Riproduzione e allevamento

02/12/2014
Riproduzione e allevamento
Il gatto raggiunge la maturità sessuale intorno ai sette-otto mesi di vita, ma il periodo può variare a seconda della razza e del soggetto stesso. I giovani maschi, cui viene concessa la libertà di uscire da casa, sono indotti dall’estro a cercare avventure amorose, anche se le prime volte verranno quasi sicuramente sopraffatti da adulti più possenti. Il primo estro della femmina può presentare talvolta qualche problema perché, quando lo sviluppo fisico non è ancora completo, la gravidanza può essere rischiosa. Tenete, quindi, sotto controllo la vostra micina almeno fino al compimento del primo anno di vita ma l’ideale sarebbe, se vi riesce, fino a due anni, quando i rischi sono ridotti al minimo.

Perché sono così prolifici?

Perché, come ogni specie più debole, deve contare su una prole numerosa che permetta la sua perpetuazione nel tempo. Allora ecco che la gatta va in estro più volte all’anno e ogni volta ha ovulazioni multiple. Così si spiega anche il motivo per cui deve necessariamente avere accoppiamenti in rapida successione. E il fatto che una gatta si accoppi con maschi diversi? Rappresenta un indubbio vantaggio biologico: cuccioli di padri differenti avranno caratteristiche diverse e più probabilità di sopravvivenza. Una curiosità sull’argomento: quando una femmina è in calore, i maschi si mettono gerarchicamente in fila per accoppiarsi. Può succedere a volte che arrivi un maschio esperto che non rispetta la fila e si accoppia rapidamente con la femmina, lasciando gli altri pretendenti… al palo. Anche questo comportamento ha la funzione di proteggere la specie. Infatti questi maschi sono i più acuti e recepiscono al volo la recettività sessuale femminile, accoppiandosi nel momento di massima disponibilità, senza passare le ore in estenuanti corteggiamenti.

Quando è giusta la sterilizzazione?

Prima di tutto bisogna sfatare la credenza popolare. Non è vero che è bene far partorire una gatta almeno una volta prima di sterilizzarla: non ha alcun fondamento scientifico. Se decidiamo di far avere i cuccioli alla nostra micia, lo facciamo per il nostro piacere o per allevarli. Quindi, se non abbiamo intenzione di avere cuccioli, facciamola sterilizzare chirurgicamente. L’intervento di ovariectomia – cioè asportazione delle ovaie – è un’operazione di routine eseguita in anestesia generale, che comporta alla gatta solo pochi punti di sutura e un paio di giorni di disagio. In compenso le riduce sensibilmente il rischio di tumori alla mammella e di infezioni dell’utero. Il carattere della gatta non cambia assolutamente: non è vero che diventa apatica e, per quanto concerne il possibile aumento di peso, si può facilmente ovviare al problema nutrendola con alimenti bilanciati e leggermente ipocalorici. Sono assolutamente da evitare, invece, la prevenzione dei calori e la contraccezione tramite somministrazione di farmaci. Questi metodi possono comportare rischi per la sua salute, come infezioni dell’utero, diabete e maggiore probabilità di tumori mammari.
Il corteggiamento
In libertà, quando la femmina va in estro, emana un particolare odore che attira i maschi. Questi entreranno, all’inizio timidamente, nell’area del maschio padrone del territorio, ma poi faranno lotte furibonde per determinare chi è il dominante. La scelta spetterà comunque solo alla gatta che, “strusciandosi” e miagolando, cercherà di affascinare i suoi pretendenti, ma accoglierà con soffi e graffi chiunque cerchi l’approccio. Avranno successo i maschi che hanno imparato la tecnica dell’avvicinamento senza farsi notare. L’aggressione della gatta è, infatti, rivolta ai soggetti in movimento; il maschio più furbo approfitta dei momenti di distrazione della micia per accostarsi e poi bloccarsi, quando questa lo fissa. Se riesce a giungere a contatto, senza che lei soffi, inizierà l’accoppiamento.

L’accoppiamento

La femmina dichiara la sua piena disponibilità al prescelto, ponendosi con l’addome a terra e il posteriore alto, con la coda diritta e rivolta da un lato. A questo punto il maschio le sale sul dorso, afferrandola con forza per la collottola e l’accoppiamento ha inizio. Il morso sulla nuca non è una prova di forza, ma un sistema di difesa contro eventuali attacchi; si tratta dell’utilizzo di un comportamento innato: anche la mamma trasporta i piccoli afferrandoli per la collottola e loro non si divincolano, perché la presa provoca una reazione di immobilità che permane anche negli adulti. Al termine dell’atto sessuale, che dura alcuni secondi, la femmina “urla” e il maschio, con le dovute precauzioni, molla la presa: è questo il momento in cui corre più rischi, perché la gatta cercherà, sempre urlando, di aggredirlo e graffiarlo, girandosi di scatto. Questo atteggiamento poco “amorevole” è consequenziale al dolore provocato dal membro maschile che, coperto da corte “spine” acuminate graffia le pareti vaginali durante la retrazione. Tanto dolore funge da “starter” per mettere in moto il sistema ormonale riproduttivo: l’ovulazione nei gatti avviene, infatti, soltanto dopo i primi accoppiamenti, ma anche uno solo può essere decisivo, in quanto gli spermatozoi rimangono vitali per molte ore. Le monte si susseguono in genere più volte al giorno per circa tre giorni: è evidente che il concepimento è, a questo punto, praticamente certo.

Non sempre disponibile al primo incontro

Quando si vuole far accoppiare una gatta che vive in appartamento, generalmente è lei che viene condotta dal maschio, al cui proprietario spetterà un micino a sua scelta o l’equivalente in denaro. Possono, però, esserci delle complicazioni. È frequente, infatti, che la micia, allontanata dal suo territorio (ricordiamo che in natura avviene l’opposto), diventi nervosa e che l’estro si blocchi. Se poi è abituata alla sola compagnia umana, capita che si impaurisca e aggredisca il maschio, che non conosce; in questo caso può essere necessario un periodo piuttosto lungo di convivenza fra i due; in alternativa si dovrà prendere in considerazione l’acquisizione di un maschio.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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