Il gatto e le patologie dell'apparato urinario

02/12/2014
Il gatto e le patologie dell'apparato urinario
Il gatto e le patologie dell’apparato urinario I gatti sono tra gli animali più colpiti da patologie a carico di reni e vescica. Bisogna quindi porre particolare attenzione ad alcuni parametri che possono essere indicativi di problemi alle vie urinarie. La difficoltà ad urinare o, al contrario, l’esagerata produzione di urina (poliuria) associate talvolta ad aumento della sete (polidipsia) devono sempre essere considerati dei campanelli d’allarme che non vanno assolutamente sottovalutati.

Insufficienza renale acuta 

L’insufficienza renale è la perdita di funzionalità dei reni del gatto imputabile a varie cause, tra le più comuni quelle virali e tossiche. Il micio si presenta abbattuto, vomita, non ha appetito e il suo alito assume un particolare odore urinoso dovuto al fatto che espelle con il respiro le scorie di azoto non più eliminate dai reni. Le forme acute compaiono improvvisamente e quanto più precoce è la diagnosi, tanto più favorevole sarà la prognosi.

Insufficienza renale cronica

L’insufficienza renale cronica consiste in una progressiva perdita di funzionalità dei reni. Molto spesso, quando il gatto presenta sintomi come aumento della sete e della minzione, l’insufficienza renale è già a uno stadio avanzato, pertanto si consiglia, in particolare nei gatti anziani, un periodico controllo del sangue e delle urine per aggredire il problema alla sua insorgenza.
Non esiste cura che possa sostituirsi alla funzionalità renale, quindi le terapie somministrate hanno lo scopo di disintossicare l’organismo, di alleviare il lavoro del rene e ripristinare, per quello che è possibile, il metabolismo compromesso. Normalmente, a parte le cure del caso, i punti fermi sono rappresentati da diete e da farmaci nefroprotettori.

Glomerulonefrite

La glomerulonefrite è un’infiammazione renale, spesso sostenuta da forme virali come la leucemia virale e l’immunodeficienza virale felina. Inizialmente il gatto non presenta segni eclatanti: è un po’ apatico, con poco appetito ed ha il mantello arruffato, a volte vomita, beve di più, ha diarrea. Le terapie sono mirate a ridurre lo stato infiammatorio del rene.

Rene policistico (PKD)

Il rene policistico va citato perché ha un’origine genetica. È abbastanza frequente nei Persiani, negli Himalayani e nei loro incroci. Si tratta di cisti a contenuto liquido presenti nei reni: i soggetti colpiti non hanno sintomi, vanno però tenuti controllati perché dopo i 7 anni possono manifestare segni di insufficienza renale.

Cistiti e uretriti

Cistiti e uretriti presentano segni clinici relativamente simili. I principali sono la difficoltà e il dolore a urinare, con frequente eliminazione di ridotti quantitativi di urina spesso emorragica. Un altro sintomo classico è l’estrema irrequietezza del micio che si avvicina più volte alla lettiera e assume la posizione della minzione senza risultati. Le cause più comuni possono essere batteriche o virali, fa eccezione una forma di cistite molto diffusa tra i gatti, la cistite idiopatica, legata a stress da ambiente sovraffollato, da lettiere non pulite o da uno stato di generale disagio.

Calcoli vescicali

I calcoli vescicali inducono un’infiammazione persistente della vescica del gatto che si manifesta con cistiti recidivanti e ribelli alle terapie del caso. La diagnosi viene effettuata tramite esame ecografico e la terapia può essere medica o chirurgica, a seconda del volume degli uroliti, della loro natura e del numero presente.
Insidiose, più del calcolo voluminoso, sono le piccole concrezioni di sali minerali (renella) che si accumulano nel fondo della vescica e possono ostruire l’uretra. Nel maschio il pericolo è grave perché ha un’uretra sottile e la renella, fungendo da tappo, impedisce il defluire dell’urina e distende la vescica fino a procurarne la rottura. Questo è il motivo per cui è importantissimo portare il micio alla visita, non appena mostra difficoltà ad urinare.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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