Gatti e bambini

15/03/2019
Quando c’è un bambino in casa prima o poi, inevitabilmente, arriva la fatidica domanda: “Mamma, prendiamo un gattino?”. E se non ci sono impedimenti, in particolare allergie, non c’è cosa più appagante del far felici i nostri figli.
 
E allora eccoci alla ricerca di quello che presto diventerà un nuovo membro della famiglia: cucciolo o adulto che sia.
Possiamo adottare un micio da un gattile, oppure cercare un cucciolo dai tanti amici e contatti che amano i gatti: in questo caso è importante avere pazienza, aspettare che sia svezzato e non separare il piccolo dalla mamma prima delle dodici settimane.
 
Un gatto che arriva a casa è una bellissima esperienza per i bambini, e una simile convivenza può rivelarsi molto vantaggiosa per entrambi.
 
Certo, ci sono alcune semplici regole da rispettare, ma gli aspetti positivi provati sono davvero notevoli.
Per esempio, i bambini che crescono in una casa dove ci sono uno o più gatti di solito diventano adulti molto socievoli, hanno migliori capacità comunicative ed è più difficile che sviluppino allergie.
 
Inoltre prendersi cura di un amico micio e imparare a rispettarlo aiuta i bimbi a sviluppare un maggior senso della responsabilità e dell’autocontrollo.
Infatti i bimbi devono imparare, per esempio, ad accarezzare in modo appropriato gli amici felini, senza essere troppo irruenti, col rischio di suscitare una reazione di difesa da parte del gatto.
Soprattutto i bimbi devono essere guidati nel capire che l’amico peloso non è un giocattolo, e devono imparare che non ama essere inseguito e magari afferrato per la coda.
 
Se il bimbo è piccolo, le sue interazioni con il gatto dovrebbero, almeno all’inizio, essere supervisionate da un adulto, in modo da insegnare al pupo come maneggiare – o meglio, come evitare di maneggiare – l’amico a quattro zampe per non incorrere in reazioni indesiderate.
 
Allo stesso modo, non si deve mai lasciare un neonato nella culla da solo con un gatto: attirato dal calduccio, il micio potrebbe saltarci dentro e rischiare di soffocare il bebè.
 
Buone notizie invece sul fronte salute. Non ci sono rischi nella convivenza fra un bimbo e un gatto: basterà non far avvicinare il micio al cibo del bimbo e non far avvicinare il bimbo alla sua lettiera.
Alcuni pediatri, addirittura, consigliano la compagnia di un micio a quei bimbi che, pur grandicelli, la notte si svegliano e si presentano puntualmente nel lettone dei genitori. Un tenero amico come il gatto è per il piccolo una presenza che lo aiuterà a sentirsi più sicuro anche durante le ore notturne.  
Intendiamoci, però, questo non significa permettere per forza all’animale di dormire nel letto del bambino.
 
Un consiglio, però, se il bimbo mostra i sintomi tipici delle allergie, verificate subito che non sia allergico all’amico peloso: purtroppo l’allergia al gatto, quando c’è, è molto aggressiva e può essere la causa anche di forti attacchi di asma.
 
Ma ecco alcune semplici regole per la buona convivenza gatto-bambino che dovreste cercare di applicare e insegnare al piccolo bipede di casa:
 
  • Il gatto si accarezza dolcemente sulla testa e sulla schiena, ma non sulla pancia.
  • Non lo si deve inseguire e soprattutto non gli si tira la coda!
  • Non si fanno i dispetti al micio e non si cerca di spaventarlo.
  • Non si disturba mai il micio mentre mangia, quando dorme o quando si fa le pulizie.
  • Dopo averlo accarezzato e dopo aver giocato con lui è meglio lavarsi le mani.
  • Non toccate mai il cibo all’interno della sua ciotola e state lontani dalla sua cassettina!
 
Pronti per il nuovo arrivato? Gatto o neonato che sia, non importa chi c’era prima, la convivenza fra un bambino e un gatto sarà fonte di momenti di reale scambio affettivo e di grande responsabilizzazione del vostro bambino.
 
A cura di Giunti Editore

 
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