Il cane che hai adottato sta per venire a casa con te: come aiutarlo ad ambientarsi

19/04/2019

Vi abbiamo parlato di come prepararvi per adottare un cane (o un gatto), ma non abbiamo affrontato nel dettaglio il fantastico ma delicato momento in cui stiamo per portare un cane a casa con noi per la prima volta.
 
Portare per la prima volta a casa con noi un cane appena adottato è una grande emozione ed è normale sentirsi pieni di gioia e di entusiasmo, ma dovremmo sforzarci di “metterci nei panni” del nostro nuovo amico a quattro zampe per aiutarlo ad iniziare con noi una nuova vita.
 
Il cane non può capire il motivo della nostra euforia: per lui si tratta di un grosso cambiamento ed è normale che possa sentirsi davvero frastornato.
 
Deve salire su un'auto che non conosce, con odori che non gli sono familiari e non sa cosa sta succedendo, tutto quello che prova il cane in questo momento è un senso di incertezza.


 
La cosa migliore che possiamo fare per lui è dargli un po’ di tempo.
 
Dobbiamo aspettarci che per un mese o due circa il nostro cane non saprà bene come comportarsi, come muoversi nei nuovi spazi, quali sono le regole di questo nuovo ambiente… sarà semplicemente disorientato.
 

Ecco alcune delle accortezze che possiamo e dobbiamo avere nei suoi confronti:
 
  • Anche se il suo odore non è proprio gradevolissimo, non facciamogli immediatamente il bagnetto: il suo odore in questo momento è la sua unica certezza. Almeno per i primissimi giorni diamo la priorità alla sua serenità;
  • Se il cane non sta male - e quando lo abbiamo adottato non ci è stata segnalata alcuna patologia - non portiamolo immediatamente dal veterinario, aspettiamo che impari a fidarsi di noi.

  • Non preoccupiamoci immediatamente se non mangia i primi giorni, può semplicemente essere dovuto al fatto che deve metabolizzare il cambiamento.
 
  • Almeno per i primi tempi, cerchiamo di evitare l’affollarsi di amici e parenti a casa, almeno finché non saremo abbastanza sicuri che per il nostro cane quello è diventato un luogo sicuro e familiare.
 
  • Mettiamogli a disposizione un posto dove possa riposare indisturbato, un luogo che non sia nascosto, ma nemmeno di passaggio e che possa sentire sicuro.
 
  • Cerchiamo di avere pazienza, non costringiamolo subito a troppe esperienze nuove, avremo tempo per farle con serenità.
 
  • Non coccoliamolo per tutto il tempo: in canile ero abituato (purtroppo o per fortuna) a stare solo, altrimenti presto non ne sarà più capace.
 
  • Se capitasse che il cane distrugga qualcosa, ricordiamoci che è il segno di un disagio e, se la cosa diventa preoccupante e non sappiamo come comportarci, basterà chiedere l’aiuto di un esperto: un veterinario comportamentalista o di un educatore cinofilo.
 
  • Facciamo attenzione a non alzare la voce, a come gesticoliamo, ai rumori forti: per quanto i volontari del rifugio ci abbiano parlato del carattere del cane che abbiamo scelto, nessuno sa con certezza cosa può essere successo nel passato di un cane abbandonato o randagio.
 
 
Cerchiamo di non compatirlo e allo stesso tempo, non intestardiamoci a volerlo cambiare a tutti i costi: se avremo PAZIENZA, lui imparerà ad avere fiducia in noi e riusciremo a creare uno dei rapporti più belli della nostra vita!
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