Malattie batteriche

02/12/2014
Malattie batteriche

Malattie di tipo batterico del cane

Oltre alle più comuni malattie, le malattie di tipo batterico nel cane sono:
  • Leptospirosi
  • Tetano
  • Brucellosi
  • Rickettiosi
  • Tubercolosi
Hanno tutte sintomi e conseguenze diversi, vediamo quindi come individuarle e cosa fare nel caso in cui il vostro cane le contragga.
 

Leptospirosi

La leptospirosi è una malattia infettiva altamente contagiosa che colpisce il cane, ma anche l’uomo e altre specie animali. I due sierotipi batterici più frequentemente incriminati nel cane sono la: L. ictero haemorrhagiae e la L. canicola. I microrganismi possono essere eliminati per lungo tempo con l’urina prodotta dagli animali infetti e ciò rappresenta una potenziale fonte di infezione per gli altri soggetti oltre che per l’uomo. L’infezione avviene attraverso il contatto diretto con animali infetti oppure indirettamente per contatto con acqua, suolo e materiali contaminati dagli animali escretori di leptospire (cani, ma anche topi). In seguito alla penetrazione nella cute o nelle mucose delle leptospire si verifica una leptospiremia e la localizzazione dell’agente eziologico in diversi organi tra cui i reni, che diventano così il serbatoio d’infezione.
 
La leptospirosi ha un tempo di incubazione di 56 giorni. Nel corso della L. ictero haemorrhagiae il fegato è l’organo principalmente danneggiato. Il danno epatico acuto è spesso seguito dalla morte del cane, che può essere rapida oppure avvenire dopo vari giorni di sofferenza. I segni clinici tipici della malattia sono: apatia, inappetenza, diarrea sanguinolenta e, in una grande percentuale, ittero (ingiallimento delle mucose orali e del bianco dell’occhio). La L. canicola colpisce in prevalenza i reni causando una nefrite che comporta un alterato funzionamento dell’organo, quindi di riflesso si ha un accumulo nel sangue di sostanze tossiche endogene (urea), normalmente eliminate attraverso la minzione. L’accumulo di urea nel circolo ematico conduce a un’intossicazione endogena: i cani cosiddetti uremici manifestano apatia, vomito, inappetenza e spesso si notano ulcere sulla mucosa orale accompagnate da alitosi. Anche in questa situazione la vita del cane è in serio pericolo.
 
La leptospirosi nei cani si cura con una terapia medica sistemica tramite antibatterici specifici, anche se il risultato è spesso mediocre se si sono verificati danni renali. Inoltre la terapia prevede di ovviare allo stato di disidratazione e di acidosi insorti in seguito alla diarrea e al vomito attraverso opportune soluzioni reidratanti.
 
L’unico modo per prevenire la leptospirosi è la vaccinazione. Si consiglia una vaccinazione semestrale soprattutto per i cani che vengono portati a passeggio nei prati o lungo le rive dei fiumi. Ai proprietari di cani affetti da leptospirosi consigliamo di trattare il proprio animale con estrema cautela, utilizzando guanti per la protezione delle mani al fine di evitare un eventuale contagio animale-uomo. Altra raccomandazione utile è quella di evitare di fare bagni in paludi, stagni, canali o fiumi o in zone a forte rischio di contaminazione.
 

Tetano

Il tetano una malattia non infettiva e non contagiosa che colpisce, oltre all’uomo, anche il cane. È causata da una neurotossina prodotta a livello di ferite infette con Clostridium tetani, un batterio che si moltiplica bene in assenza di ossigeno, come è possibile in una ferita particolarmente profonda. Le sue spore si trovano nel terreno o nell’intestino: se raggiungono le ferite non prontamente lavate e disinfettate (con acqua ossigenata) germinano i batteri. Essi si moltiplicano e liberano una neurotossina che, tramite i nervi, raggiunge il midollo spinale e provoca contrazioni spastiche. Se sono in quantità maggiore, vanno in circolo, raggiungendo il sistema nervoso centrale.
 
La sintomatologia è caratterizzata da spasmi muscolari, incapacità di mantenere la stazione quadrupedale, contrazione dei muscoli facciali che fa assumere un aspetto caratteristico denominato “risus sardonicus”, le labbra sono stirate all’indietro, le narici dilatate, la fronte corrugata, i padiglioni auricolari eretti. Si nota una presenza di scialorrea (ossia la saliva che cola dalle labbra), difficoltà nella prensione degli alimenti e nella masticazione. L’animale è ansioso, allarmato e al minimo stimolo tattile, luminoso o acustico accentua le contrazioni toniche. La temperatura aumenta, a causa dello spasmo, a 42 °C e più, il respiro diventa frequente e superficiale. Il decorso della malattia è mortale: nel 50% dei casi il decesso avviene per arresto respiratorio. Se la quantità di tossina non è elevata e il cane supera la fase critica guarisce in 23 settimane.
 
L’animale deve essere curato in un ambiente tranquillo e al buio. Se l’infezione viene identificata precocemente, molto valido è l’utilizzo del siero antitetanico in associazione a miorilassanti e antibiotici dietro specifico parere del medico veterinario.
 
Poiché il batterio si sviluppa nelle ferite lacerocontuse e in situazioni anaerobiche, per la pulizia si consiglia l’utilizzo di sostanze producenti ossigeno (ad esempio, acqua ossigenata). La vaccinazione è consigliata solo per i cani che vivono in zone a rischio.
 

Brucellosi

La brucellosi è causata da una famiglia di batteri, le Brucelle, responsabili di malattie non solo per il cane, ma anche per l’uomo (si tratta infatti di una zoonosi). Il cane, come l’uomo, può infettarsi se viene in contatto con suini o bovini e con materiale infetto (feti, placenta ecc.). Entrambi possono venirne in contatto attraverso latte e latticini freschi, carni e insaccati non cotti e anche verdure crude e contaminate.
 
La brucellosi nel cane è dovuta principalmente ai batteri Brucella abortus, Brucella melitensis, Brucella suis e Brucella canis. Nel caso di brucellosi sostenuta dalle prime tre specie la patologia è, di norma, asintomatica. Talvolta però può conclamarsi con febbre alta, abbattimento, anoressia, dimagramento, artrite, orchiepididimite e aborto nelle femmine gravide. La Brucella canis può provocare sterilità in entrambi i sessi, aborti contagiosi e metriti nelle cagne e orchite, prostatite e epididimite nel maschio.
 
In Italia finora non è stata segnalata la sua presenza.
 
La terapia è medica, con antibiotici. Il cane rimane un portatore sano e la brucellosi può ripresentarsi.
 

Rickettiosi

La rickettiosi è una malattia infettiva responsabile di zoonosi sostenuta da agenti batterici del genere Rickettsia. Questi possono sopravvivere unicamente all’interno delle cellule e vengono rapidamente inattivati nell’ambiente esterno. Ospiti naturali del batterio sono principalmente le zecche, veicoli di trasmissione del batterio da cane a cane o da cane a uomo. I batteri si trasmettono al cane attraverso il morso di una zecca infetta, successivamente si distribuiscono in tutto l’organismo attraverso il sistema linfatico e circolatorio fino ad arrivare al tratto gastrointestinale dove avviene la loro moltiplicazione. Il problema che determina la rickettiosi nel cane è rappresentato dalla necrosi delle cellule.
 
Il cane colpito da rickettiosi a distanza di pochi giorni dal morso della zecca infetta può manifestare febbre elevata, depressione del sensorio, anoressia, scolo oculocongiuntivale, congestione della sclera ed edema scrotale, labiale accompagnato anche da vomito e diarrea. Talvolta è presente tosse e dispnea. Nei casi più gravi ci sono manifestazioni nervose e crisi epilettiche.
 
Dopo opportuna diagnosi con test sierologici in grado di svelare la presenza del batterio – come l’immunofluorescenza indiretta – la cura prevede una lunga terapia con antibatterici.
 

Tubercolosi

La tubercolosi è una antropozoonosi, ossia una malattia infettiva che dall’uomo viene trasmessa agli animali. Il Mycobacterium tubercolosis o bacillo di Koch è l’agente eziologico della tubercolosi umana insieme al M. bovis e al M. avium. Il cane può essere contagiato dall’uomo, ma anche da animali oppure da alimenti infetti (latte non pastorizzato, frattaglie quali polmoni di bovini infetti).
 
La sintomatologia della tubercolosi, anche conosciuta come tbc, è piuttosto varia nel cane, a seconda della localizzazione del batterio, che va dal torace all’addome fino alla cute. Nel caso di localizzazione polmonare il cane ha tosse frequente, scolo nasale con muco purulento. Di solito la tbc nel cane diviene cronica con dimagramento progressivo e scadimento delle condizioni generali ed ha decorso mortale in pochi mesi.
 
La terapia specifica è alquanto difficoltosa e complessa e non è certo che dia risultati, inoltre il trattamento può non essere correttamente eseguito: il rischio che la tubercolosi possa trasmettersi all’uomo fa propendere per l’eutanasia dell’animale infetto. Il proprietario e il veterinario hanno un ruolo più che mai determinante a evitare la trasmissione della patologia: il primo svolge una funzione basilare nel fornire al medico tutte le informazioni circa il possibile contagio, mentre il veterinario dovrà formulare una diagnosi quanto più precisa possibile e dovrà informare a sua volta l’Asl della zona della diagnosi di tbc. L’Asl dovrà a sua volta predisporre le misure precauzionali più adatte per preservare la salute del proprietario e della sua famiglia.
 
Premesso che il rischio di contrarre la tbc in Italia è decisamente basso, si può attuare una prevenzione evitando di nutrire il cane con latte e con frattaglie di provenienza non garantita.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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