Birmano (sacro di birmania)

02/12/2014
Birmano (sacro di birmania)
Gatto dalla personalità assai complessa e molto difficile da decifrare, il Birmano, forse proprio per confermare ulteriormente la sua imprevedibilità, riesce a instaurare con il suo padrone uno splendido rapporto basato sull’amore e sulla fiducia. La raffinata preziosità del suo aspetto, il carattere misterioso che non ha nulla di “selvaggio” lo rendono un gatto così particolare da giustificare pienamente il suo nome ufficiale: “Sacro di Birmania”.

ORIGINI
Originario della Birmania, appunto, essendo un gatto sacro non gli era consentito di uscire dai templi; nonostante questa rigidissima regola protettiva pare che intorno agli anni Venti del Novecento il miliardario americano Cornelius Vanderbilt, nel corso di una crociera in Oriente, fosse riuscito a ottenere, forse corrompendo l’inserviente di un tempio, un maschio e una femmina. I loro discendenti, stabilitisi in Francia, si riprodussero e prosperarono. Come tante altre razze – a causa della seconda guerra mondiale – anche il Birmano rischiò l’estinzione: se ne salvò soltanto una coppia dalla quale, con molta cura e pazienza, venne ricostituita la razza.

CARATTERE
Il Birmano è un gatto dallo splendido carattere, un poco timido e molto sensibile; non è certo un attaccabrighe, noioso o chiassoso, ma se non ottiene quello che vuole “mette il muso” ed è capace anche di fare piccoli dispetti. Ama molto il gioco, anche in età avanzata, ed è proprio attraverso il gioco che socializza facilmente. Poiché ha bisogno di muoversi molto, per lui, soprattutto da cucciolo, giocare con una pallina rappresenta la soluzione ideale a questa sua necessità e, cosa interessante, proprio con la pallina gli si può insegnare il riporto, attività che pochissimi gatti sono in grado – o sono interessati – a fare.

MORFOLOGIA
Il Birmano appartiene al gruppo delle razze feline che recano i geni siamesi, infatti ha il mantello di colore chiaro con le punte (muso, zampe, orecchie e coda) scure e i suoi occhi sono blu, con tonalità che variano dal celeste chiaro all’ardesia. Il dorso è beige dorato e la pancia è bianca come i piedi, detti guanti, che sono la sua caratteLa testa è solida, ampia e arrotondata anche ristica principale: il bianco deve essere puro se, vista di profilo, risulta leggermente più e non deve mai oltrepassare l’attaccatura lunga che larga. Il naso, dal profilo condelle dita. vesso, ha il tartufo rivolto verso il basso. Gli zigomi sono alti e ben marcati, la mascella è robusta e il mento forte. Il corpo è leggermente allungato e massiccio; l’ossatura pesante con una solida muscolatura. La sua dimensione è situata tra il medio e il grande; le zampe sono forti e corte, con i piedi arrotondati e grandi. La coda, di media lunghezza, deve essere proporzionata al corpo.

MANTELLO
Il pelo, che è semilungo sui fianchi e sul corpo, è molto abbondante nella collaretta, in particolare nei maschi, e ha una tessitura setosa; il sottopelo è molto scarso. Come abbiamo già detto, il pelo del corpo del birmano è sempre beige dorato, con la pancia e i “guanti” bianchi, ma i colori delle punte possono variare molto, infatti avremo varietà cream point, red point, lilac point, blu point, seal point e chocolate point. Vi sono anche il seal tortie point, il seal tortie tabby point, il blu tabby point e il seal tabby point.

CURE
La toelettatura del Birmano è semplicissima, sia perché il suo pelo semilungo è molto setoso e non fa nodi, sia perché, come abbiamo detto, ha un sottopelo scarsissimo; normalmente basterà una buona spazzolata settimanale eseguita con una spazzola morbida, mentre nel periodo della muta sarà necessaria qualche cura in più, per eliminare quel poco di lanugine che potrebbe formarsi.

La leggenda
Il monaco Mun-Ha viveva con il suo gatto bianco nel tempio di Tsun- Kian-Kse, dea della trasmigrazione delle anime. Un giorno, mentre era assorto in preghiera ai piedi della statua d’oro della dea, che aveva due zaffiri al posto degli occhi, alcuni banditi assalirono il tempio e lo ferirono mortalmente. Il gatto si arrampico` sul corpo accasciato del suo padrone e fece da tramite alla trasmigrazione dell’anima del sant’uomo. In quello stesso attimo l’aspetto del felino muto`: gli occhi divennero come zaffiri, il mantello assunse il colore dorato della statua e solo i suoi piedi, a contatto con la nivea tonaca del monaco, rimasero bianchi.

Cod. EMS: SBI

Standard: AACE, ACF, ACFA, CCA, CFA, FIFé, GCCF, LOOF, SACC, TICA, WCF

Sacré de Birmanie o Birman, Heilige Birma, Sacred Birman, Sagrado de Birmania

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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