Il gatto e la pet therapy

02/12/2014
Il gatto e la pet therapy

Il gatto e la convivenza con un cane

È opinione condivisa che la convivenza con un animale contribuisca a garantire una migliore qualità della vita e, in alcuni casi, ad agevolare e accelerare il processo di guarigione da alcune patologie. Questo è lo scopo della cosiddetta pet therapy, che affianca alla tradizionale terapia farmacologica l’uso degli animali.
La pet therapy viene applicata in modo particolare per aiutare quei bambini che hanno subito abusi o che hanno turbe emotive, ospedalizzati per vari motivi, affetti da autismo o disabilità nello sviluppo, persone che devono sottoporsi a trattamenti di riabilitazione fisica o che sono affetti da lesioni invalidanti in modo permanente, anziani ricoverati in istituti, malati terminali, vittime di violenze domestiche, giovani a rischio per patologie sociali.

Tra gli animali più adatti alla pet therapy c’è anche il gatto

Le specie di animali adatte per essere di aiuto alle persone in difficoltà sono molte, infatti, più che il tipo di animale, è fondamentale la sua disposizione affettiva e la sua indole.
In particolare l’animale deve permettere a un estraneo amichevole di avvicinarsi, deve lasciarsi toccare, spazzolare, esaminare, sopportare di trovarsi in mezzo alla gente, lasciarsi tenere in braccio da un estraneo, reagire non aggressivamente, rimanere fiducioso anche di fronte a situazioni che potrebbero agitarlo, accettare di essere coccolato anche in modo goffo o di essere trattenuto.
Deve inoltre rimanere tranquillo in presenza di una persona che si comporta in modo strano, non offendersi se qualcuno si mostra arrabbiato, sopportare di venire urtato, tollerare persone che si affollano intorno a lui e lo vogliono coccolare, accettare di essere lasciato con una persona sconosciuta, essere socievole.
Gli animali svolgono un ruolo fondamentale nel soddisfare il bisogno di legami affettivi dell’uomo e consentono di realizzare un sano equilibrio psicoaffettivo.
In quest’ottica, il gatto ha un ruolo di primo piano. Vive con facilità nelle case, anche piccole, di cui dispone l’uomo moderno, è sufficientemente autonomo per non richiedere troppe cure impegnative, ma nello stesso tempo è un compagno di vita ideale, allegro e affettuoso. Il solo fatto di osservarlo, con le sue posture eleganti, agili, e talvolta anche buffe, stimola la serenità e il buonumore. Il gatto è il compagno ideale per chi soffre di depressione e di scarsa autostima, chi vive solo e si sente infelice: ama il suo padrone incondizionatamente, senza giudicarlo o criticarlo. Ciò permette al proprietario di rilassarsi, di essere se stesso senza inibizioni, in un rapporto molto gratificante dal punto di vista affettivo, ma meno difficile e impegnativo di quello che si avrebbe con altre persone, come usualmente accade agli individui con problemi  di affettività e di relazione. Il gatto dà a queste persone anche l’opportunità di giocare, distrarsi, fare un poco di esercizio fisico, parlare, ridere. In questo modo si allevia lo stress, con notevoli benefici per la salute mentale e fisica. In tutte queste occasioni, un micio agisce proprio come un farmaco, con azione psicosomatica in virtù della sua funzione ludica.

I vantaggi teraputici della convivenza con un gatto

Attraverso lo stato di benessere indotto dalla convivenza con un gatto, il proprietario vede aumentare le proprie difese immunitarie, che favoriscono il processo di miglioramento e guarigione e partono proprio dalla voglia di vivere e stare bene che il gatto induce con il suo affetto e la sua allegria.
 
È stato dimostrato che la convivenza con un gatto dà notevoli benefici, oltre che nei casi di patologie psichiatriche, anche in quelli di ipertensione arteriosa e di infarto del miocardio. Infatti, osservare il gatto, accarezzarlo, parlare con lui, in un contesto di serena non competitività, ha un immediato effetto di abbassamento della pressione arteriosa. Il meccanismo in gioco è un processo di tipo affettivo ed emozionale. Studi sulla relazione tra emozioni, rilassamento e loro risultati benefici hanno dimostrato che la sensazione derivante dalla vicinanza di un animale provoca delle variazioni in alcuni parametri fisiologici: il ritmo cardiaco rallenta, quello respiratorio diminuisce, il tono muscolare si rilassa. Il rilassamento coincide con la diminuzione della produzione di adrenalina e di ormoni corticosteroidi, gli ormoni dello stress, quelli che inducono le risposte del corpo in situazioni di allarme. Inoltre le emozioni positive stimolano la produzione di endorfine, che consentono di tollerare gli stimoli dolorosi e potenziano il sistema immunitario, consentendo di affrontare con successo le malattie infettive.
Rispetto ad altri animali, il gatto riesce a evocare emozioni molto intense già al primo sguardo, con i sui occhi particolari per forma, profondità e colore, che osservano direttamente chi lo incontra con la loro disposizione frontale, più affine allo sguardo dell’uomo rispetto alla disposizione laterale per esempio di cane, cavallo e delfini.
 
Il gatto ha anche altre caratteristiche che invogliano a tenerlo in grembo e a coccolarlo: è piccolo, morbido e pulito per natura. Ciò lo rende particolarmente adatto alla convivenza con persone anziane o con difficoltà psicomotorie che non avrebbero la possibilità di accudire animali più impegnativi. È molto rilassante tenerlo fra le braccia perché non suda e manifesta evidentemente la sua contentezza facendo le fusa. Il gatto induce il buonumore anche soltanto osservandolo giocare da solo o con altri gatti o animali. La sua presenza consente di migliorare i rapporti interpersonali perché può diventare oggetto di conversazione e può essere un lieto passatempo anche per le persone anziane. I gatti vengono anche utilizzati nel trattamento di bambini con patologie visive, perché consentono loro, attraverso il tatto, di avere consapevolezza delle forme percependo l’odore, il calore, la morbidezza del gatto e le piacevoli vibrazioni che produce quando fa le fusa.
La cura del gatto può costituire un momento di utile impegno per bambini con disabilità psicofisiche, consentendo loro di aumentare l’autostima verificando la loro capacità di nutrirlo e di accudirlo. Il gatto è stato utilizzato anche con risultati positivi nel trattamento di recupero dei detenuti all’interno degli istituti di pena.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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