Il gatto e le malattie virali

02/12/2014
Il gatto e le malattie virali

Il gatto e le malattie virali

Le malattie virali del gatto sono sempre più diffuse: non si trasmettono all’uomo, ma sono contagiose tra micio e micio. Per alcune di queste malattie fortunatamente esiste la profilassi vaccinale e quindi possiamo prevenirle, per altre no. Vediamo quali sono.

Rinotracheite virale 

La rinotracheite virale è sostenuta da un Herpes virus e si trasmette solo da gatto a gatto, attraverso le secrezioni dell’occhio, del naso e della gola. Sono sempre presenti starnuti, tosse, febbre, abbattimento e inappetenza. Molto spesso si associano gravi congiuntiviti per poi degenerare in infiammazioni e ulcere della cornea, che possono portare alla perdita della vista. La migliore arma resta la prevenzione vaccinale. 

Calicivirosi

La trasmissione tra mici della calicivirosi avviene attraverso saliva, feci e secrezioni nasali. Anche in questa virosi i sintomi iniziali sono abbattimento, febbre, starnuti, scolo nasale a cui seguono dolorose ulcere sulla lingua e sul palato che impediscono ai nostri amici felini di alimentarsi e stimolano un’eccessiva produzione di saliva. L’unica via per prevenire la malattia è la vaccinazione. Non contagia gli umani.

Panleucopenia

Altamente contagiosa tra gatti, ma non per l’uomo, la panleucopenia (o parvovirosi felina) è sostenuta da un virus che resiste a lungo nell’ambiente e che per questo può essere involontariamente trasportato anche da noi attraverso scarpe e vestiti. I sintomi sono inappetenza, forte abbattimento, vomito e diarrea profusa. Le forme acute non lasciano scampo, mentre quelle subacute sono meno devastanti e possono a volte risolversi con terapie di aiuto. Per questa malattia è fondamentale la profilassi vaccinale.

Leucemia virale felina (FeLV) 

La leucemia virale felina è considerata la malattia più letale nel gatto domestico. Il contagio tra consimili avviene attraverso la saliva, gli starnuti, le feci e l’urina, ma l’uomo non ne è contagiato. Le manifestazioni cliniche sono molto variabili e inizialmente difficili da definire, in quanto il virus resta latente anche per tre anni per poi dare origine a tumori maligni. Per contrastare la leucemia virale felina l’unica arma a disposizione è la prevenzione vaccinale, vivamente caldeggiata per quei gatti che vivono spesso all’aperto.

Peritonite Infettiva Felina (Fip)

Il virus della peritonite infettiva felina contagia soprattutto gatti giovani o anziani con il sistema immunitario debole. Gli esordi della malattia si manifestano con febbre, dimagramento e grave disidratazione, a cui seguono sintomi differenti a seconda di come evolve la malattia: la cosiddetta “forma umida” è caratterizzata da versamenti nel torace e/o nell’addome con gravi difficoltà respiratorie e problemi oculari. La “forma secca”, invece, si manifesta in modo diverso a seconda dell’organo colpito (reni, fegato, occhi, linfonodi), è più lenta a evolvere della forma umida, ma altrettanto letale. Non esiste ancora un vaccino, anche se attualmente se ne sta sperimentando uno sotto forma di spray nasale la cui validità, però, è tuttora in corso di valutazione. Non è contagiosa per l’uomo.

Immunodeficienza felina acquisita (Fiv)

Anche se correlato con il virus Hiv umano, va detto chiaramente che il virus felino non infetta l’uomo e viceversa. La trasmissione tra mici avviene quasi sempre tramite morsi e ferite e, per questo, è molto più presente nei gatti maschi che lottano con i loro simili. La Fiv in sé è un’infezione che inizialmente può dare leggeri disturbi transitori (congiuntiviti, diarrea, a volte aumento dei linfonodi) che passano spesso inosservati. Rimane latente anche per anni fino a che, per un abbassamento delle difese immunitarie, evolve in patologie gravi che coinvolgono vari organi: per questo febbre, abbattimento e dimagramento si possono affiancare a polmoniti, stomatiti, danni oculari, problemi cutanei e tumori.  Non esiste a tutt’oggi un vaccino. C’è da dire che, rispetto alla FeLV, il contagio avviene attraverso ferite penetranti, quindi è difficile che si possa infettare un micio che vive in casa.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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