Il piccolo marsupiale australiano che stava per estinguersi

05/07/2016

In Australia vivono un sacco di simpatici animali che negli anni hanno conquistato l'attenzione dei media e del Web: di Koala, canguri e Quokka si è parlato spesso, ma c'è una nuova piccola creatura che merita le luci della ribalta.
 
Si tratta della sconosciuta Bettongia orientale, un piccolo marsupiale noto anche come ratto canguro, che fino a poco tempo era considerato estinto sul continente australiano.
 
La bettongia è un animale notturno, che durante il giorno dorme in nidi fatti di erba e foglie. La maggior parte della sua dieta è costituita da funghi sotterranei imparentati con i tartufi, ma si nutre volentieri anche di radici e tuberi. Può tuttavia divorare anche insetti e larve, se ne ha la possibilità. Una caratteristica unica di questa specie è quella di spostarsi fino a distanze di 1,5 km dal nido all'area di foraggiamento, percorsi notevoli per una creatura che raramente supera i 2 kg di peso.
 
Una volta onnipresente intorno alle frange nord della città di Canberra, sono scomparsi nei primi anni del 20° secolo a causa dell’introduzione sul territorio di predatori come volpi e gatti, da parte degli esseri umani che li vedevano come una minaccia per l'agricoltura.
 
Per fortuna, sopravvive ancora una popolazione di bettonge orientali nello stato della Tasmania.
 
Dal 2012, piccoli lotti della specie sono stati reintrodotti presso il Mulligan's Flat, un santuario nei pressi di Canberra, che sta combattendo l’estinzione di questa simpatica specie.
 
Kate Grarock, un’ecologista presso il Santuario, è una delle persone che aiutano questi animali a tornare al loro habitat e a fare in modo che più persone possibile imparino a conoscerli e a rispettarli.
 
"Nessuno ha mai sentito parlare della bettongia, fatta eccezione per le persone che sono già state in Tasmania, o che ci hanno vissuto", racconta Kate a Mashable Australia. "Io ho studiato scienze ambientali e non avevo mai sentito parlare di loro. E' la prova del triste stato delle cose per queste piccole creature. In realtà sono animaletti molto simpatici e divertenti!”.
 
Kate ha allevato due bettonge orientali, Brian e Berry, che porta con sé in giro per le scuole per educare i bambini sugli animali nativi. Come molti degli animali australiani che lottano per la loro sopravvivenza, la consapevolezza è fondamentale per garantire alla loro specie protezione.
 
"Molti di loro non stanno sopravvivendo e questo è il motivo per cui credo che i bambini non sappiano nulla su di loro", dice Kate. "Al santuario cerchiamo di fare in modo che le persone imparino a conoscerli e li vedano crescere e imparino ad amarli per poter garantire che siano protetti."
 
È possibile seguire Brian e Berry sul loro account Twitter, Facebook o Vine.
 
"Quello che stiamo cercando di fare diffondere il più possibile il messaggio e far innamorare le persone di questi splendidi piccoli animali. Non sono solo animali simpatici e divertenti, sono molto importanti per il nostro ecosistema" spiega Kate.
 
Ci sono più di 300 bettonge orientali nel santuario ora e stanno contribuendo a migliorare la salute ambientale dell'area. Lo fanno scavando per trovare i tartufi autoctoni durante la notte e così facendo contribuiscono alla loro diffusione.
 
"La cosa interessante dei tartufi è che hanno un rapporto simbiotico con le radici degli alberi", spiega. I tartufi contribuiscono a prolungare le radici degli alberi in modo che essi possano assorbire più nutrienti, il che, in ultima analisi, porta ad alberi più forti e più sani.
 
Foto e Fonte: Mashable.com
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