Cura, toeletta e igiene del gatto

02/12/2014
Cura, toeletta e igiene del gatto

Cura, igiene e toeletta del gatto 

Che il gatto sia un igienista è un fatto accertato. Si fa da solo la toilette quotidiana, ma questo non deve precludere l’intervento del proprietario nella gestione della sua igiene giornaliera. Prima di tutto perché è più mirata, in secondo luogo per evitare al gatto quei danni che possono derivargli dalla toilette “fai da te”. Ecco qualche suggerimento pratico per avere un gatto pulito, sano e in forma.

Il mantello del gatto

È importante spazzolare il gatto e passarlo tutti i giorni con un guanto di lattice (si trovano in vendita nei negozi per animali) che permette di massaggiare la cute e di rimuovere la forfora e il pelo che deve cadere. Se il micio, infatti, si lambisce continuamente il mantello, inghiotte una quantità di pelo che si organizza nello stomaco in matassine (tricobezoari), responsabili spesso di vomito o stitichezza. Per evitare tutto ciò, l’ideale è, oltre a spazzola e guanto, asportare il pelo rimasto in superficie con una spugnetta bagnata e ben strizzata di acqua e succo di limone. Questa pratica serve a mantenere puliti sia i gatti a pelo corto sia quelli a pelo lungo ed evita il formarsi di nodi inestricabili, che procurano al micio notevole disagio e sofferenza della pelle.
Anche il bagno può rientrare tra le pratiche igieniche: basta abituare i gatti fin da piccoli.

Gli occhi del gatto

Detergere le palpebre del felino una volta al giorno evita il formarsi di congiuntiviti e di blefariti e previene, nei gatti a mantello chiaro, la colorazione rossa del pelo nell’angolo nasale dell’occhio, dovuta alla ossidazione di un pigmento contenuto nelle secrezioni oculari, la porfirina. A contatto dell’aria, questa assume una colorazione rossastra e lascia una traccia indelebile. Si consiglia di pulirle con una garza imbevuta di un liquido detergente specifico oppure, in mancanza di questo, di semplice soluzione fisiologica.

Le orecchie del gatto

Anche le orecchie del micio devono essere pulite giornalmente, senza usare però cotton fioc, ma passando delicatamente sulla parte interna del padiglione auricolare un batuffolo di cotone imbevuto di un igienizzante specifico o di latte detergente.

I denti del gatto

Denti puliti e gengive sane sono fondamentali per i gatti, che spesso soffrono di gravi gengiviti che possono portare alla caduta dei denti. In genere si consiglia di usare quotidianamente paste a base di specifici detergenti dentali da apporre sulle gengive senza spazzolare perché, per evidenti motivi, la classica igiene quotidiana con l’uso di uno spazzolino è molto spesso più teorica che pratica. Ciò non toglie che valga la pena provare, sempre che il micio sia consenziente. Anche le crocchette antitartaro, miscelate al suo alimento, possono concorrere a ridurre la placca dentaria.

Il bagno del gatto

Non è difficile fare il bagno al gatto: basta abituarlo da cucciolo. Se poi farà la carriera espositiva, il bagno è fondamentale per migliorare il suo mantello e dare una buona impressione iniziale ai giudici di gara. Ecco come organizzarsi: la stanza da bagno deve essere ben riscaldata e dobbiamo mettere pochi centimetri di acqua a 37°C nella vasca. Quindi prendiamo il nostro micio e deponiamolo dolcemente in essa, accarezzandolo. Utilizzando un piccolo recipiente, cominciamo a bagnarlo con l’acqua tiepida, avendo l’accortezza di non fargliela colare negli occhi e nelle orecchie, e frizioniamolo in modo delicato su tutto il corpo con uno shampoo specifico per gatti. Con la doccia, risciacquiamolo usando un getto leggero e non troppo diretto; ripetiamo tutta l’operazione una seconda volta, quindi asciughiamolo con un telo di spugna, senza mettere alcun balsamo sul pelo. Per non lasciargli il mantello umido, l’ideale sarebbe abituarlo gradualmente anche al phon, evitando di dirigergli contro un getto forte, diretto o troppo caldo, perché si spaventerebbe irrimediabilmente. Il consiglio degli allevatori è di lavare il gatto il giorno prima del concorso, se è a pelo lungo, per dare sofficità al mantello; se invece il micio è a pelo corto, meglio lavarlo due o tre giorni prima dell’evento, in modo che il mantello risulti elastico, compatto, lucido e ben aderente al corpo.

Le unghie del gatto

Se il nostro micio va alle esposizioni, allora è obbligatorio spuntare le unghie ma, attenzione, solo spuntarle e non tagliarle nella parte rosa verso la radice. Nella quotidianità, invece, il gatto provvede da solo a limarsele: a tal proposito il consiglio è di fornirlo, fin da cucciolo, di graffiatoi artigianali, come un tronchetto, un pezzo di sughero, uno scampolo di moquette fissati a una tavoletta di legno oppure un rettangolo di cartone ondulato. Spesso, infatti, i gatti li prediligono ai tiragraffi in commercio e si abituano subito ad utilizzarli. Se, comunque, dovessimo vedere il micio “farsi le unghie” su un mobile o su un tappeto, basterà dirgli un “no” secco, battere le mani e accompagnarlo al suo tiragraffi, strofinando delicatamente i cuscinetti delle zampe anteriori (mani) su di esso, in modo che lasci le sue “impronte” e impari così a utilizzarli.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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