Fisiologia della riproduzione

02/12/2014
Fisiologia della riproduzione

Fisiologia della riproduzione nel cane



Nel cane, come in tutti i mammiferi, sono coinvolti nel processo riproduttivo il sistema endocrino (o ormonale) e quello nervoso.
Il sistema nervoso capta gli stimoli esterni inviati dai diversi organi di senso e li elabora, inviando a sua volta messaggi agli organi bersaglio (che comprendono anche quelli sessuali). Il sistema ormonale è quel sistema di regolazione che invia le informazioni attraverso mediatori chimici, gli ormoni appunto. Questi ultimi sono particolari sostanze chimiche, prodotte da ghiandole o tessuti, che comportano una particolare reazione nell’organo bersaglio.
Riassumendo, si può affermare che il sistema nervoso centrale riceve impulsi dall’ambiente (visivi, tattili, olfattivi...) e, se li ritiene importanti ai fini riproduttivi, li convoglia verso le gonadi, femminili o maschili, attraverso l’ipotalamo e l’ipofisi, strutture collocate ventralmente al cervello.
La riproduzione, quindi, è regolata da una serie di azioni e reazioni indotte da un gran numero di ormoni: dalla loro perfetta correlazione scaturisce una serie di eventi che porta alla nascita dei cuccioli.
 

 

La riproduzione nel cane maschio (h2)

 

Nel cane maschio entrano in gioco ormoni prodotti dall’ipotalamo e dall’ipofisi che agiscono su strutture diverse del testicolo, stimolando la produzione e maturazione di spermatozoi e la produzione di testosterone. Questo ormone è responsabile di tutte quelle peculiarità del sesso maschile, tra cui la libido e i comportamenti associati (monta, aggressività e marcatura del territorio con urina), e la evidenziazione delle caratteristiche morfologiche del soggetto maschile.
Il maschio è in grado di riprodursi a partire dalla pubertà, età in cui è in grado di accoppiarsi e di eiaculare sperma: ciò avviene intorno ai 9 mesi di età.
 

 

La riproduzione nel cane femmina

 

La cagna raggiunge la pubertà in un’età alquanto variabile, a seconda della taglia: nei cani di grossa taglia si arriva alla maturità sessuale attorno ai 12-18 mesi, che si riducono a 16 mesi in quelli di piccola taglia.
Da questo momento in poi l’attività sessuale e riproduttiva andrà avanti per tutta la vita dell’animale in quanto non esiste la menopausa. La cagna è un animale a ovulazione spontanea, cioè indipendentemente dall’accoppiamento, inoltre mediamente si hanno due cicli all’anno con variazioni sensibili a seconda della taglia.
Raggiunta la pubertà, nella cagna si avvierà il ciclo sessuale, diviso in quattro fasi:
  • proestro,
  • estro,
  • diestro,
  • anestro.
Proestro: in questo stadio che dura dai 7 ai 10 giorni (con variazioni da 2 a 27 giorni) comincia il calore, ossia la femmina attrae i maschi, ma rifiuta di accoppiarsi, inoltre si hanno diverse modificazioni nell’organismo della cagna quali l’aumento del volume della vulva e perdite vulvari emorragiche.
Estro: durante questo periodo (di durata variabile dai 3 ai 21 giorni) la cagna è potenzialmente pronta ad accoppiarsi. Le manifestazioni più evidenti in questo periodo sono la vulva ancor più edematosa, lo scolo vaginale di colore paglierino e la comparsa di alcuni atteggiamenti che fanno capire al maschio che è pronta ad accoppiarsi: la tendenza a ruotare la coda esponendo la vulva e a irrigidire gli arti posteriori. L’ovulazione, poi, si presenta 1 o 2 giorni dopo l’inizio dell’estro e il periodo migliore per la fecondazione è intorno al 23° giorno dopo l’inizio dell’estro.
Diestro: dura mediamente 90 giorni arrivando anche a 130-140 giorni e si presenta quando la cagna non è gravida. I livelli ormonali ematici sono simili a quelli che si riscontrano in gravidanza, è infatti durante il diestro che la femmina può mostrare i segni della pseudo gravidanza, nota anche come gravidanza isterica, caratterizzati da alterazioni comportamentali peculiari, come la produzione di latte.
Anestro: è il periodo di inattività sessuale, dura 2/3 mesi, la femmina non ha alcun istinto di accoppiamento e non gradisce essere montata dal maschio. Può essere difficile valutare la durata del ciclo, soprattutto i primi, perché la durata o l’intensità dei cambiamenti sopra citati non sono caratteristiche costanti negli animali. Dato che i segni esterni possono non riflettere lo stato ormonale di base è molto importante, soprattutto ai fini della riproduzione, effettuare determinati esami quali lo striscio della mucosa vaginale, l’endoscopia vaginale o la misurazione dei livelli ormonali.
 

 

Cosa fare se la femmina ha un ciclo irregolare

 

Si parla di anomalia del ciclo sessuale quando:
  • l’estro ha una durata anormale,
  • l’intervallo tra due cicli è più lungo o più breve,
  • non si ha il ciclo.
​L’irregolarità dei cicli sessuali è solitamente collegata a irregolarità ormonali. Nel caso del periodo estrale e del suo protrarsi oltre la durata normale, ciò può essere dovuto a una un’iperestrogenia attribuibile a una cisti ovarica. È importante che il proprietario annoti la periodicità dei cicli e, se rileva anomalie, le segnali al veterinario. E’ anche possibile che il primo calore tardi a manifestarsi. Se allo scadere del tempo normale per la fase puberale non si avessero segnali è meglio contattare il veterinario per una visita.
Può darsi che la femmina sia andata in calore ma non l’abbia manifestato: si parla in questo caso di calore silente. L’assenza di calori può avere differenti cause che vanno dalla ipoplasia dei genitali (in questo caso la cagna non ha mai manifestato calori) a disfunzioni legate all’ipofisi (ghiandola endocrina) fino a patologie come tumori ovarici o alla sindrome di Cushing. Nel caso di esemplari di età avanzata (8-10 anni) si possono verificare delle irregolarità degli intervalli collegati a un’involuzione riproduttiva.
 

 

La contraccezione nel cane

 

Esistono svariati metodi per evitare gravidanze non volute nel cane. Il primo e il più radicale è costituito, per la femmina, dall’ovariectomia, un’operazione chirurgica finalizzata all’asportazione delle ovaie o addirittura l’ovarioisterectomia, che comporta l’asportazione anche dell’utero. Con l’intervento, i calori non si presentano più a causa della mancanza delle gonadi. Nel caso il proprietario non abbia intenzione di far riprodurre il cane, è preferibile intervenire prima della pubertà o tra il primo e il secondo calore in quanto previene al 90% la formazione di tumori mammari.
Tuttavia, ci sono anche effetti collaterali legati all’operazione, i principali sono la possibile insorgenza di incontinenza urinaria, ma anche obesità e calori paradossali. Altro intervento di sterilizzazione definitiva, raramente attuato, è la salpingectomia: mediante questa operazione avviene l’asportazione o la chiusura delle tube uterine, che permette alla cagna di avere cicli sessuali senza avere gravidanze indesiderate. Il controllo riproduttivo alternativo all’intervento chirurgico è quello farmacologico, che consiste nell’impiego di preparati ormonali costituiti da ormoni steroidei, naturali o di sintesi, che vanno a interferire con la produzione ormonale naturale e sopprimono il ciclo estrale. Gli effetti collaterali attribuiti all’uso di progestinici sono legati all’insorgenza di tumori della ghiandola mammaria, dell’iperplasia cistica endometriale e della piometra. Inoltre se il cane è diabetico, possono aggravarne la patologia. Tuttavia con i farmaci di ultima generazione (somministrabili unicamente mediante impianti sottocutanei) il rischio di insorgenza di tali patologie si è sensibilmente ridotto. Attualmente, seppure ancora allo studio, c’è una via alternativa ai metodi sopra descritti rappresentata dall’immunocontraccezione. Si tratta di un vaccino che agisce sulla zona pellucida, membrana che circonda e protegge l’oocita, formando una “barriera protettiva” nei confronti degli spermatozoi e impedendo la fecondazione. Una volta ridotti e azzerati i possibili effetti collaterali, il vaccino presenta diversi vantaggi: non altera i naturali processi di ovulazione, è un trattamento reversibile ed evita l’introduzione di ormoni esogeni. Anche il cane maschio può essere sottoposto a sterilizzazione attraverso la asportazione dei testicoli. In questo caso è comprovato un ruolo positivo nella riduzione delle patologie a carico della prostata oltre a ridurre l’aggressività del cane e comportamenti come il marcamento del territorio con l’urina.
 

 

L’accoppiamento nel cane

 

Come detto, è durante l’estro che la cagna ricerca e accetta il maschio accoppiandosi con lui spontaneamente. È consigliabile non perdere tempo e non aspettare l’ultimo momento teorico, ma di presentarla al partner non appena si noterà la scomparsa del flusso sanguigno dalla vulva (è sempre la femmina che viene portata al maschio e non viceversa).
​Prima della monta, può capitare che il maschio avvii un rito di corteggiamento particolarmente prolungato, di solito però il maschio si limita a lambire la vulva della cagna prima di montarla. L’accoppiamento può durare oltre la mezz’ora e in alcuni casi raggiungere anche l’ora. Al termine, i due cani rimangono fissati ed è questa la fase più ricca di sperma, in cui bisogna evitare nella maniera più assoluta di staccare i due animali in quanto si possono causare lesioni serie sia al maschio che alla femmina.
Dopo l’accoppiamento, il calore non cessa immediatamente, anche se la fecondazione è avvenuta, quindi è bene evitare il possibile assedio di altri corteggiatori attratti dalla femmina, che altrimenti potrebbe dare alla luce cuccioli con padri diversi. Non è strettamente necessario ripetere l’accoppiamento una seconda volta perché la sopravvivenza degli spermatozoi nell’organo femminile è sufficientemente lunga per assicurare il concepimento. Se lo si vuole fare, è consigliabile lasciare trascorrere un paio di giorni.
Generalmente è preferibile far accoppiare la cagna a 11-13 giorni dalla manifestazione del proestro e mai al primo calore: è necessario attendere che la femmina abbia raggiunto il suo completo sviluppo corporeo, che avviene in media dopo l’anno di età.

 

Gli ormoni coinvolti nel processo riproduttivo
Nome dell’ormone Organo di origine Funzioni principali
Melatonina Epifisi Indicatore lunghezza giorno/notte
Stimola il rilascio di FSH e LH dall’ipofisi
FSH Ipofisi anteriore Nella femmina stimola lo sviluppo e la maturazione del follicolo; nel maschio stimola la spermatogenesi
LH Ipofisi anteriore Nella femmina stimola la maturazione dei follicoli, induce l’ovulazione, la formazione e la persistenza del corpo luteo nell’ovaio; nel maschio stimola la produzione di testosterone
Estrogeni (17- -estradiolo) Ovaio: cellule della granulosa del follicolo Induce il comportamento estrale; stimola il rilascio preovulatorio del GnRH
Inibina Femmina: ovaio, cellule Inibisce il rilascio ipofisario del FSH della granulosa del follicolo; con meccanismo di feedback maschio: testicolo, cellule del Sertoli Inibisce il rilascio ipofisario del FSH con meccanismo di feedback
Progesterone Ovaio (corpo luteo) Prepara l’endometrio all’annidamento dell’embrione; mantiene la gravidanza; diminuisce il rilascio di GnRH inibendo così nuove ovulazioni
PGF2 Utero Regressione del corpo luteo
Testosterone Testicolo Induce modificazioni morfologiche comportamentali tipiche del maschio
Fonte: Compendio di riproduzione animale, Intervet International B.V.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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