Asti: alla scuola di polizia entrano solo cani abbandonati

15/02/2016

I cani dei rifugi di tutta Italia hanno la possibilità di iniziare una professione ad Asti: quella di cane poliziotto specializzato nella ricerca di droghe.
 
Un «diploma» conquistato dopo 120 giorni in una scuola speciale al carcere di Asti, diretto da Elena Lombardi Vallauri, unico Centro italiano per addestrare i cani della Polizia Penitenziaria a cercare droga per poi essere destinati alle carceri di tutt’Italia.
 
I cani sono animali molto intelligenti, più che la «razza» contano la scuola, l’affetto, quel legame unico che si crea tra il conduttore e il suo amico a quattro zampe.
 
Sono tanti i cani giovani che «invecchiano» dietro le sbarre di un canile, nella dolorosa attesa di un padrone che forse non arriverà mai.
 
C’è chi ironizza: «Da una galera a un’altra», ma non è così. I cani sono molto amati dai loro conduttori e negli istituti penitenziari, sono ospitati in ampi recinti, godono di tanti spazi verdi tutti per loro dove vengono fatti correre e giocare.
«Lavorare» per loro diventa un gioco di astuzia e carezze scandito dall’attesa di ricevere un premio.
 
L’autore del progetto è Angelo De Feo, istruttore responsabile del Centro Addestramento di Asti, che spiega a La Stampa: «L’idea di “approvvigionarsi” dai canili è stata dettata anche dalla ristrettezza economica in cui il Paese versa, in quanto i fondi si riducono sempre di più, e spendere denaro per comprare i cani potrebbe minare nel tempo un buon mantenimento degli animali, quindi i soldi risparmiati servono per farli vivere meglio, ma la cosa più importante che mi ha spinto a credere in questo progetto è l’amore per gli animali.
I rifugi e i canili municipali sono pieni di cani non avranno più la possibilità di vivere una vita diversa se non quella di rimanere chiusi nei propri box.
I risultati ottenuti con altre esperienze sono stati ottimi e così quest’anno abbiamo “raddoppiato” il numero degli allievi a quattro zampe che sono passati da 6 a 14.
Ma per sceglierli ne abbiamo esaminati circa 2000, anche perché non tutti sono adottabili.
Altra iniziativa è stata quella di “prendere” anche cani ritenuti dall’opinione pubblica pericolosi come pitbull, dobermann, corso, rottweiler.
Spero che il nostro esempio venga seguito anche da privati cittadini. Condividere la vita con un cane ha un valore aggiunto che si chiama amore». 
 
In questi giorni si è concluso il corso di addestramento. I 14 cani sono stati tutti «promossi».
Il primo classificato è stato «Ciuccio», un pitbull dal musetto bianco e marrone che insieme ad un dobermann e un bulldog americano sono stati affidati alla Casa di Reclusione di Asti. Ed è stata festa, «Ciuccio» è stato raffigurato anche su una torta.
Gli altri cani sono stati assegnati in Puglia, Campania, Lombardia, Sicilia, Veneto, e Sardegna.
 
Durante il corso i cani hanno imparato scovare e ovviamente a segnalare lo stupefacente che viene nascosto dai «visitatori» del carcere in mille modi, dai sacchetti di patatine ai pannolini dei bambini e come nei film anche in bocca e scambiato con un bacio.
 
«Ciuccio» e i suoi «compagni» di corso non verranno utilizzati solo negli istituti Penitenziari ma insieme ai loro conduttori anche per servizi con altre forze di Polizia di tutto il territorio nazionale
 
Le «unità cinofile» della Polizia Penitenziaria spesso partecipano a controlli per strada, sui treni, nelle scuole e discoteche.
 
I cani ringraziano e Lo Stato anche: venerdì ad Avellino la prima operazione: Caesar e Grillo hanno trovato hashish che stava per entrare in carcere.
 
Foto e Fonte: La Stampa
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