Il gatto e l'apprendimento

02/12/2014
Il gatto e l'apprendimento

Il gatto e l’apprendimento

 Certamente i gatti sono animali intelligenti, se si considera che sono stati abbastanza astuti da identificare una specie preferita, quella umana, che li nutre, compera grandi sacchi di lettiera e dedica loro le migliori cure mediche e igieniche.
I mici sono però anche abbastanza intelligenti da poter sopravvivere da soli sia in ambiente urbano sia in campagna.
I test d’intelligenza per gli animali sono suscettibili di molti errori, così come quelli per le persone. Per esempio, saltare un ostacolo è facile per un cavallo, mentre un gatto è più incline a scalarlo o a evitarlo. Allo stesso modo, un gatto troverebbe molto più facile manipolare una cordicella di quanto farebbe un cavallo o un cane. Tuttavia la destrezza potrebbe essere confusa con l’intelligenza: l’apprendimento di un percorso obbligato è relativamente indipendente dalla costrizione fisica in un ambiente di ricerca (per esempio un laboratorio di psicologia animale) e i gatti non rendono bene in situazioni simili, nelle quali, infatti, la loro performance è inferiore a quella dei cani o degli equini.
I gatti sono in grado di memorizzare quale scatola contiene il cibo o qual è la porta che consente di uscire, ma il loro rendimento è sempre inferiore a quello dei cani in questo tipo di prove. I gatti imparano ad agire sul loro ambiente utilizzando una forma di apprendimento che gli psicologi chiamano “operante”, per esempio per uscire dalle gabbie da test (puzzle boxes). Possono anche imparare a tirare cordicelle con attaccato un pezzetto di cibo, distinguendo la cordicella con il boccone di carne tra molte altre. Il gatto può anche essere “condizionato” secondo il metodo classico pavloviano, cioè gli si può insegnare ad ammiccare o salivare in risposta a un suono particolare (lo stimolo condizionato) abbinato a uno stimolo naturale incondizionato (un soffio d’aria nel caso dell’ammiccamento, o la vista del cibo nel caso della salivazione), perché apprende ad agire sul suo ambiente per ricevere la ricompensa (il cosiddetto “rinforzo”).

I gatti e le ricompense 

Diversamente dai cani, i gatti di solito non agiscono avendo come ricompensa la possibilità di riunirsi a una persona cara, ma preferiscono una dose di cibo, però la loro pignoleria può interferire anche con la valutazione dei premi in cibo. In generale, i gatti lavorano di più per premi in cibo se lo sperimentatore è la persona che li nutre di solito, così come avviene nelle situazioni di apprendimento: i gattini apprenderanno più velocemente se il premio consisterà nella libertà di esplorare una stanza piuttosto che nel cibo.

Il “problem solving” nei gatti 

Secondo studi approfonditi condotti sul comportamento dei gatti, questi felini sono in grado di dimostrare abilità che si riteneva fossero tipiche solo dei primati. Per esempio, è stato dimostrato che i gatti possono imparare a risolvere un problema rispondendo a un determinato stimolo e che in situazioni simili, anche con stimolo differente, giungono molto più velocemente alla soluzione. Dopo quattro problemi dello stesso tipo, gli errori dei gatti scendono al 36% rispetto all’inizio: ciò significa che sanno imparare.
I gatti raramente mostrano un comportamento di insight, o di “intuizione illuminata”: per esempio non arrivano a spostare una scatola in una posizione tale da consentire loro di raggiungere un pesce che si trova in una posizione sopraelevata.
Infine, i gatti selvatici tenuti in cattività, ma liberi di muoversi, imparano più velocemente di quelli allevati in gabbia, fatto che sembra confermare che esperienze o ambienti diversi possono contribuire positivamente all’aumento delle capacità di apprendimento.

L’imitazione nei gatti

Il gatto apprende anche attraverso l’osservazione e l’imitazione. Per esempio, i gatti che vedono un altro soggetto premere una leva o scavalcare una barriera per ottenere cibo possono imparare a premere la leva o scavalcare la barriera molto più velocemente dei gatti che non hanno questa opportunità.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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