“Kedi. La città dei gatti”: il film documentario sui felini di Istanbul

15/05/2018

A Istanbul, il gatto è più di un semplice gatto. Il gatto incarna il caos indescrivibile, la cultura e l'unicità che è l'essenza della città.
Y. Barlas  

 
Arriva nelle sale il 22 maggio “Kedi. La città dei gatti”, il film documentario della regista turca Ceyda Torun; una vera e propria dichiarazione d’amore verso questi straordinari felini che da migliaia di anni popolano le strade di Istanbul e che grazie alle cure di molti, vivono senza padrone. Adorati, coccolati o trascurati, questi animali fanno innegabilmente parte della vita e della cultura della città.
 
Il film, distribuito da Wanted Cinema, sarà presentato in anteprima negli Uci Cinemas per una due giorni evento e a seguire nei principali cinema d’Italia.
 
A Istanbul, oltre agli abitanti, ci sono delle altre creature che popolano la città: i gatti di strada, che si aggirano liberi per la metropoli. Da migliaia di anni gironzolano entrando e uscendo dalle vite degli abitanti, diventando una componente essenziale delle tante comunità che rendono così ricca la città. Vivono tra due mondi, quello selvaggio e quello domestico, portando gioia e voglia di vivere nelle persone che scelgono di adottare. A Istanbul i gatti incarnano il caos e la cultura della città e questo incredibile documentario ne racconta le diverse anime attraverso i suoi gatti.
 
“Sono cresciuta a Istanbul fino all'età di undici anni - ha spiegato la regista - e credo che la mia infanzia sarebbe stata infinitamente più solitaria se non fosse stato per i gatti e io non sarei la persona che sono oggi.
Sono stati i miei amici e confidenti e dopo il trasferimento, ogni volta che mi capitava di tornare a Istanbul, trovavo la città sempre meno riconoscibile ad eccezione di una cosa: i gatti, unico elemento costante e immutato che incarnava l’anima stessa della metropoli. Questo film è, per molti versi, una lettera d'amore a quei gatti e alla città”.
 
Inizialmente ciò che ha attirato maggiormente i produttori del film è stata l'unicità di come i gatti di strada vengono trattati a Istanbul: rispetto all'approccio dell'Europa e degli Stati Uniti - dove i gatti senza padrone vengono chiusi nei gattili - e l'approccio apparentemente indifferente delle nazioni asiatiche e arabe, l’approccio comunemente usato dai cittadini di Istanbul è quello di prendersi cura dei gatti di strada, pur consentendo loro di mantenere la loro indipendenza. Questo film ha permesso di comprendere maggiormente la cultura di questa città e il loro approccio alla vita.
 
La regista e il direttore della fotografia Charlie Wuppermann si sono recati a Istanbul per raccogliere filmati sui gatti e, con l’aiuto di cittadini e negozianti, proprietari di gatti e no, hanno cercato di capire come Istanbul possa essere vissuta dai mici. Le storie che hanno sentito li hanno resi ancora più entusiasti di realizzare questo film e di documentare questi animali, unici nel loro genere, in azione.
 
Nel tentativo di avvicinarsi il più possibile ai gatti, i film-maker hanno progettato e sperimentato delle vere e proprie "macchine fotografiche per gatti"; hanno seguito i gatti in vicoli bui e scantinati abbandonati, usato droni per filmarli sopra i tetti e li hanno seguiti per catturare immagini cinematografiche, mentre i gatti attraversano le strade della città.
 
Dopo due mesi di riprese, Ceyda Torum con l’aiuto di Mo Stoebe, hanno iniziato a montare le storie di ogni gatto, ’unicità e permettendo ai gatti stessi di “narrare le proprie vite”. L'obiettivo finale, raccontato attraverso un selezionato numero di storie, era quello di creare un lavoro che trattasse i temi dell’amore, della perdita, della gioia, della solitudine e dell’appartenenza.

Vai al trailer del film.
 
Per maggiori informazioni: www.wantedcinema.eu
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