Il gatto e il linguaggio del corpo

02/12/2014
Il gatto e il linguaggio del corpo

Il gatto e il linguaggio del corpo

 Attraverso l’osservazione del linguaggio del corpo il gatto comunica visivamente. Dunque,  posizionando il corpo, o parti di esso, in un determinato modo, esso comunica le sue intenzioni e i suoi stati d’animo ai felini e agli altri essere viventi.

La postura della coda del gatto 

La coda è una specie di bilanciere, fondamentale per l’equilibrio del gatto, soprattutto quando corre o quando salta, ma è anche uno strumento insostituibile di comunicazione: il micio può mentire con l’espressione della “faccia”, ma i movimenti della coda riveleranno le sue vere intenzioni.
Il gatto porta la coda alta sul dorso quando saluta, quando “indaga” o quando è deluso, ad esempio per comunicare al padrone: “Ciao, come va? Non pensi sia ora di darmi il mio cibo?”; invece la coda sarà abbassata e la punta agitata quando sta cacciando.
Quando il gatto sta passeggiando o trotterellando, la coda è tenuta in fuori con un angolo di 40° rispetto al dorso, ma se l’andatura aumenta, la coda è portata più bassa.
Quando la sua attenzione è attirata da qualcosa di particolare, la coda viene sollevata e le orecchie sono rivolte in avanti e portate erette. Il sollevamento della coda può anche essere considerato un segnale di saluto.
Quando il gatto è dubbioso, muove lentamente la coda a destra e a sinistra. Quando la coda è agitata come una frusta con movimenti nervosi, invece, significa che il gatto sta per manifestare tutta la sua aggressività (esattamente il contrario del cane che mostra così la sua gioia).

La postura delle orecchie del gatto

Un gatto tranquillo tiene le orecchie diritte, orientate verso i lati della testa, e le muove seguendo i suoni che attirano in quel momento la sua attenzione. Quando il micio è impaurito, abbassa le orecchie, tanto più quanto più ha paura. Un gatto terrorizzato, e quindi anche pronto ad attaccare, tiene le orecchie completamente appiattite sul cranio e rivolte all’indietro.

L’espressione degli occhi del gatto

Gli occhi del gatto hanno pupille estremamente reattive alla luce, che possono ridursi a sottili fessure verticali in condizioni di piena illuminazione e dilatarsi enormemente al buio, consentendogli di vedere anche quando i nostri occhi non vedrebbero nulla. Le iridi colorate e luminose costituiscono un segnale particolarmente rilevante del loro stato d’animo.
Gli occhi di un gatto spaventato o eccitato appaiono rossi, perché i vasi sanguigni retinici possono essere visti attraverso le pupille dilatate. Se è rilassato gli occhi sono bene aperti, ma non dilatati come quando è spaventato.
Quando è in caccia, gli occhi sono bene aperti e “puntati” con attenzione sulla preda.
I gatti, come molti animali, non amano essere fissati direttamente negli occhi, considerano questa azione una grave scorrettezza, un segno di scarsa cortesia ed educazione. Amano però che li si guardi ammiccando affettuosamente, e non è raro che rispondano ammiccando a loro volta.

Il pelo e le vibrisse del gatto

È noto che il pelo si solleva quando il gatto cerca di sembrare più grande e minaccioso, nelle situazioni in cui è in gioco una forte aggressività, in caso di attacco o di forte spavento. Il gatto spaventato raddrizza il pelo uniformemente su tutto il corpo, mentre il gatto minaccioso rizza solo una striscia di pelo sulla schiena, in corrispondenza della colonna vertebrale e della coda.
Anche quei particolari peli che sono le vibrisse sono coinvolte nelle diverse reazioni emotive: se il gatto è incuriosito, le punta in avanti, se è spaventato, le tira indietro.

Particolari atteggiamenti del gatto

AGGRESSIVITÀ

I felini in atteggiamento aggressivo mirano ad apparire più grossi di quel che sono veramente per incutere timore e rispetto negli avversari. Camminano ben ritti sulla punta delle zampe, con la testa bassa e, dato che le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori, la schiena sembra leggermente inclinata verso la testa. La coda è portata bassa, ma incurvata all’altezza dei garretti, e il pelo del corpo tende a rizzarsi; le orecchie sono portate erette e ruotate all’infuori, le pupille sono contratte, le vibrisse sono dirette in avanti e gli artigli sono sguainati.

TENSIONE DIFENSIVA

Il gatto in tensione, che soffia ed esibisce i denti, si mostra pronto a difendersi, ma allo stesso tempo è disposto a ritirarsi accucciandosi ed evitando il conflitto.

PAURA

Il gatto impaurito si rannicchia con le orecchie appiattite contro la testa e le pupille dilatate. Pronto ad arrendersi e a sottomettersi, è in una posizione acquattata, con la coda vicino al corpo, che non gli consente di attaccare, ma solo di difendersi o sottomettersi rotolandosi sulla schiena.

SPAVENTO

Contrariamente a quanto spesso si crede, il gatto che soffia, emette saliva dalla bocca e “sputa” (con la schiena arcuata, la coda arruffata, le orecchie appiattite e il pelo eretto, in quella posizione che viene anche detta “del gatto della strega”), esprime almeno tanto paura quanto aggressività e corrisponde al cane spaventato che, per paura, può arrivare a mordere.
Un gatto in queste condizioni è impressionante, ma concretizza l’aggressività soltanto se la sua “distanza critica” viene invasa. Un indizio delle emozioni del gatto spaventato è dato dall’avanzamento delle zampe posteriori, mentre quelle anteriori arretrano venendo quasi a riunirsi con le posteriori sotto il corpo.

Lo sbadiglio o flehmen


In presenza dell’odore dell’urina di altri gatti, i gatti adulti manifestano un comportamento molto particolare, lo sbadiglio, detto anche flehmen. Dopo aver annusato e leccato l’urina, colpiscono ripetutamente con la punta della lingua il palato dietro i denti incisivi superiori, tirano indietro la testa e aprono la bocca leccando il naso. Questa particolare forma di sbadiglio (che non è visibile sotto le 57 settimane di vita) serve a trasferire l’odore dell’urina all’organo vomeronasale (o di Jacobson), localizzato tra la bocca e la cavità nasale al di sopra del palato duro, che lo analizza e ne trae tutte le informazioni possibili.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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