Chien d’artois

20/10/2014
Chien d’artois
ORIGINI
In passato era chiamato Picard ed era già apprezzato ai tempi di Enrico IV e Luigi XIII. In seguito si perse l’allevamento in purezza. All’inizio degli anni Settanta Mr. Audrechy, di Buigny les Gamaches nella Somme, si pose come scopo la ricostituzione della razza; i suoi sforzi, uniti a quelli di M.me Pilat, ottennero il risultato sperato.

ASPETTO E CARATTERISTICHE
È un Briquet (tipo piccolo) di buona costruzione, muscoloso e non troppo lungo, che dà un’impressione di forza ed energia. Gli occhi, in relazione alla larghezza della fronte, non sono troppo ravvicinati; di forma rotonda, non infossati né prominenti, hanno espressione malinconica e gentile. Il colore è bruno scuro. Le orecchie sono attaccate all’altezza degli occhi, un poco spesse, larghe, arrotondate all’estremità, quasi piatte e piuttosto lunghe, tanto da raggiungere l’inizio del tartufo quando estese. La coda è lunga e forte; portata ricurva ma non ricadente in avanti. Pelo: corto, spesso e aderente. Colore: fulvo scuro tricolore, simile a quello della lepre o del tasso, con mantello o macchie di grandi dimensioni, testa fulva, talvolta con riflessi neri. Taglia: 53-58 cm.

ATTITUDINI
Cacciatore di caprioli, buono stanatore di lepri e conigli selvatici, è un cane da ferma e da seguito, usato soprattutto nella caccia con il fucile. La sua velocità è media ma viene mantenuta per lungo tempo. È un animale resistente, dotato anche di voce acuta che può esser udita da molto lontano. Da 6 a 8 Artois tricolori ben assortiti costituiscono una piccola muta capace di appagare il cacciatore più esigente.

NOTE
È anche un buon cane da compagnia, ma molto indipendente.

FCI 28 Gruppo 6

Artois hound, Sabueso artesiano

Nazionalità: Francia

Sezione: 1 Segugi
Sottosezione: 2 Taglia media

RIPRODUZIONE RISERVATA

Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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