I petauri maggiori: adorabili orsacchiotti volanti a rischio estinzione

15/05/2018

Potrebbero sembrare dei morbidi orsacchiotti, ma questi fantastici piccoli marsupiali possono lanciarsi e volare per una distanza di più di 90 metri nell'aria da un albero all'altro!
 
Il petauro maggiore (Petauroides volans) è un piccolo marsupiale planatore che vive nelle foreste di eucalipti dell'Australia orientale, è lungo 39–43 cm ed ha il corpo ricoperto da un folto mantello di peli che ne accresce le dimensioni apparenti, con una coda lunga e folta, che misura 44–53 cm.
Ha la testa piccola, dal muso appuntito e delle grandi orecchie ricoperte da lunghi peli che gli danno l’aspetto di un orsacchiotto.
Il manto soffice varia di colorazione anche all'interno di una stessa popolazione, spaziando dal bianco fino al marrone e al nerastro.
Su ogni lato del corpo è presente una membrana allungata fra il gomito e il ginocchio, che consente all'animale di effettuare planate controllate.
Le zampe sono munite di robusti artigli ricurvi che consentono un'ottima presa sulla corteccia o su altre superfici.
Le femmine adulte partoriscono un unico piccolo una sola volta all'anno, generalmente alla fine dell'autunno o agli inizi dell'inverno. Il piccolo, del tutto inetto, trascorrerà i quattro mesi seguenti all'interno del marsupio materno, dove succhierà il latte e si svilupperà. Rimarrà al sicuro nel marsupio fino all'età di nove mesi

Queste creature conducono una vita notturna e solitaria e la maggior parte delle persone non sa nemmeno che esistono, il che sta creando loro non pochi problemi…
 
Questi adorabili orsetti volanti vivono abitualmente in alberi vecchi e cavi, che sono stati recentemente abbattuti per lasciare spazio a progetti di sviluppo o sfruttamento delle aree forestali. Anche la vegetazione su cui questi animaletti vegetariani, che si nutrono quasi esclusivamente di foglie e gemme di eucalipto, fanno affidamento per sopravvivere viene spazzata via da queste operazioni.
 
"I petauri maggiori hanno bisogno di alberi cavi, che possono essere solo gli eucalipti di 100 anni o più", ha raccontato a The Dodo Matt Cecil, project manager per la Wildlife Preservation Society of Queensland. "Laddove la boscaglia è stata ripulita per l'agricoltura, la produzione di legname, l'espansione urbana o le strade, la disponibilità di aree forestali adatte a loro è molto ridotta".

Meno alberi significa più problemi per la specie, che ha già visto un calo della popolazione dell'80% negli ultimi anni. Per Cecil, che fa parte di un’associazione chiamata Queensland Glider Network, che lavora specificamente per aiutare le specie di petauri, la più grande battaglia è stata semplicemente far sì che le persone riconoscessero che questi animali esistono e hanno bisogno di aiuto.

"Questo è un animale così magnifico e la maggior parte del pubblico australiano non sa nemmeno che esiste", spiega Cecil. "Questa è la parte triste. È difficile combattere per proteggere gli animali di cui la maggior parte della popolazione non è nemmeno a conoscenza".
 
Ecco perché l'organizzazione impiega molto tempo con le comunità locali per istruirle sui petauri e le altre specie che si trovano ad affrontare lo sviluppo urbano, cosa che a sua volta può aiutare a fare pressione sui legislatori per fornire protezione legale agli animali.
 
L’associazione sta anche lavorando sul campo per testare se gli animali possano abituarsi a delle cassette come nidi artificiali, come alternativa agli alberi cavi che di solito scelgono di abitare, ma la parte più cruciale è eliminare il problema alla fonte.
 
Fortunatamente, dei progressi stanno lentamente arrivando: di recente, una società di registrazione industriale denominata VicForests è stata interdetta dall'operare in un importante punto caldo per i petauri a Victoria fino al completamento di una valutazione completa della popolazione.
 
"I problemi legati alla perdita dell'habitat sono profondamente intrecciati agli sviluppi dell'industria, dei trasporti e delle città: qualcosa che solo i governi federali e statali australiani possono affrontare", ha aggiunto Cecil. "Tuttavia, vale la pena di lottare. Speriamo di usare i petauri maggiori come una specie di ‘bandiera’: se possiamo usare questa specie come simbolo per proteggere l'habitat, allora abbiamo anche protetto l'habitat per una serie di altre specie native".
 
Foto e Fonte: The Dodo, Wikipedia
Comments powered by Disqus
Top