Ascaridiosi

06/08/2015
Ascaridiosi

Ascaridiosi

L’ascaridiosi è una malattia causata da Toxocara canis, nematode biancastro lungo fino a 18 cm. Le forme adulte vivono nel lume intestinale (tenue) del cane, dove si nutrono assorbendo aminoacidi, vitamine e zuccheri già degradati. La malattia è in genere caratterizzata da diarrea schiumosa, biancastra, associata a vomito quando questi ospiti vanno a interessare la parete gastrica.
Nei cuccioli l’infezione può avvenire attraverso la fase placentare quindi direttamente dalla propria madre, oppure attraverso l’ingestione di uova emesse con le feci. Le uova che giungono all’esterno contengono una larva; quando l’uovo viene ingerito la larva si libera nell’intestino e inizia il suo ciclo biologico, che consiste in mute e migrazioni (entero epato pneumo tracheoenterale) in modo che il parassita raggiunga la sua sede definitiva e la sua maturazione.
Negli animali adulti alcune larve non raggiungono l’intestino, alla fine della migrazione, ma restano nei vari distretti dell’organismo e qui vengono incapsulati. Una circostanza particolare si verifica nelle cagne gravide: durante la gravidanza parte delle larve incapsulate nell’organismo si mobilitano e arrivano alla placenta e quindi nel feto, e questo dimostra come sia possibile che cuccioli di 20 giorni siano già eliminatori di uova.
L’ascaridiosi è una zoonosi (malattia trasmessa dagli animali all’uomo) e il più esposto all’infezione di Larva migrans viscerale è indubbiamente il bambino, che può infestarsi per fenomeni di pica (ingestione di terra) o mettendo in bocca le mani sudice, ma anche gli adulti possono ingerire accidentalmente uova larvate del parassita attraverso verdure mal lavate o poco cotte o per eccessiva familiarità con il cane.
 
In caso di ascaridiosi si deve impostare un’efficace terapia antiparassitaria diretta non solo verso i cuccioli, ma anche verso le cagne usate come fattrici. Inoltre sarebbe necessario effettuare regolarmente un esame delle feci in tutti i cani tre volte l’anno. Anche il rispetto, da parte di allevatori ma ancor più da parte dei proprietari, delle elementari norme igieniche possono contribuire in modo rilevante alla decontaminazione dell’ambiente (come la raccolta e lo smaltimento delle feci).

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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