Come distinguere un cane che ha bisogno d’aiuto

31/05/2016

I social sono inondati di segnalazioni provenienti da ogni parte su cani da aiutare, spesso però si tratta di foto scattate da persone che, senza aver avuto tempo per verificare la situazione, pubblicano appelli di massima emergenza, innescando polemiche e infiniti commenti inutili. 
 
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Catania e Provincia scrive su Facebook: “Le associazioni sono al collasso, e per di più spesso accusate di non fare abbastanza. I canili scoppiano e i Comuni si lamentano per le ingenti spese che devono sostenere. Gli aeroporti ogni giorno sono gremiti di volontari che si fotografano accanto ai loro kennel pieni di cani che stanno per volare chissà dove. Per non parlare delle staffette, nuovo business che alcuni si sono inventati per sopperire alla disoccupazione.  
E in mezzo a tutto questo viavai forsennato ci sono loro, i cani, ignari protagonisti di storie che spesso non hanno affatto un lieto fine”.
 
E continuano proponendo un utile articolo: “Proviamo a chiederci se tutto ciò sia realmente necessario, cominciando a fare le dovute distinzioni tra le diverse tipologie di cani che possiamo incontrare sul nostro cammino”. 
 
 
CANE SMARRITO:
 
Generalmente si tratta di cani di razza, ma possono essere anche meticci.
Frequentemente sono cani di piccola taglia che non hanno molte possibilità di sopravvivere in strada.
 
Indipendentemente dalla taglia, se il cane indossa un collare significa che qualcuno glie lo ha messo, e che quindi qualcuno se ne è preso cura fino a poco tempo prima.
 
Questi cani appaiono agitati e disorientati, attraversano la strada senza capire il pericolo, camminano a zig-zag senza sapere che direzione prendere. A volte seguono le macchine o cercano di entrarci dentro, si comportano come se aspettassero qualcuno.
 
Se ritenete che un cane sia smarrito, fermatelo e mettetelo in sicurezza. Se vi è possibile portatelo da un veterinario o chiamate i vigili per verificare l’eventuale presenza del microchip.
 
Fare foto e andarsene non serve a niente, perché chi lo sta cercando ha bisogno di avere un punto di riferimento per poterlo ritrovare. Se ve ne andate, o lo lasciate andare, il cane potrebbe percorrere in breve tempo anche grandi distanze, rendendo assolutamente vana la segnalazione.
 
 
CANE LIBERO ACCUDITO:

Si tratta in genere di cani docili e abituati al contatto con l’uomo.
 
Prima di segnalarlo chiedete in zona se qualcuno lo conosce. Ritornate più volte sul posto. Se lo ritrovate nella stessa zona, è probabile che il cane si trovi lì da tempo, che ci sia un tutor che lo segue, e che il cane sia ben inserito in quell’ambiente.
 
In genere questi cani appaiono rilassati, spesso restano sdraiati, non tendono a scappare e sono piuttosto indifferenti alle persone che non conoscono.
 
Segnalare un cane di questo tipo non è certo utile: si rischia di farlo finire in canile senza una ragione.
 
Anche se i cani sono in gruppo (la parola BRANCO purtroppo è intesa sempre nella sua accezione peggiore), non significa affatto che siano pericolosi. Hanno semplicemente formato una famiglia, come noi tendiamo a formare la nostra.    
 
 
CANE RANDAGIO O SEMISELVATICO:

Se il cane tende a fuggire quando ci si avvicina, è probabile che si tratti di un cane nato libero, che non ha avuto molti contatti con l’uomo e non desidera averne.
 
Questi cani mantengono sempre una certa distanza, anche se abbaiano lo fanno da lontano, e quasi mai aggrediscono perché non hanno il coraggio di avvicinarsi.
 
Segnalare cani di questo tipo non ha alcun senso. Sanno cavarsela da soli, non hanno bisogno dell’uomo e pertanto non sono nemmeno adottabili. Mandare in canile un cane di questo tipo equivale ad ucciderlo. Catturarlo per poi spedirlo nel famigerato nord nella convinzione di fare il suo bene, contando su una improbabile adozione, vuol dire avere scarsa conoscenza delle esigenze del cane.
Qualsiasi prigione, per quanto dorata, non sarà mai ciò che quel cane desidera.
 
 
 
CUCCIOLI:

Non è difficile distinguere dei cuccioli che sono stati abbandonati da quelli che invece sono nati liberi.
 
I primi si ritrovano in genere all’interno di scatoloni, cassette ecc. I secondi li vedrete gironzolare seguendo la madre quando cominciano a lasciare il nido, cioè verso i 30-40 giorni.
 
Soccorrere i cuccioli abbandonati è quasi un obbligo, ma va tenuto presente che un canile, salvo rare eccezioni, non è mai l’ambiente adatto in cui far crescere dei cuccioli. Meno che mai quando si tratta di neonati, che necessitano di essere allattati ogni 2-3 ore.
 
Perciò, se volete aiutarli, metteteli al sicuro al più presto. Se non riuscite a trovare una mamma cagna in allattamento, non vi resta che munirvi di latte in polvere, biberon e santa pazienza.
 
I volontari spesso lo fanno, ma ovviamente non possono farsi carico di centinaia di cuccioli. L’allattamento dura solo un mese, molto meno di quello di un neonato umano. Alla fine del secondo mese potrete metterli in adozione e godervi la soddisfazione di aver salvato loro la vita.    
 
 
CANE AMMALATO O TRAUMATIZZATO:

In questi casi è necessario chiamare i vigili, che a loro volta chiameranno il canile e faranno recuperare il cane.
 
Ma attenzione: quando avrete fatto questo, il vostro compito non sarà finito, ma appena cominciato!
 
Non basta segnalare per mettersi a posto la coscienza. Chiedete notizie del cane, andate a trovarlo spesso e datevi da fare per farlo uscire al più presto.
 
Non fatene un prigioniero a vita! Troppi cani restano in canile, dimenticati dai loro “salvatori”, quando invece potrebbero tornare nel loro territorio o essere felicemente adottati!     
 
 
Foto e Fonte: Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Catania e Provincia
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