Il cane era vittima di bullismo: il proprietario lo lascia al rifugio e autorizza l’eutanasia

06/12/2018

Sherman, un incrocio pit bull di 6 anni, stava vivendo un periodo difficile in casa, poiché la divideva con un altro cane particolarmente prepotente.
 
"Erano entrambi maschi non castrati", racconta a The Dodo Sarah Lauch, volontaria principale del programma Chicagoland Rescue Intervention & Support Program (CRISP), un gruppo che aiuta i proprietari in difficoltà a tenere i loro cani. "Finivano per litigare in modo piuttosto violento e Sherman aveva sempre la peggio, era pieno di cicatrici sul muso".
 
Invece di sterilizzare i cani, cosa che avrebbe frenato il comportamento aggressivo e li avrebbe aiutati ad andare d'accordo, il proprietario ha portato Sherman in un rifugio cittadino a Chicago e l’ha abbandonato.
 
Ma non “si è limitato” a questo: ha anche firmato un modulo, autorizzando il rifugio all’eutanasia lo stesso giorno.
 
Sarah, che all'epoca lavorava al rifugio, ha provato ad intervenire a favore di Sherman.
 
"Meritava almeno una possibilità", racconta Sarah. "Sfortunatamente, dato che quel modulo era stato firmato, dovevamo ottenere il permesso dal capo del controllo degli animali. All'inizio ci hanno detto che doveva andare direttamente nella parte posteriore del rifugio e che non potevamo nemmeno toccarlo... e poi li abbiamo convinti a darci un po' di tempo per portarlo in un salvataggio".
 
Margaret Fraser, volontaria di CRISP, è scoppiata in lacrime quando ha conosciuto Sherman e saputo della situazione.
 
"È stato sorprendente perché era un cane così meraviglioso", racconta Margaret a The Dodo. "Anche se stava per essere soppresso, era lui a consolare me. Si era arrampicato sulle mie ginocchia e mi leccava le lacrime dal viso, capiva che ero piuttosto turbata. Non potevo crederci".
 
"Continuava a leccarmi la faccia ed era così dolce", dice Margaret. "Non potevo lasciar andare questo cane, così ho continuato a combattere."
 
Sarah, Margaret e altri volontari di CRISP sono infine riuscite a convincere il rifugio a lasciare in vita Sherman e a consentirgli di affidarlo ad un gruppo di soccorso locale.
 
Ma trovare un gruppo di soccorso non è stato facile: la maggior parte erano pieni o non volevano prendere un pitbull.
 
Mentre le loro ricerche proseguivano, Sherman doveva restare nel rifugio e ha iniziato rapidamente a peggiorare.
 
"Si è davvero ammalato lì", racconta Margaret. "Non eravamo sicuri se avesse la polmonite o cosa stesse succedendo... ma quando i cani si ammalano davvero, vanno in lista per l’eutanasia. Così la sua situazione è diventata ‘urgentissima’ due settimane dopo".
 
La fortuna ha iniziato a girare all'inizio di novembre. Un nuovo gruppo chiamato Incredi-Bull Rescue ha accettato di prendere Sherman e metterlo in una casa in affido.
 
"L'abbiamo tirato fuori... probabilmente giusto in tempo", racconta Margaret.
 
Persino Sherman sembrava sapere quanto fosse fortunato: ha iniziato a scodinzolare come un matto e ha ricoperto il viso di Margaret di baci quando l’ha tirato fuori dal suo box.
 
Margaret e Sarah hanno portato insieme Sherman nella sua casa in affido.
 
"Era così felice", racconta Sarah. "Sembrava sapere di essere finalmente al sicuro".
 
Ora Sherman si è felicemente sistemato nella nuova casa, dove se lo vuole, sta sdraiato sul divano tutto il giorno.
 
"È decisamente piuttosto pigro", dice Sarah. "Gli piace fare passeggiate, ma è un pantofolaio".
 
La sua mamma in affido, Emma Lynch, lo adora e tutti sono elettrizzati dal modo in cui tutto ha funzionato.
 
"Penso che ogni cane dovrebbe avere la possibilità di mettersi alla prova, indipendentemente dalla sua situazione", dice Margaret. "Sherman ha dimostrato di essere un cane meraviglioso. Ovviamente, non sa cosa stava per succedergli, ma so che è felice di essere vivo".
 
"Questi cani ci stupiscono sempre per quanto siano resilienti", dice Sarah. "Il solo vederlo sorridere ora mi rende così felice."
 
Foto e Fonte: The Dodo
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