Filarosi

06/08/2015
Filarosi

Filarosi

La filariosi è causata da un nematode (la Dirofilaria immitis) ed è una parassitosi non contagiosa direttamente da cane a cane, che necessita di un ospite intermedio che funge da veicolo da un animale all’altro e nel quale il parassita compie parte del proprio ciclo vitale. Questi ospiti intermedi sono i ditteri ematofagi, cioè le zanzare. La filaria, diffusa negli ambienti caldoumidi e temperati dove trova facile sviluppo l’ospite intermedio, è un parassita biancastro lungo 20/30 cm che, allo stadio adulto, si localizza nel cuore e nelle arterie polmonari, dove si nutre di plasma. Le macrofilarie, forme adulte del parassita, producono le microfilarie, le forme giovanili che vengono immesse nel circolo sanguigno. La zanzara che punge il cane in fase di microfilariemia, succhiando il sangue, ingerisce le forme giovanili. Al suo interno le larve evolvono e dopo circa 20 giorni, quando la zanzara punge un altro cane, immette nel suo sottocute le microfilarie evolute. In questa sede possono rimanere per circa 80/120 giorni e nel frattempo, maturando, arrivano alla forma adulta. È una parassitosi conosciuta e molto temuta, specie fra i cacciatori, perché il cane colpito va incontro a disturbi cardiocircolatori tali da comprometterne la resistenza alla fatica.
 
Un cane affetto da filariosi, manifesta segni di precoce affaticamento spesso accompagnato a disturbi dispnoici quali, per esempio, colpi di tosse, respiro irregolare e bava alla bocca. Nell’evoluzione della patologia la considerevole massa di parassiti (non tanto come numero, ma come volume) nel cuore impone a quest’organo un lavoro eccessivo per pompare il sangue. Questo superlavoro porta inizialmente a un’ipertrofia della parete cardiaca che alla fine può terminare in uno sfiancamento delle pareti, quindi in uno scompenso e a insufficienza cardiaca. Oltre ai disturbi cardiorespiratori subentrano i classici disturbi circolatori con: ascite (raccolta di liquidi in cavità addominale), epatomegalia, edema polmonare, insufficienza renale, fino alla morte del cane.
 
Esiste un prodotto specifico per l’eliminazione delle forme adulte a base di arsenico che non è tuttavia privo di gravi effetti collaterali, dovuti alla morte del parassita che può ostruire -con il suo corpo- anche grossi vasi sanguigni provocando emboli. Oltre alla terapia adulticida deve essere valutata la possibilità di intervenire con adeguati supporti farmaceutici per far fronte ai disturbi collaterali causati dalla morte del parassita.
 
Per scongiurare la patologia è possibile tentare di evitare quanto più possibile il contatto con le zanzare attraverso repellenti da usare sul cane nel periodo estateautunno, reti antizanzare sulle finestre, piante produttrici di piretro. Inoltre è consigliabile evitare di portare il cane in zone umide nelle prime ore del mattino e nelle ore serali e adottare la profilassi microfilaricida. Attualmente in commercio esistono compresse e prodotti per uso topico da somministrare una volta al mese durante il periodo delle zanzare.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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