Un cane allunga la vita: lo confermano 70 anni di ricerche

09/01/2020
Il possesso di un cane riduce il rischio di mortalità, specialmente per malattie cardiovascolari. Lo dice la letteratura medica.


Uno studio pubblicato su 'Circulation' - la rivista dell’ American Heart Association – conferma il ruolo protettivo del cane contro il rischio di  morte per qualsiasi causa. Lo studio è una revisione sistematica di ricerche globali pubblicate tra il 1950 e il 2019 in Canada, Scandinavia, Nuova Zelanda, Australia e Regno Unito.


"L'avere un cane è associato a una riduzione del 24% della mortalità per tutte le cause - ha affermato Caroline Kramer, endocrinologa e autrice principale della ricerca. Ancora una volta, la meta-analisi ha riscontrato un beneficio ancora maggiore per le persone che avevano già avuto un infarto o un ictus. "Per quelle persone avere un cane è ancora più vantaggioso: hanno un rischio ridotto del 31% di morire di malattie cardiovascolari", ha concluso Kramer.


Diversi studi infatti dimostrano un nesso tra le morti per malattie cardiovascolari e il possesso di un cane. Il più recente tra questi ha coinvolto oltre 336.000 uomini e donne svedesi tra i 40 e gli 85 che avevano avuto un infarto miocardico acuto o un ictus, arrivando alla conclusione che avevano avuto migliori capacità di ripresa quelle persone che possedevano un cane. E il vantaggio è stato massimo per i proprietari di un cane che vivevano soli: i sopravvissuti agli attacchi di cuore che vivevano soli con un cane avevano un rischio di morte inferiore del 33% rispetto alle persone che non lo avevano, mentre i sopravvissuti all'ictus che vivevano soli con un cane avevano un rischio ridotto di morte del 27% rispetto alle persone che non lo avevano.


"Sappiamo che la solitudine e l'isolamento sociale sono forti fattori di rischio per la morte prematura e la nostra ipotesi era che la compagnia di un animale domestico potesse alleviarlo", ha affermato Tove Fall, professore associato di epidemiologia all'Università di Uppsala in Svezia. "Chi vive solo deve portare fuori il cane ogni volta e sappiamo che l'attività fisica è importante nella riabilitazione dopo un infarto del miocardio o un ictus", ha aggiunto.




E' davvero merito del cane? - Si tratta di studi "osservazionali"- mettono in guardia gli autori- quindi non non dimostrano che l'avere un cane sia stata la causa diretta della maggiore aspettativa di vita o dei migliori risultati di salute dopo infarto e ictus. La domanda dei ricercatori è dunque  se la funzione protettiva sia propria del cane o di comportamenti umani che potrebbero essere adottati anche senza possederne uno? La letteratura non ha ancora risposto, ma l’American Heart Association stabilisce un nesso certo fra i proprietari di animali domestici che portano a spasso i loro cani fanno fino a 30 minuti in più di attività fisica al giorno. Inoltre, in rassegna, figurano studi che suggeriscono che le persone che hanno cani hanno un profilo di colesterolo migliore e abbassano la pressione sanguigna. E inoltre, accarezzare un cane può ridurre la pressione sanguigna, senza contare che - dando compagnia e affetto- i cani possono ridurre l'ansia e la depressione, un beneficio  molto importante dopo una grave malattia, come un infarto o un ictus.


I gatti- Uno studio del 2009, ha riscontrato un minor rischio di morte per infarto miocardico e malattie cardiovascolari, incluso l'ictus, per i proprietari di gatti, anche se avevano ormai smesso di viverci. Secondo uno studio dell'Università dell'Indiana, anche solo guardare i video di gatti aumenta l'energia, le emozioni  positive e diminuisce i sentimenti negativi.


I risultati di questi studi saranno utilizzati per sviluppare ulteriori ricerche sugli stili di vita.


Fonte American Heart Association
 
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