Patologie dell’apparato riproduttore

02/12/2014
Patologie dell’apparato riproduttore

​Patologie dell’apparato riproduttore dei cani

Nei cani, entrambi i sessi sono colpiti da patologie dell’apparato riproduttore, anche se la femmina è soggetta a maggiori problemi dato che è fisiologicamente più coinvolta nel processo riproduttivo.

 

Patologie dell’apparato riproduttore nei cani femmine: Metrite

 

 

La metrite è un’infezione batterica uterina solitamente acquisita durante l’accoppiamento del cane o, più facilmente, a seguito di un parto distocico. Si distingue in metrite acuta e cronica, anche se quest’ultima è spesso conseguenza di una piometra. I sintomi della forma acuta sono: febbre, inappetenza, vomito, depressione e perdite vaginali anormali, purulente e di cattivo odore. La terapia è medica, ma se questa risultasse inefficace oppure si fosse di fronte a un quadro clinico allarmante, è necessario intervenire sulla nostra amica a 4 zampe con l’asportazione dell’utero e, se il caso, anche delle ovaie.

 

Piometra

 

La piometra si manifesta durante il ciclo sessuale e precisamente nel diestro e colpisce in particolare le cagne di 6-7 anni. È caratterizzata da un ispessimento superiore alla norma dell’endometrio, mucosa che tappezza la cavità dell’utero del cane, seguito da un’infezione batterica. La sintomatologia varia a seconda dell’apertura o meno della cervice e dello sviluppo o meno dell’infezione uterina. Si registra uno scadimento delle condizioni generali, anoressia, scoli vulvari, leccamento continuo della vulva, anoressia, vomito, diarrea, poliuria e aumento patologico della sete (polidipsia). La presenza di questi due ultimi sintomi uniti all’età del cane sono i sintomi più caratteristici della piometra.
La malattia degenera abbastanza rapidamente portando l’animale alla morte, è fondamentale quindi contattare tempestivamente il veterinario che potrà intervenire con una terapia medica oppure chirurgica. Nel secondo caso è prevista l’asportazione delle ovaie o dell’utero del cane, la terapia medica, invece, si effettua solitamente solo nel caso che la femmina risulti particolarmente importante ai fini riproduttivi o se troppo debole per affrontare un intervento chirurgico.
 

 

Ptosi vaginale

 

La ptosi vaginale è caratterizzata dall’accrescimento notevole della mucosa vaginale originato dagli estrogeni che vengono prodotti in special modo durante l’estro. Colpisce particolarmente le razze brachicefale come boxer, carlino, bulldog e le cagne alle prese con i primi estri.
Ci può essere una fuoriuscita della mucosa dalla vagina più o meno evidente. La terapia è solitamente medica (un intervento chirurgico è necessario solo se la fuoriuscita della mucosa è molto avanzata). Per prevenire in modo definitivo il ripresentarsi di una ptosi vaginale l’unica possibilità è l’asportazione delle ovaie per evitare cicli sessuali.

 

Prolasso vaginale e uterino

 

Prolasso vaginale ed uterino sono fortunatamente due problemi rari nelle cagne. Entrambi compaiono di solito dopo il parto, anche se il prolasso vaginale può essere causato dalla separazione forzata dei cani coinvolti nell’accoppiamento.
Occorre l’intervento tempestivo del veterinario per scongiurare la morte dell’animale, che può sopraggiungere rapidamente. Il medico interverrà a far rientrare opportunamente gli organi in sede.
L’unica via preventiva per evitare recidive è l’asportazione dell’utero.

 

Vaginite

 

Per vaginite si intende un’infiammazione della vagina della cagna che compare con una certa frequenza, i cui sintomi sono perdite vaginali e congestione dell’organo specifico. Se la vaginite compare in forma grave può essere causa di infertilità, inoltre il cane tenderà a leccare la vulva e avrà difficoltà a urinare. La terapia è medica.

 

Metrorragia

 

La metrorragia è un’emorragia che si origina nell’utero della cagna e che ha svariate cause quali squilibri ormonali, aborto, tumori dell’utero o lesioni alle ovaie. La terapia varia a seconda della causa scatenante.

 

Tumori

 

Nei cani, i tumori possono essere benigni o maligni, ed interessare diversi organi dell’apparato riproduttore. I sintomi possono essere scoli emorragici e/o purulenti, irregolarità del ciclo. Tra i tumori più frequenti nel cane femmina vi è quello a carico della mammella, che nella metà dei casi è maligno ed è spesso accompagnato da metastasi al polmone e ai linfonodi. La terapia è chirurgica.

 

Patologie dell’apparato riproduttore nei cani maschi: Balanopostite

 

La Balanopostite è un’infiammazione contemporanea del pene (balanite) e del prepuzio (postite) solitamente causata da un’infezione. Di solito nel sacco prepuziale si accumula materiale denominato smegma, che può diventare un’ottima base per un’infezione specie se ci verificano ferite oppure in presenza di corpi estranei o di neoplasie. Il sintomo caratteristico è la presenza di essudato purulento nel prepuzio. Una volta trovato l’agente eziologico, il veterinario prescriverà una terapia medica specifica, mentre in caso di neoplasie o tumore si può scegliere per una terapia chirurgica.

 

Prostatismo

 

La prostata si ingrossa fisiologicamente nel cane dai 6 anni in poi. Quando questo ingrossamento diventa abnorme si parla di sindrome prostatica o prostatismo e si devono considerare diverse affezioni legate allo sviluppo patologico e alla relativa sintomatologia.
L’affezione più frequente è l’iperplasia diffusa della prostata seguita da prostatite, metaplasia squamosa della prostata o tumori della prostata. Il sintomo principale è la difficoltà a defecare causata dal ristagno delle feci nell’intestino talvolta associata al ristagno urinario. Spesso il cane fatica a muoversi, si trascina il treno posteriore, si assiste a uno scadimento generale delle condizioni e si registra anche il ristagno delle urine. Nel caso di prostatite l’urina è torbida per la presenza di pus e sangue.
Le complicazioni legate a questa patologia sono cistiti e l’insufficienza renale. La terapia tenderà innanzitutto a risolvere i problemi di defecazione e minzione, ma sarà anche ormonale e antimicrobica. Se invece viene constatato un tumore si può decidere di sottoporre il cane a un intervento volto all’asportazione della prostata.

 

Orchite

 

L’orchite è un’infiammazione al testicolo che compare con una certa frequenza nel cane maschio. Di solito interessa anche l’epididimo ed è originata principalmente da una prostatite oppure conseguente a eventi traumatici. I sintomi differiscono a seconda che si tratti di una forma acuta o cronica: nel primo caso il testicolo è gonfio e teso e lo scroto è edematoso e arrossato e, se viene toccato, arreca dolore al cane; possono comparire anche ascessi e febbre e il cane può apparire apatico. In caso di orchite cronica il testicolo è duro alla palpazione (come pure l’epididimo, ingrossato), irregolare e piccolo. In presenza di orchite cronica la fertilità viene a mancare e l’unica terapia valida è la castrazione associata a un trattamento medico volto a contrastare l’infezione.

 

Prolasso dell’uretra

 

Il prolasso dell’uretra è una patologia rara a cui sono maggiormente predisposte le razze brachicefale, carlino e bulldog su tutte. Di solito si presenta nei soggetti eccessivamente eccitati sessualmente ed è conseguente a infezioni dell’apparato genitourinario oppure a cause genetiche. Nelle razze brachicefale, sembra essere dovuta alla pressione endoaddominale conseguente allo sforzo inspiratorio a cui questi cani sono soggetti. Il sintomo più evidente è il costante leccamento del pene ed emorragia a livello prepuziale. La mucosa prolassata appare tumefatta e di colore rossoviolacea. La terapia è chirurgica.

 

Tumori a carico degli organi genitali

 

Se gli organi colpiti da tumore sono pene e prepuzio i sintomi più o meno evidenti sono tumefazioni della parte interessata. Se il tumore interessa i testicoli è possibile osservare un aumento del volume del testicolo. In ogni caso la terapia è chirurgica.

 

Sterilità

 

L’incapacità di fecondare o di procreare è un problema originato da svariati fattori nel cane: solo accurati esami fatti dal veterinario possono chiarire le possibili cause che intervengono nell’infertilità. È quindi determinante riportare al medico tutte le informazioni necessarie affinché si possa fare un quadro quanto più completo relativo alla vita del cane (età, entrata nell’età puberale, registrazione dei cicli sessuali ecc.) e a tutto quello che può avere un’influenza sulla sia infertilità: patologie più o meno importanti, ciclo vaccinale, traumi subiti, interventi chirurgici cui è stato sottoposto, uso di farmaci o medicamenti, modalità di accoppiamento… Il veterinario passerà poi a un esame dell’apparato riproduttore per scartare qualsiasi problema legato a anomalie o a lesioni.
Nel caso di sterilità maschile, il cane può essere soggetto a iposessualismo (determinato da anomalie congenite come l’ipoplasia genitale) o ad anomalie dello sperma. C’è poi da considerare la mancanza di libido, originata da squilibri ormonali dettati da carenza di testosterone o anche da problemi psicologici che portano al disinteresse alla monta.
Anche nel caso di infertilità femminile il quadro eziologico è complesso, benché sia accertato che la maggior parte dei casi di infertilità sia motivata da una gestione sbagliata dell’accoppiamento (come la scelta della monta in un momento sbagliato, in anticipo o in ritardo rispetto al momento dell’ovulazione). Diviene fondamentale quindi conoscere esattamente quale sia il primo giorno dell’estro che, in genere, è segnalato dalla femmina attraverso chiari atteggiamenti di accettazione del maschio oppure mediante opportuni esami di laboratorio. Come per il maschio del cane, anche per la femmina l’infertilità può essere addebitabile ad anomalie come l’ipoplasia dei genitali. Rientrano poi tra le cause di incapacità di procreazione anche le lesioni vaginali o vulvari oppure l’imene persistente.
La mancata fecondazione può essere causata da infezioni di varia origine, prima tra le quali quella causata da herpes virus, che può essere già presente nella cagna allo stato quiescente: in determinati periodi e situazioni come può essere proprio la gravidanza, il virus si attiva diffondendosi nell’organismo e determinando frequentemente sia aborti che la morte dei cuccioli.
Infine, all’origine di una mancata procreazione da parte di una cagna si devono prendere nella dovuta considerazione anche disfunzioni ormonali addebitabili a obesità, disturbi tiroidei oppure indotti da trattamenti con progestinici utilizzati in precedenza per il controllo della riproduzione.

 

L’inseminazione artificiale

 

L’inseminazione artificiale nel cane può essere a base di seme fresco, refrigerato o congelato. I metodi di deposizione del seme sono essenzialmente tre: intra vaginale, intra uterina e trans cervicale con una netta preferenza per i primi due, che se eseguiti correttamente non presentano alcun rischio per la femmina.
I motivi che portano a scegliere la fecondazione artificiale della cagna sono diversi, il principale è che con l’inseminazione artificiale si possono inseminare più femmine contemporaneamente. Ciò permette, nel caso di uno stallone particolarmente importante ai fini riproduttivi, di avere la possibilità di migliorare la razza. Inoltre, il seme dello stallone giovane potrà essere conservato mediante congelamento e utilizzato anche quando sarà anziano, prolungando così la sua carriera riproduttiva.
Grazie all’inseminazione artificiale si evita anche il rischio di infezioni virali e batteriche contraibili attraverso l’accoppiamento oppure tramite ferite, inoltre si riducono i problemi psicologici che possono colpire sia i maschi sia le femmine, le monte forzate e i conseguenti potenziali traumi psicologici e fisici sia al maschio che alla femmina.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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