I caratteri ereditari del gatto

02/12/2014
I caratteri ereditari del gatto
Ogni micio si distingue da un altro per un’infinità di caratteri distintivi visibili che, presi nel loro insieme, formano il fenotipo. La costituzione genetica (non visibile) che ogni individuo porta dentro di sé, è invece chiamata genotipo. Tutti questi messaggi sono contenuti in particolari strutture presenti in ogni cellula: i cromosomi. Questi sono costituiti da una molecola, il DNA (o acido desossiribonucleico), formato da due filamenti che si avvolgono a spirale (doppia elica) e in cui sono alloggiati i geni, deputati a trasmettere tutte le informazioni necessarie per creare un individuo. Ogni gene occupa nel cromosoma una posizione precisa, detta locus. Ogni cellula felina presenta 19 coppie di cromosomi, quindi 38 in tutto. Questo vale per tutte le cellule dell’organismo, fatta eccezione per quelle prodotte dalle ovaie e dai testicoli, chiamate gameti, che contengono invece la metà dei cromosomi (19 per ogni cellula). Quando il gamete maschile si unisce a quello femminile viene ricostituito il totale del patrimonio genetico di un individuo. I due gameti, fusi insieme, formano la prima cellula embrionale, lo zigote, in cui vi sono 38 cromosomi, 19 del padre e 19 della madre: 36 sovrintenderanno a tutti i tratti dell’individuo, mentre 2 sono cromosomi sessuali. Sarà loro il compito di determinare il sesso dei nascituri: nelle femmine il cromosoma sessuale è XX, mentre nei maschi è XY. Le possibilità statistiche di avere un maschio o una femmina sono geneticamente del 50% (vedi figura 1). Ma oltre al sesso, ogni gatto eredita per ogni caratteristica (per esempio, il colore degli occhi) un gene materno e uno paterno corrispondente, chiamati alleli. Questi occupano lo stesso locus all’interno del DNA e in un individuo potranno essere uguali, detto per questo omozigote, o diversi nell’eterozigote. Per esemplificare: l’allele D, dove D sta per denso, è un allele dominante, cioè si manifesta sempre. L’allele d, dove d sta per diluito, invece è recessivo, cioè più debole, perciò si manifesta solo se non è accoppiato al dominante D. Le sue caratteristiche recessive, quindi, si manifestano solo se è in coppia a un altro d recessivo. In pratica questo è ciò che è stato studiato dal biologo Johann G. Mendel nel 1865, alla cui prima legge, detta della dominanza, facciamo riferimento: «Di una coppia di alleli che ha due caratteri, uno dominante e uno recessivo, quello dominante prevale sull’altro e si manifesta negli ibridi di prima generazione. L’altro, invece, rimane latente». Facciamo un altro esempio. Gli alleli L e l sono quelli che contraddistinguono la lunghezza del pelo: L è dominante e corrisponde al mantello a pelo corto, l invece è recessivo e determina il mantello a pelo lungo. Poniamo allora che la madre sia L (pelo corto) e il padre sia l (pelo lungo): il figlio della coppia (F1) sarà Ll, cioè eterozigote, perché ha due alleli diversi, il suo pelo sarà corto perché il gene L domina su quello l, ma nel suo patrimonio genetico c’è anche l’allele l del pelo lungo che si potrà appalesare nelle generazioni future (vedi figura 2). Infatti, se accoppiassimo padre Ll e madre Ll della generazione F1, i loro figli, generazione F2, saranno al 25% LL, al 50% Ll, al 25% ll ed è proprio in questi ultimi omozigoti ll, che si evidenzierà la caratteristica del pelo lungo. LL, invece, saranno omozigoti a pelo corto e Ll e lL saranno eterozigoti a pelo corto, ma in grado di trasmettere alla futura generazione la caratteristica del pelo lungo (vedi figura 3). Tutto ciò segue la seconda legge di Mendel che recita: «I fattori dei due caratteri che si sono accoppiati negli ibridi F1 di prima generazione, si disgiungono nei gameti, per cui questi contengono l’uno o l’altro di essi». Se, invece, sia padre che madre hanno gli alleli L, il figlio sarà LL, perciò omozigote e trasmetterà solo geni di pelo corto. Se padre e madre sono ll, il figlio sarà anche lui omozigote ll, cioè a pelo lungo e trasmetterà questa caratteristica al genotipo della sua discendenza, ma comparirà come fenotipo solo se si accoppierà con un altro individuo ll. Se invece si accoppierà con un individuo LL o Ll, i figli avranno, al 75%, caratteristiche LL, Ll, lL a pelo corto, perché L è dominante su l e, solo nel 25% dei casi, saranno ll, cioè a pelo lungo. Tutto ciò vale, ovviamente, solo per una caratteristica, cioè la lunghezza del pelo, ma la trasmissione genetica si complica, quando le differenze riguardano più alleli, ad esempio il colore del pelo, la sua lunghezza, la sua struttura ecc., come peraltro evidenzia Mendel nella sua terza legge: «Ogni coppia di alleli si comporta in modo differente dalle altre, per cui gli alleli di coppie diverse si possono combinare in tutti i modi possibili».

I geni che controllano le caratteristiche del mantello

Abbiamo visto che la lunghezza del pelo è condizionata da due alleli: L dominante per il pelo corto e l recessivo per il pelo lungo. Dobbiamo ora considerare le altre caratteristiche del mantello: colore, tessitura e struttura del pelo. Parliamo dei più importanti. Geni che controllano la ripartizione del pelo: A, agouti, che è la colorazione selvatica con il pelo a bande chiare e scure; a, non agouti, senza bande chiare, perciò tinta unita. Geni che controllano il colore: tra questi, per esempio, B che sta per black e b che invece è brown o chocolate, oppure il w che è normale (cioè possono comparire tutti i geni del colore) e W che invece è bianco dominante epistatico (dove con “dominante” si intende che è sufficiente che sia presente in uno dei genitori per comparire nei figli, con “epistatico” si intende che il bianco maschera con effetto coprente tutti i geni del colore che, in sua presenza, non possono manifestarsi). W può anche essere responsabile della sordità. Geni che controllano l’intensità del colore: C, intenso uniforme; c non uniforme, come cb del Burmese o cs del Siamese. Geni che sovrintendono alla densità del colore: D, denso; d, diluito. Geni che controllano lo sviluppo di colore nel pelo: I, inibizione dello sviluppo; i, sviluppo completo.Geni che si occupano della ripartizione di macchie bianche: S, macchie bianche più o meno estese; s ripartizione normale del colore sul mantello. Geni che sovrintendono le tigrature, T e ta, tb e altri numerosi geni che possono modificare lunghezza, tessitura e struttura del pelo stesso.

I principali colori del pelo

I gatti, in ogni follicolo pilifero, hanno più peli: da 2 a 5 grossi peli primari, contornati da numerosi peli più sottili detti secondari. Ogni pelo è costituito da tre strutture: la più interna, detta midollare, l’intermedia, la corticale e la più superficiale, che è definita cuticola. L’insieme dei peli forma il mantello, fondamentale per la regolazione della temperatura del gatto, ma anche per la percezione sensoriale attraverso peli modificati, le vibrisse, diffuse sulla testa e sul retro dei carpi, che fungono da organi tattili di grande importanza per l’orientamento del micio. Il colore del pelo è dato dall’interazione della luce con dei granuli di pigmento, la melanina, distribuiti nella porzione midollare e corticale del pelo. Ne esistono di vari tipi: dalle eumelanine che danno il colore neromarrone, ai pigmenti di tonalità intermedie, fino ad arrivare alle feomelanine che donano il colore giallorossastro. Perciò, in funzione del colore della melanina presente sul pelo e della distribuzione dei suoi granuli, governata dagli alleli D, cioè denso dominante e d, diluito, avremo i colori: nero, blu, chocolate, lilac, cinnamon, fawn, rosso, crema (vedi figura alla pagina seguente). Un’eccezione è rappresentata dalla trasmissione del colore squame di tartaruga, che è portato dai geni sessuali: è, infatti, un carattere eterozigote dell’arancio, presente solo sulla X e non sulla Y, per cui si manifesta solo nelle femmine, che hanno un patrimonio XX, non nel maschio in cui una sola X non è in grado di appalesarlo.

I disegni del mantello

TABBY

Il disegno da cui hanno avuto origine tutti gli altri mantelli è il tigrato o tabby. Il tabby, a sua volta, può essere: blotched, marmorizzato con disegno ad ali di farfalla sulle spalle; mackerel, con lunghe strisce scure verticali dalla schiena all’addome; spotted, maculato con piccole macchie scure tonde od ovali; ticket, uniformemente picchiettato senza disegni sul corpo.

TIPPED

Un altro disegno è rappresentato dal tipped, che è caratterizzato da pelo chiaro con l’estremità più scura. Tra i tipped ci sono diverse varietà: smoke, con due terzi di pelo scuro in cima e un terzo di pelo chiaro argentato alla base, che si nota spartendo il pelo con le mani; silver tabby, le bande argentate si alternano a quelle colorate; shaded, un terzo di pelo è scuro in cima mentre due terzi sono chiari alla base. Se la parte chiara è argentata si ha il silver shaded se invece è dorata, il golden shaded; shell, un ottavo di pelo scuro in cima e il resto chiaro. Se la parte chiara è argentata avremo il silver shell, se invece è dorata avremo il golden shell; cameo, sono gli equivalenti del chinchilla, dei silver e degli smoke, ma la parte colorata è rossa o crema.

POINTED

Il pointed è un disegno caratterizzato da un mantello con estremità (orecchi, muso, coda e zampe, detti “point”) più scure. In genetica è chiamato “motivo siamese”, senza riferimento alla razza perché, oltre che nel Siamese, il pointed per eccellenza, questo mantello lo troviamo anche nel Sacro di Birmania, nel Balinese e in altri ancora. Le varietà sono: himalayan, in cui il contrasto tra corpo ed estremità è molto marcato; burmese, i cui point sono quasi dello stesso colore del corpo, solo appena un po’ più scuri; tonkinese, il cui contrasto tra corpo e point è meno evidente che nel Siamese, ma più spiccato che nel Burmese. I gatti pointed possono essere di vari colori: seal point, points bruno scuro su fondo beige chiaro; blue point, points acciaio su fondo bianco ghiaccio; chocolate point, points cioccolato al latte su fondo avorio; lilac point, points grigio argento su fondo magnolia; red point, points oro rossastro su fondo bianco con ombreggiature albicocca; cream point, points crema su fondo di colore bianco ombreggiato crema; cinnamon point, points cannella su fondo avorio; fawn point, points color pelle di daino bagnata su fondo color magnolia; tortie point, a squame di tartaruga; blu crema, points blu crema su fondo bianco ghiaccio; tabby point, righe che cerchiano le zampe e la coda con la maschera rigata in tutti i colori sopracitati.

DISEGNI CON IL BIANCO

Esistono poi mantelli in cui il colore è mescolato con il bianco: van, con solo due macchie di colore al di sotto delle orecchie e la coda per intero; harlequin, con numerose macchie colorate circondate dal bianco che ricopre i cinque sesti del corpo; bicolori, con la parte colorata piuttosto uniforme e più estesa rispetto al bianco.

Glossario dei disegni e dei colori dei gatti

agouti: combinazione di bande giallognole o bianche con bande colorate sulla lunghezza di ogni singolo pelo
argento: vedi silver
arlecchino: colorazione a macchie tipo“puzzle” su fondo bianco
bicolore: mantello che reca aree separate bianche e colorate
black smoke: colore nero con la base del pelo bianco argentata
blotched: varietà tabby a grandi disegni, nei quali sono visibili ali di farfalla sulle spalle e ostriche sui fianchi
blu: grigio
brown: marrone scuro
calico: colorazione tortie mista a bianco
cameo: mantello bianco con punte dei peli rosse, crema o tortie
champagne: colore chocolate del Tonkinese e del Burmese
chinchilla: pelo bianco argentato con le punte colorate
chocolate: marrone caldo
cinnamon: color cannella, bruno rossiccio molto caldo
collana: riga scura tabby che circonda il collo e scende sul petto
fawn: color pelle di daino
guanti: macchie bianche sulle quattro estremità
impari: termine che indica la disparità di colore tra un occhio e l’altro
lilac o lilla: colore grigiorosato
mackerel: disegno tabby a strisce sottili che ricorda lo scheletro di un pesce, in inglese significa“sgombro”
manilla: color cenere, particolare del Gatto di Ceylon
marche: estremità scure dei gatti pointed oppure i disegni dei gatti tabby
maschera: colore scuro contrastante sul muso dei gatti pointed
mink: color visone
pewter: gatto silver shaded con occhi arancio
point: colorazione scura di muso, orecchie, zampe e coda ruddy colore terracotta scuro (detto anche“lepre”)
sable: color zibellino, è il colore del Burmese nella varietà più scura
scarabeo: marca posizionata fra le orecchie nei gatti tabby
seal: colorazione marrone scuro (color foca) tipica dei gatti pointed
sepia: colore cuoio chiaro
shaded: ombreggiatura scura del mantello, data dai peli chiari o bianchi che terminano con punte scure
shell: come la shaded ma con le punte scure di lunghezza minore
silver: bianco luminoso con effetto argentato
smoke: peli con base argento e tipping che interessa gran parte del pelo
solido: significa tinta unita
sorrel: color albicocca scuro
spotted: disegno tabby a piccole macchie
squama: di tartaruga vedi tortie
tabby: disegno del mantello che si presenta in vari motivi: blotched, spotted, mackerel e tipped
ticked: gatto con pelo che presenta il ticking
ticking: bande di colore alternate e punta più scura
tigrato: disegno a strisce
tipped/tipping: colore sulla sola punta del pelo
torbie: combinazione di tortie e tabby
tortie shell o tortie mantello: in cui il rosso e il nero sono miscelati in modo uniforme. Le squame possono essere anche cinnamon, chocolate, fawn e lilac. Esiste anche la varietà blucrema
zibellino: colore marrone caldo

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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