L'obesità del gatto

02/12/2014
L'obesità del gatto

L’obesità del gatto

L’obesità nel gatto è un fenomeno sempre più frequente. Il sovrappeso non è solo un problema estetico, ma soprattutto metabolico, in quanto porta con sé una serie di conseguenze per l’organismo. Si tratta di un problema che va affrontato seriamente perché, così come per noi umani, anche per i mici l’obesità riduce la qualità e le prospettive di vita, quindi ecco come poterla individuare, quali sono i fattori di rischio, i danni che arreca, cosa fare per prevenirla e come combatterla.

Come individuare l’obesità del gatto

Per capire se un gatto è obeso bisogna innanzi tutto palpargli il costato. Mettetegli i palmi delle mani sui lati del torace e muovetele avanti e indietro: l’ideale sarebbe riuscire a contare le coste del gatto con le punte delle dita senza dover fare troppa pressione. Successivamente palpategli il dorso. Muovete la mano sopra la colonna vertebrale fino al bacino: se percepire le prominenze ossee delle vertebre e una buona massa muscolare laterale alla colonna significa che il vostro non è obeso. Infine dovrete valutare la tasca adiposa ventrale. Passando la mano sotto la pancia del gatto, palpate la “borsa adiposa” che si trova a livello della zona inguinale, il suo volume deve essere ridotto.

Perchè un gatto diventa obeso?

Le principali e più frequenti cause di obesità sono:
  • Vita condotta con scarsa attività fisica.
  • Età: il gatto adulto sotto i 10 anni è più predisposto.
  • Sesso: soprattutto i maschi sono afflitti da questa patologia.
  • La sterilizzazione se associata, dopo l’intervento, a una dieta non equilibrata.
  • Le diete ipercaloriche offerte a volontà.
  • Gli stati ansiosi del gatto che vede nell’assunzione di cibo l’unica fonte di piacere.
  • Le predisposizioni di razza: i gatti di casa a pelo corto sono i più penalizzati.

Quali soni i rischi per il gatto?

  • Il diabete mellito è determinato da un disordine endocrino indotto dalle cellule adipose. La cura, associata al dimagrimento, spesso risolve il problema.
  • L’Osteoartrite causa una grave difficoltà di movimento, dolore, zoppie e diminuzione drastica dell’attività fisica con conseguente ulteriore ingrassamento e quindi peggioramento dei sintomi.
  • I disturbi urinari: adipe e sedentarietà determinano molto facilmente cistiti, calcoli vescicali e infezioni delle vie urinarie.
  • Malattie della pelle, legate a un’incapacità di attuare una toilette quotidiana per un impedimento fisico.

Come prevenire l’obesità del gatto

In generale, potete tenere sotto controllo il peso misurandolo ogni 3/4 mesi sulla bilancia di casa. Un buon metodo è quello di pesare prima il suo trasportino, che farà da tara, quindi pesare il micio all’interno del trasportino.
 
Per prevenire l’obesità del gatto è necessario farlo muovere molto. Questo significa giocare regolarmente con lui, mettergli a disposizione un ambiente stimolante e incrementare l’attività fisica soprattutto dopo i pasti. Faleto giocare lanciando topini che si muovono con la carica o agitando le asticelle che portano appese piume, palline e gli speciali elastici, oppure scuotendo gingilli fissati alle maniglie delle porte. Un’ottima idea è anche quella di arricchire l’ambiente con piantane su cui si possa arrampicare o con i tunnel in tessuto che si trovano in commercio, apprezzatissimi dai gatti. Un altro suggerimento è cambiare spesso la collocazione o la tipologia dei suoi passatempo, perché sia sempre incentivato a muoversi e ad esplorare oggetti nuovi.
 
Pesate sempre accuratamente il quantitativo di cibo giornaliero raccomandato dal medico veterinario e non lasciatevi impietosire dalle sue richieste, dandogli “cibi extra”. Ricordate che il latte non è una bevanda, ma un alimento e che, quindi, contribuisce a incrementare l’apporto calorico giornaliero.
 
Chiedete al medico veterinario di prescrivere una dieta bilanciata fin dai primi mesi e soprattutto dopo la sterilizzazione. L’aumento di peso come conseguenza di questo intervento è una questione molto controversa: alcuni studi lo attribuiscono alla riduzione del metabolismo basale e alla diminuzione delle esigenze caloriche, altri alle concessioni eccessive da parte del proprietario che, nel tempo, instaura una relazione emotiva sempre più stretta con il suo gatto ed esprime il suo affetto iperalimentandolo.

Cosa fare se l’obesità è già presente?

Innanzitutto bisogna essere concordi in famiglia sulla necessità di far dimagrire il micio, altrimenti ogni sforzo verrà vanificato da bocconcini extra passati di nascosto: nessuna pietà, gli facciamo solo del male.
Parlate con il medico veterinario per stabilire la dieta ipocalorica più adeguata al vostro gatto, preferibilmente ricca di fibre in modo che risulti rapidamente soddisfatto il suo senso di sazietà. È bene ricordare che i cibi cosiddetti “light” non servono assolutamente allo scopo: la razione giornaliera va sempre pesata. Considerate che, soprattutto se mangia crocchette, 10 grammi in più possono fare la differenza tra una dieta adeguata e un’iperalimentazione.
Non abbiate fretta e abituate gradualmente il gatto alla nuova dieta. Iniziate con pochissimo alimento ipocalorico miscelato al cibo solito e aumentate gradualmente la percentuale. Se a un certo momento rifiuta la pappa, tornare un passo indietro e riducete la percentuale di alimento ipocalorico per poi aumentarla di nuovo, lasciando passare qualche settimana, fino a che non si abitua.
Non pretendete dimagramenti rapidi che sono deleteri per la sua salute: l’eccessiva perdita di peso in tempi brevi può provocare gravi danni al fegato come la lipidosi epatica. L’ideale è che il gatto perda non più del due per cento del suo peso ogni settimana.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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