Malattie del cucciolo

02/12/2014
Malattie del cucciolo

Le malattie del cucciolo

Per far sì che un cucciolo di cane cresca sano, concorrono diversi fattori, tra i quali:
  • le caratteristiche genetiche della madre e del padre,
  • l’alimentazione che ha seguito la madre durante la gravidanza
  • se la madre è stata esposta ad agenti batterici, virali e parassiti
  • se la madre ha subito trattamenti farmacologici in gravidanza.
In generale, i primi giorni sono quelli più difficili: più il cucciolo è piccolo e più l’incidenza di mortalità è elevata, tanto è che nella prime tre settimane di vita del cane può raggiungere il 30%.

Il periodo neonatale del cucciolo di cane

Il periodo neonatale del cucciolo è la fase di vita che va dal parto alla terza/sesta settimana.
La prima settimana di vita è quella in cui l’indice di mortalità è maggiormente elevato. I fattori di rischio sono svariati, in quanto il cagnolino neonato può, ad esempio, andare incontro a problemi di ipotermia ed ipoglicemia.
Il cane neonato, infatti, ha difficoltà a termoregolarsi per cui la sua temperatura dipende da quella esterna (raggiunge la temperatura da adulto solamente alla quarta settimana di vita), inoltre può essere rifiutato dalla madre perché lo sente freddo.
Sconsigliamo, tuttavia, l’utilizzo di lampade riscaldanti perché, oltre a provocare possibili ustioni nelle madri, possono aggravare la disidratazione del neonato. Meglio ricorrere all’incubatrice.
L’ipotermia è anche causata dallo scarso livello lipidico, come pure l’ipoglicemia. Per entrambi i problemi il rimedio è quello di mantenere caldo il cucciolo e fargli prendere prima possibile la mammella della mamma per succhiare il colostro, liquido ricco di sostanze nutritive e attraverso cui la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio. 

I cuccioli di cane vanno poi incontro a disidratazione in quanto la funzionalità renale è ridotta in fase neonatale. La migliore prevenzione è la pesatura regolare del neonato oppure il controllo della plica cutanea in modo da reidratarlo sotto controllo veterinario se necessario.

Altro fattore di rischio del cucciolo di cane è l’immaturità di sviluppo del suo apparato respiratorio, che si completa nelle prime settimane di vita, con il pericolo di ipossia.

Una volta nati, i cuccioli si possono trovare in pericolo per problemi legati alla lattazione: capita che le madri si indeboliscano molto quando allattano, specie nelle razze di grossa taglia, oppure può insorgere la mastite, che può arrecare danno al cucciolo perché il latte può risultare infetto e quindi provocare nei cuccioli diarrea o infezioni più gravi.
In caso di un ritardo nella montata lattea della cagna (ha poco latte o non ne produce proprio) occorre provvedere con tempestività alla compensazione con l’allattamento artificiale e, nel caso di latte infetto per la mastite, allontanare i cuccioli dalla madre.
 
Vi sono anche svariate malattie virali e batteriche che possono colpire i cuccioli, spesso con esiti letali. Le principali, per quanto riguarda le malattie virali, sono:
  • il cimurro,
  • la parvovirosi,
  • l’epatite virale,
  • l’herpes virus,
  • il coronavirus.
Per quanto riguarda le infezioni batteriche, anche comuni batteri (streptococchi, stafilococchi, colibacilli) presenti nella bocca della madre o che fanno parte della flora vaginale di una cagna sana possono essere responsabili di problemi più o meno gravi che vanno dalla diarrea alle setticemie.
C’è poi da considerare l’infestazione da parassiti che, come detto, avviene direttamente dalla madre al feto attraverso l’utero oppure attraverso il latte materno con la poppata. Si segnalano, tra le più comuni:
  • l’ascastrongiloidosi,
  • la coccidiosi,
  • la demodicosi,
  • la cheyletiellosi ,
  • la toxoplasmosi.
Altre cause di mortalità neonatale sono conseguenti all’insorgere di alcune sindromi, tra cui quella emorragica.

Lo svezzamento del cucciolo di cane

Dopo il periodo neonatale comincia quello che è definito come periodo di svezzamento (4-12 settimane circa). È una tappa importante della vita del giovane cane, in quanto finisce la sua dipendenza materna, si attivano i suoi processi di difesa immunitaria che sostituiscono quelli passivamente trasmessi dalla madre tramite il colostro e inizia il periodo della socializzazione, che lo porta a scoprire l’ambiente e a stabilire nuovi rapporti con l’uomo e i suoi simili.
Durante lo svezzamento i principali problemi di salute sono le difficoltà digestive dovute al cambio dell’alimentazione, magari fatto troppo velocemente o in un momento in cui l’intestino non è ancora maturo, sia per la componente enzimatica sia per la presenza di un’adeguata flora batterica. Conseguenza di questo sono la comparsa di diarrea, vomito, meteorismo, accompagnate o meno da problemi a livello osseo (osteofibrosi, osteodistrofia, rachitismo...), dermopatie e arresto dello sviluppo muscolare.
 
Altro problema è la presenza di parassiti, come l’ascaridiosi, che può comportare diarrea e anche un grave stato di malnutrizione.
 
Con la scomparsa degli anticorpi materni, e se il sistema immunitario non è ancora completamente funzionante, è possibile che il cucciolo di cane sia più ricettivo nei confronti di alcune malattie particolarmente gravi quali parvovirosi, cimurro e tosse dei canili.
 
Infine è in questo periodo che possono crearsi problemi della socializzazione, sia in rapporto con l’uomo che con i suoi simili. La prevenzione di queste patologie dello svezzamento passerà attraverso la realizzazione di uno svezzamento graduale, garantendo un apporto minerale corretto, trattando le madri con opportuno vermifugo e poi consultando il proprio veterinario per un opportuno piano vaccinale.
 
A proposito di integrazioni dietetiche, vanno segnalate le malattie causate da carenze alimentari o da eccessi vitaminici. Durante la crescita è, infatti, fondamentale un’alimentazione equilibrata proprio perché si vanno formando importanti “impalcature” quali l’apparato scheletrico e quello muscolare. Una carenza di calcio può portare all’insorgenza della osteofibrosi giovanile, la più diffusa tra la malattie da carenza nei cuccioli. Solitamente è conseguenza di scelte alimentari errate, come quella di improntare la dieta su un eccesso di carne, la cui conseguenza è l’abbassamento del tasso di calcio nel sangue e il richiamo da parte dell’organismo di calcio dall’osso, provocando l’indebolimento di questo. C’è poi il caso dell’eccesso di calcio, che il cucciolo, fisiologicamente, è obbligato ad assorbire in toto: ciò porta spesso all’insorgenza di patologie come l’osteocondrosi, cui sono spesso soggetti cuccioli tra i 4 e gli 8 mesi e che va a colpire ossa e cartilagini di diverse articolazioni. Il sintomo più evidente è la zoppia. Altro problema legato agli eccessi è quello dell’ipervitaminosi A, spesso legata a una somministrazione scriteriata di olio di fegato di merluzzo, particolarmente ricco. La conseguenza di questo squilibrio è l’insorgere di danni organici e scheletrici che si manifestano con zoppie e sintomi a livello neuromuscolare, e purtroppo una volta instaurata è irreversibile.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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