L'esperto Veterinario: domande e risposte

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Ilaria Canzi
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Federica Tonali
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Elena Sgamma
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Marta

Ho un gatto di 12 anni, nato in casa che dopo due anni ha imparato a scendere in cortile attraverso un albero vicino al mio balcone così passa molto tempo fuori soprattutto d'estate e fa i suoi bisogni fuori. Non mi sono accorta del suo blocco urinario e così lunedì 4 giugno è tornato a casa con perdite di urina e di sangue. Subito portato dalla veterinaria lo ha sbloccato con catetere e vari lavaggi. Ha fatto la flebo per 3 giorni e antibiotico per una settimana. La dottoressa gli ha fatto radiografia, ecografia e analisi delle urine e gli ha diagnosticato una cistite emorragica e dei calcoli (ossalato di cacio). Gli ha lasciato il catetere gli ha prescritto la linea k/d della hill's oltre che una capsula al giorno per un mese di urikrill. Dopo una settimana ha aggiunto 1 cm di renal N al giorno. Sono passate due settimane ma le urine sono ancora macchiate di sangue. Il gatto mangia voracemente e beve ma ovviamente si sente "costretto" dal catetere e dal collare. il catetere Lo ha senza sacca quindi perde gocce di pipì per tutta casa ed è una fatica stargli dietro a pulire. Per quanto può continuare a tenere il catetere? Può guarire con questa terapia? Devo fidarmi della mia dottoressa o chiedere un secondo parere? Mi ha anche prospettato la possibilità di praticargli una uretrostomia ma solo come ultima spiaggia. Resto in attesa dei vostri pareri. Grazie

Canzi
Dott.sa Ilaria Canzi

Buongiorno,
La perdita di sangue può essere conseguenza di un cateterismo troppo prolungato, 2 settimane sono eccessive. Se tolto il catetere dovesse riostruirsi diverse volte l'intervento è l'ultima opzione. Va anche esclusa la presenza di calcoli macroscopici che nel caso andranno rimossi chirurgicamente.
Cordiali saluti 

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