PRINCIPI DI EDUCAZIONE DEL CUCCIOLO

20/02/2015

Troppo spesso quando le persone adottano un cagnolino si fanno intenerire dal suo musino dolcissimo e non riescono a educarlo in niente; arrivano così ad avere un adulto che non ascolta, non ubbidisce, e nel peggiore dei casi si ribella in maniera aggressiva quando viene sgridato.
Tutto questo perché pensano che educare sia una sorta di crudeltà, quando invece fatta nella maniera corretta è la chiave per un rapporto equilibrato e pieno di amore e rispetto.


 
È importante ricordarsi di seguire una linea coerente di educazione sin dal primo giorno: renderete la vostra convivenza per i prossimi (molti) anni insieme qualcosa di estremamente piacevole per entrambi.
 
Il cucciolo deve imparare da subito grazie a un metodo educativo gentile e non coercitivo cosa è giusto e cosa è sbagliato: serve pertanto coerenza e pazienza, in particolare nei primi mesi.
L’animale non deve essere terrorizzato dalle regole o dalle nostre reazioni, ma deve instaurarsi un rapporto di fiducia reciproca: i risultati saranno duraturi e ben radicati, e non solo dovuti a un rapporto di totale sottomissione e di timore nei nostri confronti.


 
COSA SI INTENDE CON COERENZA
Quando parlo di coerenza intendo il principio base dell’educazione: se una cosa è vietata, è sempre vietata.
Se una cosa è permessa, lo è sempre.
Il cane non è in grado di capire comandi incoerenti e quindi rimarrebbe confuso e senza sapere come comportarsi: se non può salire sul divano, non lo farà mai. Lasciarglielo fare ogni tanto non gli farà comprendere se è una cosa corretta o no.


 
“PER FAVORE”
Come si insegna ai bambini, così a Fido: quando desidera qualcosa deve imparare a dire per favore.
Ma come?
Un esempio classico è far sì che si sieda per ottenere qualcosa, che siano le coccole o un croccantino premio; non bisogna mai alimentare comportamenti assolutamente invasivi e prepotenti come saltarci addosso o abbaiare per ottenere il cibo o attenzioni.
Cosa si fa per raggiungere questo risultato?
Finchè Fido pretende in maniera invadente, dobbiamo ignorarlo totalmente.
Abbaia per avere attenzioni? E noi ci gireremo dall’altra parte; sicuramente non alzeremo la voce o le mani, rimedi assolutamente inefficaci e scorretti.
Non appena capirà che non sta ottenendo niente, probabilmente il cane si siederà; è proprio allora che dobbiamo accarezzarlo e premiarlo per fargli capire che la tranquillità è la chiave per avere l’agognata coccola o crocchetta.
 


Questo principio si chiama rinforzo positivo e va attuato sempre quando il cane fa qualcosa che noi vogliamo. Si può premiare con uno snack, una carezza, un giocattolo che gli piace molto.


 
Giocare è importante per il cucciolo: tramite il gioco gli animali imparano le gerarchie e il “galateo” del comportamento e dell’interazione tra loro, e così vale anche con noi.
Inoltre essendo il cucciolo curioso e sempre attivo, si possono eseguire alcuni esercizi che lui vive come un gioco ma che in realtà aiutano a instaurare il rapporto che vogliamo e ad attivare le sue capacità cognitive.
 
Ricordatevi che l’educazione è bilaterale: non bisogna antropomorfizzare il nostro cane, ma ricordiamoci che come lui deve imparare a capire noi, così noi dobbiamo parlargli in un linguaggio a lui chiaro.
Soprattutto quando è piccolo dovete stare attenti: per ogni esercizio educativo che decidete di insegnargli, dovete programmare sedute brevi (il cane perde facilmente la concentrazione) in cui voi siete tranquilli per non trasmettergli agitazione e non innervosirlo.


 
Ogni animale poi è diverso da un altro: se il vostro cane precedente magari era molto rapido nell’apprendimento, non dovete aspettarvi che anche l’attuale sia uguale. Ogni animale, come ogni persona, ha i suoi tempi.
Per questo non perdete la pazienza, non alzate la voce per attirare la sua attenzione, perché darebbe un effetto contrario; se notate che non avete la tranquillità necessaria, piuttosto rinviate il tutto a un momento sereno.
 
Ricordatevi, dopo ogni sessione di “allenamento”, di chiudere il tutto con un esercizio facile e ben assimilato da Fido (di solito il primo è il “seduto” o il richiamo), premiandolo per farlo sentire apprezzato e lasciarlo con la voglia di divertirsi ancora con voi.


 
E SE NON VI ASCOLTA?
Esistono cani che si distraggono facilmente o cani che sono più indipendenti di altri; ma non è detto che sia lui a non comprendere cosa vogliamo se non esegue, magari l’errore è vostro.
Dovete sempre chiedervi se state dialogando in maniera corretta con il vostro quattro zampe, perché magari voi credete di essere chiari e semplici e invece lui sta cercando di capire il vostro strano linguaggio.
 
Dr.ssa Anna Paola Rivolta, medico veterinario
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