Viaggiare con il gatto

02/12/2014
Viaggiare con il gatto

Viaggiare con il gatto

Viaggiare con un gatto è un pensiero che preoccupa praticamente tutti i padroni, ma non è un problema di difficile soluzione.

Le vacanze con il gatto

Non partite dal principio che “il gatto si affeziona solo alla casa e non al proprietario”. Certo, fuori dal suo territorio si sente sperso e impaurito, ma se avete un buon rapporto e siete con lui, si adatta facilmente a ogni nuova situazione nel giro di uno o due giorni, quindi appena potete, portatelo con voi!
È consigliabile abituare il gatto fin da cucciolo ai viaggi, perché stia più rilassato durante il tragitto. Se poi viene portato più volte nello stesso luogo, anche a distanza di tempo, il vostro micio considererà anche quello proprio territorio, pur comportandosi talvolta in modo diverso.
È ovvio che ci sono innumerevoli situazioni in cui il nostro amico non può seguirci e allora le soluzioni sono diverse. La migliore sarebbe lasciare il felino nel suo ambiente, dove si sente al sicuro, potendo contare sulla disponibilità di un amico che vada almeno quotidianamente a dargli da mangiare e a pulirgli la cassetta igienica. In questo caso, ricordate di fare per tutto il periodo della vostra assenza una scorta sufficiente di sabbietta e soprattutto di cibo, predisponendo le dosi giornaliere ed, eventualmente, indicando dove acquistarlo (i gatti possono essere alquanto abitudinari e a volte possono non accettare un cambiamento di cibo). Inoltre lasciate bene in vista il numero di telefono del vostro veterinario di fiducia e del pronto soccorso veterinario più vicino: non succederà niente, ma è bene prendere ogni precauzione.
Chi lo accudirà potrà, eventualmente, portarselo a casa, ma il gatto, però, deve conoscerla bene, se si vuole evitare che ne fugga e, se vi sono altri animali, si dovrà verificare la compatibilità tra i soggetti.
Ma se vostra madre è allergica al gatto, vostra suocera lo odia e i vostri amici vengono in vacanza con voi, non rimane che scegliere una pensione. Alcune vi prospetteranno giardini all’inglese dove i gatti possono scorrazzare liberi e felici, ma state molto attenti: supporre di far convivere gatti che non si sono mai incontrati, in un luogo sconosciuto, cosa che li innervosisce di per sé, non è solo ottimistico, è rischioso. Ne deriva che o le promesse sono ben lungi dalla verità (in poche parole, rischiate di pagare per un parco che il vostro micio guarderà dalla gabbia) oppure il vostro beniamino rischia di lasciare sul campo di battaglia qualche parte di sé. Sarà meglio, quindi, che optiate per le pensioni normali: fatevi consigliare, visitatele e consideratele soprattutto dal punto di vista igienico.
Se, invece, partite dal concetto che è assurdo spendere soldi per la pensione di quel combina guai che vostra figlia vi obbliga a tenere, rivolgetevi a qualche associazione protezionistica: per qualche giorno non morirà! Non lamentatevi, però, di eventuali ferite o parassitosi, facilmente acquisibili in tanta promiscuità.

Se il gatto ha paura del viaggio

Ci sono 3 accorgimenti per ovviare allo stress da trasporto del gatto:

1. abituarlo fin da piccolo a viaggi e spostamenti;
2. lasciare in casa il trasportino, come se fosse un oggetto d’uso comune, nebulizzandolo ogni tanto con i feromoni spray per farglielo accettare serenamente. L’errore più frequente consiste nel tirar fuori il trasportino all’ultimo momento: la sola vista della gabbietta lo agita e il gatto, già diffidente per natura, capisce subito che qualcosa sta per succedere e si nasconde;
3. nebulizzare i feromoni prima sul sedile dell’auto e successivamente su un fazzoletto di cotone che dopo una decina di minuti metteremo al collo di micio, come fosse una bandana. Questo servirà a farlo sentire tranquillo e confortato dalla famigliare percezione dei feromoni ed  possibile ripetere l’operazione fazzoletto ogni ora, durante tutto il tragitto.

I viaggi del gatto

Normalmente i gatti non amano viaggiare, ma se vengono abituati fin da piccoli, non proveranno alcun timore nei confronti di rumori e luoghi sconosciuti. Ecco quello di cui ha bisogno il nostro micio per viaggiare.
-Il trasportino è obbligatorio, perché il gatto, durante il viaggio, può spaventarsi e se lasciato libero potrebbe rifugiarsi negli angoli più remoti della macchina, compresa la zona dei pedali, con conseguenze che potrebbero rivelarsi gravissime.
Sarebbe poi opportuno coprire il trasportino con un leggero telo di cotone chiaro che isoli il nostro felino dall’ambiente e lo mantenga al fresco e protetto.
- Acqua e cibo vanno somministrati in dosi ridotte prima della partenza, perché è molto difficile che un gatto beva o mangi quando è in preda allo stress del trasporto.
- Traversina assorbente: è sempre opportuno mettere sul fondo del trasportino una traversina assorbente, del tipo usa e getta, per le feci e l’urina del gatto.
- Protezione. Per il bene del gatto e del suo padrone, nel corso del viaggio non bisogna mai fare uscire il gatto dal trasportino, a maggior ragione durante le soste nelle aree di servizio. Un rumore improvviso o un movimento brusco potrebbero spaventarlo e farlo scappare.
 
Abbiamo visto quali sono le attenzioni nei confronti del nostro micio per consentirgli di viaggiare sereno e tranquillo, ma esistono anche modalità da rispettare a seconda dei differenti mezzi di trasporto impiegati. È bene, quindi, conoscere le varie normative in merito al trasporto degli animali, per non incorrere in spiacevoli sorprese.

I viaggi del gatto in macchina

In Italia, il codice della strada consente il trasporto “libero” di un solo animale domestico, purché esso non costituisca un impedimento o un pericolo per la guida. È consentito trasportare un numero maggiore di animali domestici solo se custoditi in apposite gabbie o contenitori, oppure se sono alloggiati nel vano posteriore al posto di guida, purché separati da questo da una rete o da un altro divisorio idoneo. Comunque, è preferibile utilizzare sempre il trasportino, anche se si viaggia con un solo gatto. Gli altri paesi europei possono avere regolamenti diversi e quindi è bene verificare sempre in anticipo che cosa è richiesto per legge nelle altre nazioni.

I viaggi del gatto in treno 

Ogni nazione ha le sue regole che è bene verificare di volta in volta quando ci si reca all’estero. Trenitalia consente di portare con sé il gatto, per la maggior parte delle volte gratuitamente, ma a condizioni che variano in funzione del tipo di treno che viene utilizzato. Condizione inderogabile è che l’animale trasportato sia posto in un contenitore di dimensioni non superiori a 70 x 30 x 50 cm (quelle di un comune trasportino sono in genere inferiori). È ammesso un solo contenitore per ciascun viaggiatore. Per maggiori e sempre aggiornate informazioni è utile consultare il sito www.trenitalia.com, che riporta le norme di viaggio aggiornate.

I viaggi del gatto in aereo 

Il viaggio aereo è il tipo di viaggio più complicato da affrontare per un gatto (ma anche per il suo padrone). Le regole, infatti, quasi sempre variano da compagnia a compagnia, da volo a volo e perfino in funzione del tipo di velivolo. Il vostro gatto potrebbe viaggiare in cabina accanto a voi come essere obbligato a farlo nella stiva, ma anche non potersi proprio imbarcare! Scegliete la compagnia aerea che offre il miglior comfort all’animale e comunicate sempre, al momento della prenotazione del volo, la presenza del vostro micio. Poiché le regole possono sempre cambiare, informatevi preventivamente di cosa dovrete fare e come viaggerà il vostro gatto e, per sicurezza e non avere sorprese al check-in in aeroporto, ricontrollate tutto con la compagnia aerea il giorno prima di partire.
Quasi sempre per il viaggio aereo viene richiesta la documentazione sanitaria (il gatto deve essere in regola rispetto alle normative e alle eventuali restrizioni vigenti nel paese di destinazione). Far viaggiare il gatto in cabina è una concessione della compagnia aerea e non la regola ed è permesso a determinate condizioni, le più comuni delle quali sono: il gatto deve stare in un contenitore in cui dovrà rimanere per tutta la durata del volo ai piedi del passeggero (in genere è l’unico bagaglio a mano consentito); il peso complessivo di contenitore e animale deve essere inferiore ai 5 o agli 8 chilogrammi, secondo la compagnia aerea; al controllo ai raggi X, ovviamente, il gatto deve essere estratto dal contenitore e portato in braccio dal passeggero, mentre il contenitore deve essere collocato sul nastro con gli altri bagagli per il controllo. Comunque, il comandante del volo ha sempre la facoltà di far trasferire l’animale nella stiva o sbarcarlo al primo scalo, se non viene rispettata anche una delle condizioni previste dalla compagnia aerea per il trasporto in cabina o se ritiene che l’animale arrechi disturbo ai passeggeri.

I viaggi del gatto in nave o traghetto

Prezzi, documentazione richiesta e sistemazione del gatto durante il viaggio variano notevolmente da società a società e da nazione a nazione. Per non avere sorprese all’ultimo momento, quindi, è bene controllare sempre in anticipo, con la compagnia di navigazione scelta, se e come è possibile portare a bordo il vostro gatto. In Italia è richiesto il pagamento di un biglietto ridotto per il trasporto del gatto, che nella maggior parte dei casi dovrà essere sistemato in un trasportino. Se non si ha la cabina a uso esclusivo, il gatto dovrà essere ben accetto dagli altri passeggeri. All’imbarco potrà essere richiesto un certificato veterinario attestante che il gatto è esente da malattie e, sulle navi dirette in Sardegna, anche il certificato di vaccinazione antirabbica. Ovviamente il padrone dovrà curarlo personalmente e garantirgli il cibo per tutta la durata del viaggio.

I viaggi del gatto in bus, metro e taxi

Ogni società di trasporto pubblico locale ha regole diverse per l’accesso degli animali a bordo dei suoi mezzi, anche in funzione del tipo di mezzo (autobus, tram o metropolitana). In linea generale, è quasi sempre possibile portare con sé il proprio gatto, purché l’animale viaggi nel suo trasportino e dotato di biglietto. Prima di usare qualsiasi mezzo pubblico, informatevi telefonando alla società di trasporto oppure leggendo il regolamento in vigore, perché il trasporto potrebbe non essere comunque possibile o, al contrario, essere completamente gratuito. Così facendo, eviterete spiacevoli malintesi ed eventuali multe. Ovviamente il micio non deve sporcare la vettura, creare pericolo o infastidire gli altri viaggiatori. Per i taxi, l’accettazione è a discrezione del conducente, pertanto quando ne chiamate uno informatelo sempre che dovete trasportare un gatto e specificate anche se l’animale viaggia in un contenitore oppure è libero.

I viaggi del gatto: NORME SANITARIE

Le norme sanitarie da seguire durante il viaggio del gatto variano in funzione del paese in cui si intende viaggiare con il proprio animale. Data la complessità delle normative, conviene consultare il sito del Ministero della salute (www.salute.gov.it) dove, nella sezione denominata “speciali”, si trova una serie di pagine intitolate “In viaggio con gli animali”, in cui sono riportate le norme vigenti circa: trasporto, passaporto (dell’animale), vaccinazioni, viaggi in Italia, viaggi verso paesi dell’Unione Europea, viaggi verso il Regno Unito, viaggi verso paesi extracomunitari.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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