Primo soccorso

02/12/2014
Primo soccorso

Il gatto e il primo soccorso

È sicuramente utile sapere come prestare un primo aiuto al nostro gatto e come comportarci in situazioni di emergenza nell’attesa del veterinario. Prima di tutto una raccomandazione: il panico, in queste occasioni, è un pessimo consigliere, quindi ricordiamoci di mettere in atto con calma quelle poche e semplici manovre che possono essere d’aiuto per il nostro micio.

Colpo di calore nel gatto 

I gatti sudano pochissimo e solo dai cuscinetti plantari, perciò se in estate sostano nelle auto, l’afa può far salire rapidamente la loro temperatura interna, provocando gravi collassi causati da shock termico. Spasmi muscolari, respirazione a bocca aperta e perdita di conoscenza si susseguono in tempi brevi. In questi casi l’intervento del padrone deve articolarsi così:
  1. spostare immediatamente l’animale in un luogo fresco e ombreggiato;
  2. bagnarlo abbondantemente, cominciando dal capo, con acqua fredda, per abbassare la temperatura interna;
  3. muovere l’aria con un ventilatore o, in mancanza di quello, con qualsiasi cosa faccia vento.

Crisi convulsive del gatto

Di qualsiasi natura siano le crisi convulsive del gatto (verrà stabilito con gli esami del caso), dobbiamo prima di tutto preoccuparci che il gatto non si faccia del male, quindi va protetto mettendogli intorno coperte o cuscini. E’ poi necessario evitare di contenerlo o di cercare di aprirgli la bocca per farlo respirare meglio: in quei momenti potrebbe ribellarsi senza neanche rendersene conto. Aspettate che la crisi si esaurisca e recatevi subito dal veterinario!

Annegamento del gatto

I gatti sanno nuotare benissimo, quindi i casi di annegamento spesso sono causati dall’uomo. Se dovesse capitarvi di trovare un gatto in condizioni di annegamento, dovete delicatamente sollevare la parte posteriore del micio per lasciare che l’acqua defluisca, coprirlo con una coperta e portarlo subito dal veterinario per somministrargli ossigeno.

Ferite ed emorragie nel gatto

In caso di ferite ed emorragie tagliate il pelo intorno alla zona interessata con una piccola forbice a punte arrotondate per non ferirlo, se per caso il micio dovesse muoversi di scatto.
Eseguite una corretta detersione con un disinfettante non alcolico e proteggete, se possibile, la parte con una benda o una garza. I bendaggi devono essere contenitivi, ma non tanto da impedire la circolazione sanguigna e compromettere le parti a valle della ferita. Se c’è un’emorragia in atto, il gatto va tenuto tranquillo per evitare perdite massicce di sangue e va trasportato urgentemente all’ambulatorio veterinario più vicino.

Fratture e traumi nel gatto

In caso di frattura non bisogna fasciare la parte interessata, a meno che la frattura non sia esposta, (cioè con l’osso visibile) ed occorre portare subito il micio dal veterinario, tenendolo il più possibile fermo.
In caso di traumi, applicate panni freddi e bagnati o ghiaccio sintetico, avvolto in un telo, sulla parte tumefatta. Se c’è un’escoriazione, il gatto non dovrà leccarla: la sua lingua ruvida non fa che irritare sempre di più la parte, rallentando i processi di cicatrizzazione e causando infezioni (è obbligatorio quindi il collare elisabettiano).

La cassetta del pronto soccorso per il gatto

Ecco ciò che occorre tenere in casa per soccorrere il nostro gatto in caso di emergenza.
  • Garze e bende (per medicazioni).
  • Compresse di cotone idrofilo e disinfettante non alcolico.
  • Forbici a punte arrotondate (per tagliare il pelo intorno a una ferita).
  • Termometro pediatrico (per misurare la temperatura per via rettale tenendo il termometro in loco per 2 minuti e sapendo che la temperatura normale di un gatto è 38,5/39 °C).
  • Collare elisabettiano per gatti (per impedire che si lecchi o si graffi l’eventuale parte infortunata). Siringa da 2,5 ml senz’ago (per somministrare farmaci liquidi per bocca).
  • Soluzione fisiologica (per detergere le palpebre).
  • Olio dermofilo (per detergere i padiglioni auricolari).
  • Ampolline di antipulci specifiche per gatti (da usare, applicando il contenuto tra le scapole, in caso di presenza di parassiti esterni).
Tenete a disposizione solo farmaci già consigliati dal medico veterinario e non usateli a casaccio: potrebbero essere estremamente nocivi se non si conoscono le cause del problema.
Due esempi per tutti.
  1. Se il gatto entra ed esce dalla cassetta e non riesce a urinare, non somministrare di testa nostra antibiotici o, peggio, diuretici: il gatto potrebbe avere piccoli calcoli (renella), bloccati nell’uretra che impediscono l’afflusso esterno dell’urina. Senza l’immediato soccorso del veterinario, che provvede a disostruire l’uretra, la vescica si distende fino a lacerarsi, portando il micio a morte.
  2. Se il gatto vomita non dobbiamo dare un antiemetico di testa nostra, perché se, per esempio, ha ingerito qualcosa che gli sta creando problemi o se ha nello stomaco dei tricobezoari (matassine di pelo), il vomito ha un’azione espulsiva che, in questo caso, è benefica.

Punture di insetti sul gatto

In caso di punture di insetti, tamponate la parte con acqua fredda, ma fate intervenire subito il veterinario per scongiurare possibili shock anafilattici causati da punture di api, vespe e calabroni con terapie adeguate.

Avvelenamento del gatto

È molto più raro che il gatto si avveleni rispetto al cane, perché, diffidente di natura, non mette in bocca tutto quello che trova ed è dotato di un gusto particolarmente selettivo. Quando accade, non si deve somministrare nulla (né latte, né carbone vegetale, né altre sostanze), perché è alto il rischio di fare più male che bene. L’unica possibilità di salvarlo è quella di portarlo immediatamente dal veterinario senza scordarsi di portare con sé la confezione del tossico ingerito.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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