I gattini e il gioco

02/12/2014
I gattini e il gioco

I gattini e il gioco

È possibile osservare attività di gioco nei gattini a partire dalla terza settimana di vita, cioè nello stesso periodo in cui la madre comincia il processo di svezzamento, respingendo i tentativi dei piccoli di succhiare.
Il primo tipo di gioco dei cuccioli consiste in un delicato toccamento reciproco con le zampe. Man mano che migliora il coordinamento motorio, si passa ad attività diversificate: morsetti, inseguimenti e rotolamenti. La predisposizione al gioco di un cucciolo è di solito segnalata dalla posizione sdraiata a pancia in su, con le quattro zampe sollevate. L’attività sociale di gioco aumenta dalle quattro fino alle undici settimane, poi diminuisce rapidamente.
Nei primi tempi, tre o più gattini possono giocare insieme contemporaneamente, ma dall’età di otto settimane la maggior parte di loro gioca a coppie. A nove settimane dedicano circa un’ora della giornata al gioco. Nella maggior parte dei casi inizia con un agguato e termina con un inseguimento; le altre attività ludiche consistono nell’affrontarsi da lontano, con il dorso e la coda inarcati, per poi battersi corpo a corpo, assumendo talvolta una postura verticale, sollevandosi sulle zampe posteriori, che vengono estese sino a consentire loro di reggersi eretti.
I gattini sono più propensi a darsi zampate, piuttosto che mordersi come fanno i cuccioli di cane. Il continuo ripetersi di scene di agguato e inseguimenti nel gioco dei gattini – ci può essere fino a un inseguimento al minuto – fa supporre che si tratti di “prove” per la vera caccia. Il gioco può occupare il 9% del tempo totale di un cucciolo, e solo dal 4 al 9% del suo dispendio di energia, il che significa che è un’attività importante, ma non troppo costosa dal punto di vista energetico.
Dato che i gatti sono creature solitarie per la maggior parte della loro vita, nella fase adulta il gioco può rappresentare un’occasione di socializzazione intraspecifica più importante che in altre specie: i gatti, infatti, giocano spesso con i cani con cui hanno familiarità e tali giochi interspecifici consistono perlopiù in inseguimenti da parte del cane e progettati agguati da parte del gatto.

Il gioco di predazione

La madre gioca un ruolo attivo nello sviluppo del comportamento di predazione dei piccoli. Non solo attacca e mangia la preda di fronte a loro, ma emette anche particolari vocalizzi per richiamarne l’attenzione. Questo comportamento si verifica soprattutto quando i gattini hanno dalle quattro alle otto settimane; successivamente è molto difficile che si ripresenti. Il suo esempio è tuttavia fondamentale e i cuccioli imparano meglio osservando la madre piuttosto che qualsiasi altro gatto (per esempio sono meno capaci di interagire con la preda se questa è oggetto delle attenzioni di un fratellino).
L’attività predatoria aumenta intorno alle otto settimane di vita, età in cui la maggior parte dei gattini è in grado di uccidere e mangiare i topi, e diventa preponderante rispetto ai momenti di gioco.
Quando la preda è stata uccisa e divorata, i cuccioli tornano a giocare insieme, il che mostra che la motivazione a giocare è ancora presente, anche se meno forte dell’istinto di cacciare.
Dai due mesi di età è possibile distinguere i gattini che sono spaventati piuttosto che aggressivi nei confronti della preda (e di altri gatti): questi cuccioli sono riluttanti a esplorare i dintorni e a rilassarsi in presenza degli esseri umani in un nuovo ambiente. Questa condizione è da considerarsi non del tutto positiva perché, sebbene alcune persone preferiscano che il loro gatto non cacci e sia meno aggressivo, è desiderabile nella maggior parte dei casi che il gatto sia amichevole e disinvolto anche in ambienti meno familiari.

Quando il gioco diventa un problema

Il comportamento di gioco può diventare un problema quando si svolge con insistenza e provoca rumore nel bel mezzo della notte. È più probabile che ciò accada quando il gattino viene lasciato da solo, e probabilmente addormentato, per la maggior parte del giorno e quindi con meno opportunità di giocare. Un’immediata punizione garbata può inibire il gioco sgradito del gattino, ma più probabilmente il cucciolo si sposterà semplicemente e continuerà a correre per la casa e a urtare oggetti. Un regolare tempo di gioco, fissato preferibilmente nella tarda serata, può essere la soluzione per incanalare nel modo migliore il soddisfacimento di questa esigenza. Anche l’uso di giochi per gatti costituisce un buon aiuto.

Il gioco solitario

I gattini rincorrono frequentemente piccoli oggetti che rotolano o una cordicella tirata dal proprietario, inoltre amano particolarmente colpire oggetti sospesi e oscillanti.
Altri momenti di gioco solitario consistono in agguati e scontri contro compagni immaginari, quando i piccoli vengono a trovarsi davanti a uno specchio o prendono in considerazione la loro stessa ombra.
Ma il gioco solitario persiste anche in molti gatti adulti: la giocosità è uno dei fattori di cui gli allevatori tengono conto nel loro lavoro di selezione, perché può rendere particolarmente gradito un gatto al suo proprietario.

Il declino del gioco

Molti fattori possono contribuire al declino del comportamento di gioco nei gattini. I cuccioli più grandicelli e i giovani adulti cominciano a dormire di più durante il giorno, mentre i gatti più anziani tendono a passare più tempo stando accovacciati e quieti, ma all’erta.
I gattini maschi cominciano a dare segni di interesse sessuale dall’età di quattro mesi e mezzo e tentano di montare le femmine e di mordere la loro collottola, anche se queste ultime rifiutano i tentativi finché non hanno raggiunto la maturità sessuale, alcuni mesi più tardi.
I giovani gatti selvatici dedicano parecchio tempo alla ricerca della preda.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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