Il gatto anziano

02/12/2014
Il gatto anziano

Il gatto anziano

L’invecchiamento del gatto non è una malattia con sintomi propri, ma è una fase inevitabile della vita in cui l’organismo diventa particolarmente vulnerabile e più soggetto a squilibri del metabolismo e del sistema immunitario.
Morire per vecchiaia è diventato un caso eccezionale, mentre molto più frequentemente la morte è conseguenza delle malattie che subentrano nel corso della terza età. L’invecchiamento è davvero subdolo perché compare in modo progressivo e insidioso, è irreversibile, coinvolge tutti gli organi e si manifesta in modo diverso da un gatto all’altro quando, tra i 12 e i 14 anni, entrano nell’ultima fase della loro vita.
Ciò non toglie che comunque, rispetto ad altre specie, i gatti siano graziati dalla natura e sempre più spesso diventino longevi. Non è raro vedere gatti di 18/20 anni ancora in buona forma fisica e con tutta l’intenzione di godersi la vita il più possibile.
Un’alimentazione equilibrata, le vaccinazioni e una maggiore attenzione sanitaria hanno contribuito alla loro longevità, tant’è che le prospettive di vita di un gatto randagio o di uno domestico non sterilizzato che esce abitualmente, sono drasticamente inferiori a quelle di un micio abituato a vivere in casa.
Incidenti stradali, malattie contagiose, infettive e parassitarie, lotte con i consimili (a base di graffi e morsi per la supremazia sul territorio o per l’accoppiamento con una femmina) concorrono abbondantemente ad accorciare la loro vita.

Malattie dell’invecchiamento del gatto

Il gatto anziano va osservato molto attentamente e le visite veterinarie con esami diagnostici devono essere più frequenti in modo da rilevare i problemi non appena compaiono senza aspettare che creino danni peggiori e irreversibili. Ecco alcune delle patologie più comuni dopo i dieci anni.

Insufficienza renale del gatto

I reni dei gatti anziani non sono più in grado di svolgere il loro compito di eliminare le scorie dal sangue, non trattengono più le molecole utili all’organismo e non riassorbono acqua.
Spesso i sintomi non sono specifici e differiscono a seconda della stadio della malattia, ma generalmente i più evidenti sono: bere molto e urinare molto con urine chiare e diluite, dimagrimento, pelle poco elastica, riduzione del movimento, pelo opaco e, sovente, vomito.

Disturbi articolari del gatto

Ai mici vecchietti le cartilagini articolari si usurano e sviluppano lesioni articolari degenerative. Ciò comporta diminuzione dell’attività, dell’appetito, mantello opaco, zoppie, riluttanza a saltare, andatura rigida o incerta.

Ipertiroidismo del gatto

L’ipertiroidismo è l’eccessiva attività della tiroide del felino. Possiamo sospettarne la presenza quando, sebbene l’appetito sia normale o addirittura aumentato, il gatto tende a dimagrire, a bere e urinare di più, a essere soggetto a vomito e/o diarrea, a respirare più velocemente, a essere iperattivo e piuttosto irritabile.

Ipertensione del gatto

L’ipertensione viene definita il “killer silenzioso” perché non dà segni apparenti. Accompagna spesso l’insufficienza renale e l’ipertiroidismo e può dare cecità per emorragie della retina.

Malattie del cavo orale del gatto

Le più frequenti sono: gengiviti, retrazioni gengivali, stomatiti, ulcere della lingua e tartaro. Alitosi, difficoltà di masticazione, rifiuto del cibo, aumento della sete, lingua tra i denti e perdita di saliva sono i segni più evidenti di una patologia del cavo orale.

Come prevenire e attenuare i danni dell’invecchiamento  (h3)

Anche i mici, come noi, traggono giovamento da alcuni principi naturali che rallentano i processi di invecchiamento e aiutano l’organismo a mantenersi il più in forma possibile. Parliamo dei nutraceutici, cioè di sostanze considerate alla stregua di alimenti, che hanno la funzione di apportare benefici alla salute.
E’ importante che vengano somministrati quotidianamente, perché i loro effetti positivi si valutano solo col passare del tempo. Attenzione però ai dosaggi, dal momento che anche per i nutraceutici ci sono limiti di dosi e di impiego, quindi vanno seguite scrupolosamente le indicazioni del medico veterinario.
I nutraceutici sono:
  • Condroprotettori. Glucosamina e condroitinsolfato sono ormai uno strumento consolidato per la prevenzione delle affezioni osteoarticolari. La loro funzione non è solo quella di proteggere le cartilagini delle articolazioni, ma nel gatto, che poco tollera i farmaci antinfiammatori, anche di migliorare i sintomi clinici legati all’artrosi.
  • Gli acidi grassi polinsaturi. Derivano dall’olio di pesce e sono comunemente conosciuti come omega 3 e omega 6. La loro azione antiossidante aumenta le difese immunitarie e quella antinfiammatoria riduce il dolore e la degenerazione delle cartilagini.
  • Vitamina E, selenio, taurina, luteina, bioflavonoidi. Svolgono un’importante azione antiossidante contro i radicali liberi che sono responsabili dei deficit immunitari e dei processi infiammatori della terza età.

Comportamento del gatto anziano

Dormire di più, mangiare un po’ meno, evitare salti e movimento, trascurare la sua toeletta quotidiana sono le classiche manifestazioni dell’invecchiamento del gatto. A volte però possono subentrare particolari disturbi comportamentali legati alla sfera cognitiva ed emotiva che vengono definiti “depressione da involuzione senile”. Le manifestazioni più comuni che hanno i gatti quando ne sono affetti sono:
  • evacuazioni di urina e feci al di fuori della lettiera;
  • disturbi del sonno (di giorno dormono e di notte miagolano senza interruzione);
  • disorientamento;
  • si fermano a fissare oggetti o pareti senza alcun motivo.
I fattori coinvolti in questo processo sono molti, ma il vero fulcro del problema sta nell’invecchiamento cerebrale e nelle mutate relazioni sia con l’ambiente sia con la famiglia. Con la senilità dei felini, infatti, possono subentrare fenomeni neuro-degenerativi responsabili di episodi di disorientamento, di confusione e di incapacità a seguire le solite abitudini di vita, come per esempio quella di toelettarsi quotidianamente.

Come aiutare il gatto anziano 

Aiutare il nostro micio a riprendere una normale routine di vita si può, basta mettere in atto qualche strategia. Stimolatelo a giocare acquistando topolini a carica e nascondendo bocconcini prelibati sotto un tappeto o dietro un mobile: questo servirà a mantenere vivo il comportamento predatorio tipico dei felini.
Non lasciare che il vostro animale si isoli, ma coinvolgetelo nelle attività della famiglia, chiamandolo frequentemente e invitandolo a salire sulla scrivania dove state lavorando o sul divano con voi. Evitate le punizioni vocali o fisiche quando si comporta in modo anomalo: il risultato sarebbe solo quello di renderlo ancora più insicuro e depresso.
Tosate il suo pelo per migliorare le condizioni igieniche del mantello e detergetelo con delle salviette umidificate senza tralasciare la zona anale e genitale, così il micio resterà pulito e lo potremo tenere vicino evitando di farlo sentire emarginato!

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

Comments powered by Disqus
Top