Dogo argentino

20/10/2014
Dogo argentino
Il Dogo argentino è un cane potente e non parliamo solo del fisico: è un cane potentemente affettuoso anche con i bambini.

Da marzo 2009 non rientra più nella lista delle razze canine pericolose.

Appartiene alla razza canina molossoide ed è originario della regione di Córdoba in Argentina.

 
Dogo argentino: origini

Il Dogo argentino, nacque grazie al lavoro di Antonio Nores Martínez che nei primi anni del XX secolo si era prefissato lo scopo di creare un cane per la caccia alla grossa selvaggina: puma, pecari e cinghiali.

Martínez partì dal perro de Pelea Cordobès, una razza locale nata dall’incrocio di Bulldog, Bull terrier e mastini, utilizzata per i combattimenti.

Il perro de Pelea Cordobès venne poi incrociato con l'Alano, il Dogue de Bordeaux, il Levriero irlandese e il Pointer in modo da migliorarne la fisicità e le capacità.

La razza Dogo argentino venne fissata in torno al 1928 e lo standard pubblicato nel 1947, riconosciuta poi ufficialmente nel 1964 in Argentina e nel 1973 nel mondo.


Foto repertorio: Dogo argentino seduto
 

Dogo argentino: aspetto

Il Dogo argentino misura dai 62 ai 68 cm i maschi e dai 60 ai 65 cm le femmine.

Ha un fisico molto muscoloso e definito, ha un’ossatura massiccia come tutti i molossoidi.

Si presenta di colore bianco con un’espressione sveglia ed attiva.

Ha un naso molto simpatico di colore nero leggermente proteso in avanti ed un muso molto sviluppato in larghezza.

Il mantello del Dogo argentino è corto e liscio il che lo rende molto aereodinamico negli scatti.



Foto repertorio: Dogo argentino cucciolo
 

Dogo argentino: carattere ed educazione

Il Dogo argentino, al contrario di quanto si possa pensare, sa essere dolce ed affettuoso, il suo aspetto un po’ scontroso nasconde una grande capacità di amore verso l’uomo. È un cane riservato, tranquillo, affettuosissimo con i suoi familiari, dolcissimo e molto protettivo con i “suoi” bambini, molto tollerante anche con i bambini estranei.

È molto diffidente verso gli estranei, ma non aggressivo.

Ama molto l’aria aperta e le lunghe passeggiate, è un cane molto coraggioso ed equilibrato.

Non è un cane agitato, ma può diventarlo se esposto a situazioni critiche come una passeggiata troppo caotica, bimbi che corrono e situazioni confusionarie in generale.

Tendenzialmente il maschio è piuttosto dominante, ma non è un attaccabrighe a tutti i costi e non sono affatto rare le amicizie anche tra maschi, sempre che i cani siano ben gestiti; mentre le femmine sono delle madri molto premurose.

Il Dogo argentino potrebbe non essere un cane adatto a un cinofilo alle prime armi e in questi casi è molto utile chiedere l’aiuto e la consulenza a professionisti preparati come il medico veterinario e l’educatore cinofilo.

Restano comunque valide le regole che stanno alla base del rapporto uomo-cane. Cerchiamo di essere padroni amorevoli ma anche fermi. Stabiliamo poche chiare e semplici regole per il nostro amico e imponiamoci di farle rispettare sempre, senza eccezioni.
 
Chiunque si occuperà sin da cucciolo di socializzarlo a dovere, potrà godersi un cane giocherellone, simpatico e capace di convivere con chiunque, umani e animali.



Foto repertorio: Dogo argentino in piedi


Dogo argentino: salute e alimentazione

In linea generale il Dogo argentino è una razza abbastanza “sana”.

Sono tre sono le patologie più diffuse: la sordità, che le statistiche di razza danno al 2-3 %, ma è in realtà molto più diffusa, le patologie cardiache e la displasia dell’anca.
 
Per quanto riguarda l'alimentazione del Dogo argentino, dovrà essere accurata nei primi mesi di vita, perché è il momento in cui il nostro dogo ha una crescita rapida e quindi dovrà essere completa di tutte le sostanze necessarie per un buon accrescimento.
 
Usare un buon mangime secco (ce ne sono di ottimi in commercio), perché non abbisognano di integratori, essendo veramente completi e ricchi delle sostanze necessarie.
 
Comunque si può usare anche la cucina "casalinga" che dovrà essere composta da pasta o riso, carne, pane, verdure, uova, latte, ma non dovrà mancare di qualche cucchiaio di integratori per tamponare la carenza di certe sostanze che non si trovano negli alimenti sopra elencati.
 
Quando il nostro Dogo avrà 9/12 mesi si passerà ad una dieta un po' più povera. Per chi usa i mangimi secchi, saranno sconsigliati quelli troppo ricchi di proteine e grassi, perché nel tempo potrebbero dare dei problemi di pelle, quindi meglio un mangime più povero e magari aggiungere tre volte la settimana la carne.




SCHEDA TECNICA A CURA DI GIUNTI EDITORE:

ORIGINI

La storia del Dogo è recentissima e ha inizio negli anni Venti del secolo scorso, quando i fratelli Augustin e Antonio Nores decisero di creare un Segugio per grossa selvaggina adatto al particolarissimo territorio argentino, partendo da un cane da combattimento: il Perro de pelea cordobés. Ma nella formazione della razza intervennero anche Bull terrier, Bulldog, Alano arlecchino, Boxer, Mastino dei Pirenei, Levriero irlandese, Pointer, Dogue de Bordeaux e Mastino spagnolo.

ASPETTO E CARATTERISTICHE
È un molosso mesomorfo e mesocefalo, ovvero di proporzioni medie e armoniose sia nel corpo sia nella testa, che nel Dogo è molto particolare: ha il cranio di un cane da presa e il muso di un “fiutatore”, per assolvere alle sue funzioni di cacciatore. Il profilo del cranio è dunque convesso, anche per l’enorme sviluppo dei muscoli masticatori, mentre il profilo del muso è leggermente concavo verso lo stop. Gli occhi possono essere scuri o di color nocciola: tra essi deve esserci una grande distanza. L’espressione è attenta e vivace ma anche dura, specie nel maschio. Le orecchie sono attaccate al te, ben separate tra loro a causa della larghezza del cranio: solitamente vengono amputate. Gli arti devono essere in perfetto appiombo. La coda è grossa e lunga fino al garretto; più larga all’attaccatura, si stringe gradualmente fino all’estremità. Pelo: corto e liscio. Colore: interamente bianco. Sono ammesse piccole macchie nere soltanto intorno all’occhio, purché non superino il dieci per cento della superficie della testa. Tra un soggetto macchiato e uno tutto bianco è sempre da preferire quest’ultimo. Taglia: maschi 62-68 cm; femmine 60-65 cm. Fino al 1998 era prevista l’eliminazione dal giudizio in esposizione solo per i soggetti sotto taglia, mentre il nuovo standard la prevede anche per quelli troppo alti.

ATTITUDINI
Si discute molto sulle reali attitudini del Dogo, che è sì nato come cane da caccia (impiegato contro il cinghiale e contro il puma), ma che risulta assolutamente inadatto, in questa veste, ai territori e al tipo di caccia europei. Quindi il suo impiego preferenziale, oggi, dovrebbe essere quello di cane da guardia e difesa. La sua bellezza e la sua eleganza l’hanno fatto scegliere a molti anche per partecipare alle esposizioni. Data la sua discendenza da cani da combattimento, talora può essere rissoso verso gli altri soggetti dello stesso sesso, problema che si può eliminare con una buona socializzazione. Con le persone è buonissimo e per i bambini è sicuro se è stato educato con grande attenzione.

SALUTE
È un cane robustissimo, ma va seguito bene nel periodo dello sviluppo.

DOVE TENERLO
Può vivere tranquillamente sia in casa (dove è pulitissimo) sia in giardino. Ha bisogno di fare molto moto, specie nel periodo della crescita.

NOTE
È un guardiano e difensore spontaneo. Meglio evitare di stimolare troppo la sua aggressività.

FCI 292 Gruppo 2

Nazionalità: Argentina

Sezione: 2 Molossoidi e cani da montagna Sottosezione: 1 Tipo Dogue

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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