Le razze

02/12/2014
Le razze
CHE COS’È LO STANDARD DI UNA RAZZA

Lo standard di razza è l’insieme delle specifiche morfologiche ideali che ogni gatto deve soddisfare per appartenere a quella determinata razza. Quanto più il micio si avvicina allo standard, tanto più è considerato“in tipo”, cioè più aderente alle caratteristiche di razza, quindi con maggiori possibilità di intraprendere una vittoriosa carriera espositiva. Ma perché portare un gatto a un’esposizione? In realtà, il suo significato va molto oltre il fatto di mettere in mostra il proprio amico a quattro zampe. Se si considera che spesso la vittoria di un giorno è frutto di anni di appassionato lavoro, è facile capire l’importanza che, per esempio, può avere per un allevatore.

CATEGORIA I - ESOTICI E PERSIANI
CATEGORIA II - PELO SEMILUNGO
CATEGORIA III - PELO CORTO E SOMALI
CATEGORIA IV - RAZZE ORIENTALI
APPENDICE - GATTO DI CASA


Il continuo confronto tra giudici e allevatori, rappresenta probabilmente l’unica forma di tutela per il mantenimento e la conservazione della razza. In sintesi possiamo dire che lo standard di una razza felina descrive quella che si può definire la morfologia ideale.

CHI STABILISCE LO STANDARD DI UNA RAZZA

Lo standard di una razza viene fissato da speciali commissioni dalle associazioni feline internazionali. Ma come facciamo a sapere se il nostro gatto è veramente di razza? Prima di tutto attraverso il“pedigree”. Si tratta di una vera e propria carta d’identità del gatto e deve essere consegnato dall’allevatore all’acquirente. Viene rilasciato dall’associazione felina nazionale che detiene il Libro Origini. Il pedigree è un documento che riporta moltissime informazioni fra cui l’allevamento di provenienza, il nome del proprietario, il numero di microchip o di tatuaggio ed elenca gli antenati dell’esemplare per almeno due o quattro generazioni.

PERCHÉ TANTI STANDARD?

Quando vogliamo definire un gatto, lo paragoniamo sempre a uno standard, cioè a una sua descrizione dettagliata che ne dà un’immagine ideale. I principali punti di riferimento sono di solito l’aspetto esteriore (morfologia generale, della testa, del corpo, delle zampe e dei piedi), il comportamento e il colore. Contrariamente a quelli adottati per altri animali come il cane o il cavallo, gli standard di razza dei gatti non specificano parametri misurabili (tranne il numero di dita). Si tratta di una descrizione estetica di un animale che senza dubbio non esisterà mai. Gli standard iniziali insistono molto sull’equilibrio, sull’aspetto generale e sul comportamento. Quando si stabilisce uno standard, si permette ai giudici e agli allevatori di appellarsi al proprio senso del bello e dell’armonia, pur rispettando certi vincoli di forme o colori. Il fatto che lo standard sia più aperto a valutazioni estetiche piuttosto che matematiche di colui che giudica, è nello stesso tempo il suo grande pregio ma anche la sua debolezza. Proprio per la sua ampiezza, lo standard può essere estremamente flessibile, con interpretazioni della descrizione diverse secondo la cultura di chi giudica. Purtroppo il numero degli standard esistenti è quasi pari al numero di associazioni feline. Due grandi associazioni, tuttavia, stanno cercando di uniformare gli standard: la Fédération Internationale Féline (FIFé) in Europa e la Cat Fanciers’Association (CFA) negli Stati Uniti. Gli altri standard sono per lo più traduzioni e/o adattamenti dei precedenti. Le traduzioni, a volte, possono essere pericolose. Prendiamo il caso dello standard CFA dell’Abissino, in cui la testa viene descritta “a forma di cuneo leggermente arrotondato”. Se, traducendo troppo alla lettera, si trasformasse in“testa cuneiforme”, l’immagine che si avrebbe sarebbe quella di una testa allungata, a forma di chiodo. Gli adattamenti possono essere catastrofici se vengono fatti solo per favorire l’allevamento o il mercato dei gatti. Nelle pagine che seguono vengono presentate tutte le razze cui è stato attribuito uno standard da parte di almeno una delle undici più importanti associazioni feline che operano nel mondo.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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