Levriero afgano

20/10/2014
Levriero afgano
Il Levriero afgano è una razza canina molto antica, risalente al 1000 a.C., proveniente dall’Afghanistan e nota anche con il nome di Tāžī (arabo).
 
 
Levriero afgano: origini
 
La razza era stata selezionata per la caccia alle gazzelle e ad altri mammiferi del nord est dell’Africa.
 
La leggenda vuole che perfino sull’arca di Noè vi fossero due esemplari di Levriero afgano.
 
Il nome Tāžī veniva attribuito a tutti i levrieri autoctoni. La varietà a pelo lungo veniva chiamata “Zadin” o “Barukhzay” in onore alla famiglia regnante che lo allevava nel XVIII secolo.
 
All’epoca era il cane più apprezzato grazie alla sua ecletticità, robustezza, indipendenza e soprattutto fedeltà, che lo mettevano sullo stesso gradino dell’uomo nella comunità locale.
 
Il Levriero afgano arriva in Europa centrale alla fine del 1800, grazie agli inglesi che lo hanno importato tornando dalle guerre Anglo-Afgane.
 
È una razza molto amata, prediletta anche da artisti molto famosi, tra i quali il più importante è sicuramente Pablo Picasso, che ne adottò tre: Kabul, Kasbec e Sauterelle. I suoi tre Levrieri afgani furono anche le muse ispiratrici di grandi opere, come la statua realizzata nel 1967 a Chigago, ispirata a Kabul, o alcuni dipinti come “Woman with a dog under a tree” e “Femme au chien”. 

Levriero afgano
Foto repertorio: Levriero afgano in piedi


Levriero afgano: aspetto
 
Il Levriero afgano è un cane di taglia grande, dal corpo snello e dal pelo lungo e setoso.
 
I maschi misurano dai 68 cm ai 74 cm al garrese, mentre le femmine vanno dai 63 cm ai 69 cm.
 
La testa del Levriero afgano è molto proporzionata e riconoscibile grazie al lungo ciuffo di peli e al muso lungo e appuntito.
 
Al termine della coda è sempre presente un anello.
 
Il Levriero afgano ha la tipica espressione da orientale saggio e misterioso. In generale è un cane molto appariscente, dallo sguardo diretto e scrutatore.
 
Ha un mantello molto lungo al quale si è arrivati durante la seconda metà del XX attraverso una selezione accurata.
 
Oggi, per motivi di estetica, si tende ad intervenire attraverso lo stripping per accorciare il pelo sulla schiena.


Levriero afgano Oyster
 
Lo standard del Levriero afgano ammette tutti i colori. I più diffusi sono: biondo oro, crema, fulvo con maschera scura e nero. Esiste anche una varietà tigrata.
 
Tra gli esemplari più rari c’è il Levriero afgano Oyster (Madreperla).
 
Il Levriero afgano Oyster è senza maschera, ha il muso chiaro e la groppa grigio argento, il mantello bianco e le orecchie con sfumature che vanno dall’avorio al nocciola.
 
Questa varietà ad oggi è selezionata da pochissimi allevatori, è molto difficile da trovare e, di conseguenza, è molto ricercata e pregiata.


Foto repertorio: Levriero afgano Oyster


Levriero afgano: carattere ed educazione
 
Nonostante il portamento altero, il Levriero afgano è un cane molto intelligente e curioso.
 
Quando è in compagnia della sua famiglia si lascia andare ad una inaspettata vitalità e allegria, dimostrando di essere un cane di grande sensibilità e capace di un affetto smodato verso il padrone.
 
Con gli estranei, invece, è un cane molto riservato.
 
Il Levriero afgano non è mai aggressivo nei confronti dei bambini, quindi risulta essere un “buon Signore di casa”.


Foto repertorio: Levriero afgano seduto


Levriero afgano: salute ed alimentazione
 
Il Levriero afgano è un cane molto robusto che, in condizioni normali, non presenta seri problemi di salute. L'incidenza di malattie ereditarie è molto limitata e può vivere mediamente 12-13 anni.
 
L’educazione risulta abbastanza faticosa perché è un cane dalla testa dura che tende a mantenere la sua indipendenza, non corre al primo richiamo e non è per niente disposto ai giochetti da circo come ‘rotola’ e ‘dai la zampa’.
 
Per ottenere un certo grado di collaborazione l'approccio deve essere fermo ma dolce e regolare: severità e mancanza di pazienza produrranno un'ostinata mancanza di risposta.
 
Con gli sconosciuti e con i suoi simili è tendenzialmente diffidente e per questo motivo è indispensabile che fin da cucciolo gli venga garantita una corretta socializzazione.
 
Ha bisogno di molto esercizio: almeno due lunghe passeggiate al giorno, oltre alla possibilità di correre senza guinzaglio (ovviamente solo in aree sicure).
 
È un buon cane da compagnia o da esibizione.
 
È preferibile tenerlo al caldo in casa, soprattutto nelle giornate fredde, perché il Levriero afgano soffre particolarmente il freddo.
 
Il pelo del Levriero afgano, ha ovviamente bisogno di essere spazzolato molto spesso, ma, al contrario di quel che può sembrare, non finirà per ricoprire ogni superfice della casa.

Questo tipo di cane, infatti, fa la muta una solo volta nella vita, da cucciolo, quando passa da un pelo lanoso al bellissimo manto setoso che manterrà per tutta la vita.




SCHEDA TECNICA A CURA DI GIUNTI EDITORE

ORIGINI
È ritratto in un graffito del 2000 a.C., citato in un papiro egizio forse ancora più antico... e secondo la leggenda, c’era una coppia di Afghani addirittura sull’arca di Noè! Il progenitore della razza giunse probabilmente dall’Asia centrale insieme agli indoeuropei, che formarono un regno, la Battriana, nelle regioni settentrionali dell’attuale Afghanistan. In seguito gli indoeuropei migrarono con i cani verso le attuali regioni iraniche, e questo spiega perché il loro Levriero venne definito anche Tazi, che significa “arabo”.

ASPETTO E CARATTERISTICHE
Il suo aspetto generale dà un’impressione di forza e dignità, combinando velocità e potenza. L’espressione esotica e orientale è tipica della razza: lo sguardo è diretto e scrutatore. La testa presenta cranio lungo e non troppo stretto, con occipite prominente, e muso lungo, con mascelle decise e stop leggero. Gli occhi sono preferibilmente scuri, quasi triangolari e leggermente obliqui verso l’alto. Le orecchie sono attaccate basse e ben arretrate, aderenti alla testa. Gli arti sono diritti e dotati di buona ossatura. La coda non deve essere troppo corta: attaccata bassa e inanellata all’estremità, è portata rialzata quando il cane è in azione; presenta rare frange. Pelo: il mantello è formato da pelo lungo e fine sul costato, sugli arti e sui fianchi; nei cani maturi è corto e fitto dietro le spalle e sulla sella. Il pelo sulla testa è lungo a partire dalla fronte, e sul cranio forma un lungo ciuffo serico. Sul muso è corto. Le orecchie, gli avambracci e le gambe sono ben guarniti. I pastorali possono essere nudi. Il pelo deve ricadere naturalmente. Colore: sono ammessi tutti i colori di mantello. Taglia: quella ideale per i maschi 68-74 cm; per le femmine 63-69 cm.

ATTITUDINI
Sta sempre sulle sue e sembra decisamente troppo snob: ma questa è solo la faccia della medaglia riservata agli estranei. Con il padrone è dolce, tenero, affettuosissimo, pur restando tranquillo, riservato e molto orgoglioso. L’Afgano è capace di amore, di stima, di rispetto, ma non di dipendenza. Non è affatto facile da educare e addestrare, perché deve nascere un grande feeling con lui. Nato come cacciatore, oggi è esclusivamente un cane da compagnia e da esposizione; lo si può impiegare, con grande divertimento di cane e padrone, nelle corse amatoriali, sia in pista sia nella specialità del coursing che gli si addice particolarmente.

SALUTE
È un cane robustissimo, più della maggior parte dei suoi “cugini” Levrieri.

DOVE TENERLO
Meglio che viva in casa, perché soffre il freddo. Inoltre non perde mai molto pelo, perché il suo mantello non è soggetto a mute periodiche.

NOTE
Va lavato molto spesso (ogni 15 giorni circa), in quanto il mantello tende ad annodarsi. I soggetti anziani e le fattrici possono essere tosati, rendendo molto più facile la “gestione” del manto.

FCI 228 Gruppo 10

Afghan hound, Lévrier afghan, Afghanischer Windhund, Lebrel afgano

Nazionalità: Afghanistan e Gran Bretagna
Sezione: 1 Levrieri a pelo lungo o frangiato

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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