglia medio grande. Viene chiamato anche Akita inu, in quanto la parola “inu” in giapponese significa cane.
 
Uno studio del DNA fatto su 85 razze di cani appartenenti all’American Kennel Club, ha dimostrato che dopo lo Shiba ed il Chow chow, l’Akita è la razza che più si avvicina geneticamente al lupo grigio.
 
L’Akita è un cane da lavoro utilizzato sia per la guardia che per la caccia, ha una storia molto antica ed ancora oggi in Giappone gode di un riconoscimento speciale.
 
È usanza locale, infatti, portare in dono agli infermi ed ai neonati una statuetta raffigurante un cane di razza Akita come buon augurio di guarigione o di fortuna.
 
 
Akita: origini
 
L’Akita è un cane molto fedele e a far diventare leggendario questo tratto del suo carattere è stata una storia vera: quella di Hachiko, un cane Akita, che venne adottato da un professore universitario dell’Università Imperiale di Tokyo.
 
Il professore, essendo un pendolare, si dirigeva alla stazione per andare a lavoro. Il suo fedele amico lo accompagnava ogni mattina e si faceva trovare in stazione la sera al rientro del professore.
 
Un giorno il professore purtroppo ebbe un ictus mentre era a lezione e morì, Hachiko continuò invano a recarsi ogni sera in stazione per aspettare il rientro del suo padrone che ovviamente non avvenne mai.
 
In memoria di Hachiko è stata eretta una statua presso la stazione ferroviaria di Shibuya e da allora l’Akita è diventato un simbolo nazionale di fedeltà.
 
Gli Akita, fin dal XVII secolo, erano cani addestrati per la caccia di grosse prede, come gli orsi, e al riporto di volatili acquatici.
 
Oggi vengono invece utilizzati come cane poliziotto.
 
La razza dell’Akita, utilizzata in ambito militare molto prima dell’invasione della Manciuria per la sua grande addestrabilità, ha conosciuto un calo nel periodo delle due guerre mondiali per due motivi: l’arrivo in Giappone del Pastore tedesco a fargli da concorrente, e l’abbattimento di moltissimi esemplari per utilizzare il loro pelo bello e morbido come capo d’abbigliamento o puro equipaggiamento militare.
 
Fortunatamente la razza Akita fu ripresa alla fine del conflitto bellico ed importata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1937, diventando nel tempo sempre più popolare.
 
 
Foto repertorio: Akia in piedi
 
 
Akita: aspetto
 
L’Akita ha un fisico massiccio ed atletico, è un cane molto prestante che esprime una grande dignità grazie alla sicurezza dei movimenti e al magnetico sguardo orientale.
 
I maschi raggiungono i 67 cm di altezza al garrese, contro i 61 cm delle femmine.

Il peso si aggira tra i 30 kg e i 45 kg per i maschi e tra i 20 kg e i 30 kg per le femmine.
 
La testa dell’Akita ha una fronte ampia, senza rughe, stop ben definito, un tartufo largo e nero ed un bel muso forte che si assottiglia, ma non troppo, dalla base verso la punta.
 
Le orecchie sono spesse e triangolari, arrotondate sulla punta, erette e leggermente inclinate in avanti.
 
Gli occhi sono relativamente piccoli, di forma quasi triangolare, furbissimi ed estremamente espressivi.
 
La coda è arrotolata sul dorso in varie posizioni che sono tutte accettate tranne per i casi a coda dritta.
 
L’Akita ha un pelo lungo e ruvido con un sottopelo soffice e fitto.
 
I colori accettati dallo standard sono il bianco, il fulvo, il tigrato ed il sesamo e tutti devono avere l'urajiro, che non è altro che il pelo biancastro, sui lati del muso e sulle guance, sotto le mascelle, sulla gola, sul petto e sul ventre, sul lato inferiore della coscia e nelle parti interne degli arti.
 
 
Foto repertorio: Akita seduto 
 
 
Akita: carattere ed educazione
 
L’Akita è un cane tranquillo e coccolone, allegro e comunicativo, ma nello stesso tempo molto permaloso e scontroso con gli sconosciuti.
 
È un cane molto docile se ben educato, ma ha un carattere forte e determinato e potrebbe prendere il sopravvento se viziato e cresciuto male.
 
L’Akita non è un cane che si può sottomettere: va conquistato facendosi amare, stimare, rispettare.

Necessita di un’educazione dolce, ma allo stesso ferma: non è un cane in perenne adorazione del padrone, anzi è l’uomo che deve conquistarsi la sua stima e far capire che è lui il capobranco, se vuole essere ascoltato.
 
È necessario fin da cucciolo farlo socializzare con i propri simili, persone e oggetti affinché cresca equilibrato e completamente gestibile in ogni circostanza.
 
Soprattutto il maschio tende ad essere dominante con i suoi simili dello stesso sesso.
 
L’Akita è un cane che abbaia poco, ma osserva molto ed è un buon guardiano, che non è mai aggressivo con gli estranei senza un valido motivo.
 
Con i bambini l’Akita è molto delicato, soprattutto le femmine sono delle bravissime baby sitter.
 
In casa è estremamente pulito e discreto, sa ritagliarsi i propri spazi per istinto di indipendenza.
 
 
Foto repertorio: Akita cucciolo 
 

Akita: salute ed alimentazione
 
L’Akita non ha particolari problemi di salute, a parte l’essere a volte soggetto a dermatiti per alimentazioni troppo ricche di proteine e di grassi: una dieta completa ed equilibrata è quella a base di pollo, tacchino e pesce.
 
Secondo una ricerca del 2004 nel Regno Unito, la principale causa di morte di un Akita è il cancro, seguito da problemi cardiaci e gastrointestinali.
 
L’Akita è un cane abituato ai climi freddi e questo può provocare una riduzione della vita media dell’animale nel caso lo si tenga in luoghi caldi ed umidi.
 
Se ben tenuto, un esemplare di Akita Inu vive in media 12-15 anni.



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ORIGINI

È un cane antichissimo, originario della prefettura di Akita, in Giappone. Nato come cacciatore, divenne poi cane da guardia e da combattimento. Oggi in Giappone è considerato “monumento nazionale”, cioè è inserito nell’elenco deglia antichi beni da tutelare e preservare. In Giappone esistevano due principali linee di sangue: Dewa e Ichinoseki. La prima, che mostrava tracce evidenti di incroci con molossoidi, è stata selezionata in America producendo l’Akita americano; la seconda, che si avvicinava molto di più al tipo originario, è stata prescelta dai Giapponesi come linea ideale ed è oggi l’unico vero “Akita”.

ASPETTO E CARATTERISTICHE
Ha l’aspetto di uno Spitz di taglia mediogrande, di forte costituzione, ben proporzionato, con ossatura robusta. La testa ha fronte ampia e stop pronunciato. Gli occhi sono relativamente piccoli, di forma quasi triangolare, così come le orecchie, spesse, leggermente arrotondate in punta e inclinate in avanti, in linea con l’inclinazione del collo. La coda è attaccata alta, grossa e piena. Viene portata arrotolata sul dorso. Il cane dà un’immagine di grande nobiltà e dignità, unite a una grande semplicità. Pelo: corto e folto. Colore: sono ammessi fulvo, sesamo, tigrato e bianco. Tutti i colori, eccetto il bianco, devono presentare dell’urajiro, ovvero pelo biancastro ai lati del muso e delle guance, sotto la mascella, sulla gola, sul petto e sul ventre, sul lato inferiore della coda e nella parte interna degli arti. Taglia: maschi 67 cm; femmine 61 cm (con una tolleranza di 3 cm in più o in meno).

ATTITUDINI
È un cane maestoso, dignitoso e riservato: riserbo che non corrisponde a freddezza, come alcuni credono, ma alla naturale tendenza del cane a mantenere in ogni circostanza un atteggiamento nobile e fiero. Gelido con gli estranei, è dolcissimo con le persone di famiglia, ma dimostra sempre il suo affetto in modo pacato e decoroso. Solitamente ha una buona attitudine per la guardia. Ama i bambini di casa, mentre non è molto affabile con quelli che non conosce, che cerca di evitare rifilando loro uno sguardo di pura sufficienza. È decisamente rissoso con gli altri cani dello stesso sesso, specie se parliamo di maschi. Se viene avvicinato con maniere troppo brusche può reagire anche verso le persone che non conosce: dopotutto è un samurai!

SALUTE
Nessun problema particolare.

DOVE TENERLO
Può vivere all’aperto in ogni stagione e a qualsiasi temperatura, ma preferisce vivere accanto all’uomo. In casa è tranquillo e non abbaia praticamente mai.

NOTE
La razza ha rischiato due volte di estinguersi: la prima volta per un’epidemia di rabbia in Giappone, la seconda volta durante la Seconda guerra mondiale, quando diversi cani furono uccisi per sfamare la popolazione ridotta allo stremo.

FCI 255 Gruppo 5

Nazionalità: Giappone

Sezione: 5 Spitz asiatici e razze affini

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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