L’alimentazione nelle varie età

02/12/2014
L’alimentazione nelle varie età

L’alimentazione nelle varie età del cane

Così come l’uomo, a seconda della sua età il cane ha bisogni alimentari diversi.

Dal latte materno allo svezzamento del cane

I cuccioli, nelle prime 23 settimane di vita, si cibano di latte materno, un’esigenza naturale che solitamente viene soddisfatta.
 
Solitamente il periodo di allattamento dura almeno per le prime quattro settimane, tuttavia, ci sono casi in cui la madre dei cuccioli di cane non abbia latte o comunque non a sufficienza: in questa circostanza è necessario l’allattamento artificiale.

I cuccioli neonati vanno alimentati parecchie volte al giorno (anche 8 nei primi giorni) con un biberon che ogni volta deve essere sterilizzato mediante ebollizione e poi somministrato a 30/35°C (per capire se la temperatura è quella giusta basta mettere qualche goccia di latte sulla parte interna del braccio).

In commercio esistono ottimi prodotti di latte ricostituito sulla formula del latte di cagna.
Volendo si può preparare in casa un ottimo succedaneo del latte materno con i seguenti ingredienti: un ottavo di litro di latte, più un tuorlo d’uovo, più 15 g di omogeneizzato di fegato.
Come detto, i cuccioli devono essere allattati al principio circa 12 volte al giorno, dopo una settimana si passa a 10 volte fino a scendere a 4 dopo 4 settimane.

L’allattamento materno dura 40/50 giorni, ma già al venticinquesimo giorno (terza-quarta settimana) si possono aiutare i cuccioli proponendo loro un piattino contenente del cibo solido specifico. In ogni caso non va mai dato latte vaccino in quanto, oltre ad avere un basso tenore proteico ed energetico, non è facilmente metabolizzabile; l’alto contenuto di lattosio, poi, lo rende difficilmente digeribile dal cane.

Durante l’allattamento dei cuccioli di cane sarà bene controllare che i capezzoli della cagna non dolgano, che le mammelle non siano ingorgate o presentino una tumefazione calda e dolente. Se i cuccioli sono numerosi, oppure se la cagna è una forte lattifera e appartiene a una razza di piccola taglia, qualche tempo dopo il parto può manifestarsi una forma di tetania con irrigidimento, convulsioni e perdita dell’equilibrio determinata da carenza di calcio nel sangue e che va sotto il nome di eclampsia.

Verso la quarta settimana, il cucciolo comincia ad assumere l’aspetto di un piccolo cane e può essere di disturbo per la madre. Le sue unghie, cresciute abbondantemente, sono dolorosamente aguzze e per questo la cagna, mal sopportandole, tenderà ad allontanarsi sempre più frequentemente cessando di allattare i piccoli.
Per evitare questo e prolungare l’allattamento basterà tagliare con le forbici la punta delle unghie, avendo cura di non toccare la parte vascolarizzata.

Lo svezzamento del cane

Lo svezzamento ha inizio alla sesta settimana. La transizione dal latte materno, in cui è assente fibra, all’alimento da adulto, in cui la fibra è invece presente, deve avvenire gradualmente, altrimenti si rischia l’insorgenza di disturbi gastrointestinali.

Per iniziare si potrà offrire ai piccoli una zuppa di fiocchi d’avena non troppo densa, con un po’ di latte. Gradatamente andrà aggiunta alla pappa liquida carne cruda tritata e carote crude finemente grattugiate.
In alternativa alla carne si può utilizzare il puppy food, un alimento speciale formulato per soddisfare pienamente le esigenze nutritive del cucciolo durante lo svezzamento.

Il prodotto va somministrato a partire dalla terza-quarta settimana mescolato alla pappa, fino a quando i cuccioli saranno in condizione di cibarsi degli alimenti normali.

La crescita dei cuccioli 

Il cucciolo in crescita si trova in una fase particolarmente delicata dal punto di vista nutrizionale: carenze o eccessi possono infatti minare uno sviluppo equilibrato, specie a livello muscolare e scheletrico.
Sarebbe preferibile alimentare il cucciolo restringendo leggermente l’apporto calorico, intervenendo sulla quota lipidica e privilegiando un apporto proteico di elevata qualità (ricco di amminoacidi essenziali) e più facilmente digeribile: in questo modo il cagnolino arriverà a uno sviluppo corporeo armonico nel pieno rispetto dei tempi di crescita. Dunque va evitata un’alimentazione eccessiva, in grado di provocare scompensi a livello muscolo-scheletrico e di creare i presupposti per l’insorgenza dell’obesità.

Particolare attenzione si dovrebbe prestare nei confronti di cani di taglia grande e gigante, in quanto sono maggiormente predisposti a problemi a carico dell’“impalcatura ossea”. L’eccessiva alimentazione, infatti,  porta a un ritmo di crescita più elevato del normale e a un sovraccarico dell’apparato scheletrico, con conseguenze specialmente a livello articolare.
Per questo sarebbe meglio preferire mangimi commerciali, in particolare i cibi secchi, in quanto sono mirati al tipo e razza di cane, alla sua età e ai conseguenti fabbisogni e, soprattutto, contengono tutti i principi nutritivi in maniera bilanciata.

Quanto detto dovrebbe valere anche nel caso si decida di alimentare il cane con una dieta casalinga: la carne o le sue farine saranno all’inizio percentualmente più abbondanti nella razione rispetto ai cereali e ai grassi arrivando nei primi mesi di vita al 60% del totale; poi gradualmente andranno diminuite fino ad assestarle su una percentuale del 30/40%.

Per i cani di piccola taglia ci si può regolare, per esempio, con una razione composta da 2/4 di carne, 1/4 di cereali e 1/4 di verdure; per i cani di media e grossa taglia 1/3 di carne e 2/3 di cereali e verdure.
 
Specialmente se il nostro amico a 4 zampe viene alimentato con cibo casalingo, non bisogna commettere l’errore di integrare la dieta con troppe fonti di calcio. Occorre considerare che il calcio viene assorbito a livello intestinale in modo attivo, ossia mediato dalla vitamina D, oppure in modo passivo, quindi non controllabile. In età giovanile l’assunzione passiva avviene ai massimi livelli, perciò un eventuale eccesso di questo minerale non potrà essere limitato da parte del cane, con conseguenze importanti sull’apparato scheletrico, che può incorrere in patologie anche gravi.

Eventuali integrazioni vanno concordate con il veterinario, che potrà stabilirne la necessità e i dosaggi. Il “faidate”, specie quando si ha a che fare con i cuccioli, può rivelarsi particolarmente deleterio per il loro sviluppo.

Dall’effettivo svezzamento fino ai 4/6 mesi di età la razione giornaliera del cane va suddivisa in due o tre pasti, che possono diventare tre o quattro nelle razze giganti, per evitare la sindrome della dilatazione-torsione gastrica.

Dal cucciolone al cane adulto

Per cucciolone s’intende un cane di età compresa tra i 4 e i 12 mesi (variabili da 8 per le razze di piccola taglia a 18 mesi per cani di taglia grande e gigante). Le analogie tra cucciolo svezzato e cucciolone sono davvero molte, tra cui la necessità di nutrirsi in modo ben maggiore rispetto a un esemplare adulto, con una richiesta di apporto proteico molto elevata.

Un aspetto fondamentale da considerare è che il cane ha una curva di crescita notevolmente superiore rispetto a quella umana: per fare qualche esempio significativo, in un pastore tedesco la crescita avviene al 90% circa nei primi otto mesi di vita; un terranova a un anno di età vede accresciuto il suo peso di 100 volte rispetto alle primissime settimane.

Quando il cucciolone compie i 12 mesi viene considerato adulto a tutti gli effetti. I fattori da considerare in tema di alimentazione sono:

  • il tipo di cane
  • la sua taglia
  • il clima
  • il tipo di attività che dovrà affrontare

Per esempio, se il cane è sottoposto a un’attività fisica intensa il suo fabbisogno alimentare deve essere aumentato almeno del 20% rispetto a un esemplare che pratica attività moderata.

Naturalmente, vale sempre la regola di rispettare il principio base di una dieta bilanciata, ossia il giusto equilibrio protidi-glucidi-lipidi, minerali, vitamine, acqua. Nel caso venga alimentato con cibi già pronti, la prima regola da rispettare nel passaggio dal cucciolo a cucciolone e da cucciolone ad adulto è che la variazione della dieta e dei conseguenti alimenti venga fatta gradualmente, miscelando il nuovo cibo con quello abituale e andandolo a sostituire nel giro di 4/7 giorni.

Un esempio utile per regolarsi può essere quello di introdurre il nuovo mangime in proporzione di 1/4 rispetto al cibo tradizionale il primo giorno, 2/4 il secondo, 3/4 il terzo fino ad arrivare alla totalità. La variazione progressiva permetterà l’adattamento della microflora intestinale al nuovo cibo.

Circa la frequenza giornaliera dei pasti si tende a preferire le due razioni giornaliere anziché la porzione unica. I motivi sono legati al minore rischio di dilatazione-torsione dello stomaco, spesso letale, e alla maggiore digeribilità. Il pasto unico, se il cane è particolarmente vorace, può essere più facilmente rigurgitato o può provocare un aumento dei livelli di acido cloridrico precedentemente alla somministrazione, con il rischio di ulcera gastrica.
Altro principio da rispettare è la regolarità degli orari del pasto, lasciando passare almeno 8 ore tra un pasto e l’altro.

Circa il tipo di alimentazione, se si decide di optare per un’alimentazione casalinga vanno evitati avanzi di cucina, in quanto intingoli e sughi sono meno digeribili oltre che solitamente troppo grassi; altri cibi da bandire dalla sua dieta sono gli insaccati e i dolci.
Per fare un esempio, nella dieta di un cane adulto del peso di 30 kg dovrà far parte della razione giornaliera (suddivisa in due pasti):

  • carne bovina con una parte di grasso (non oltre i 450 g), che va appena scottata in acqua bollente e a cui va occasionalmente aggiunta carne bianca, di tacchino o di pollo, e milza ben cotta;
  • cereali soffiati, oppure riso o pasta ben cotti (il tempo dovrebbe essere doppio rispetto a quanto serve per una cottura al dente) in misura di 150/250 g
  • pesce, in alternativa alla carne,
  • un uovo (albume cotto e tuorlo crudo), due volte la settimana,
  • uno yogurt una o due volte la settimana,
  • frutta fresca e verdura ben cotta.
  • un cucchiaio di olio di mais o di girasole al giorno.

Un’ultima raccomandazione: il peso del cane va monitorato periodicamente al fine di evitare di incorrere in sovrappeso o, peggio, obesità e improvvisi cali di peso spesso sintomi di diverse patologie.

La dieta del cane anziano (h2)

Con il progredire dell’età il cane manifesterà un minore appetito, conseguente alla diminuzione del metabolismo e della funzionalità degli organi, alla minore percezione olfattiva e gustativa oltre che all’insorgenza di problemi di natura dentale e orale.

Solitamente nel cane anziano si riduce il fabbisogno calorico di circa il 20% rispetto a un cane adulto del medesimo peso.

La dieta del cane anziano deve privilegiare la qualità degli elementi nutritivi: le proteine, innanzitutto, ma anche i lipidi che devono essere ricchi di grassi polinsaturi (che il cane non riesce a produrre da sé); infine va assicurata una corretta assunzione di fibre, dato che il cane anziano ha maggiori problemi di stitichezza. Inoltre vanno scelti cibi particolarmente digeribili.

Quest’ultima raccomandazione è da tenere in particolare attenzione per cani di taglia grande e gigante per il pericolo di torsione dello stomaco associata alla lassità dei legamenti, dovuta proprio alla sua non più verde età.

Anche nel caso del cane anziano, non deve essere variata in maniera improvvisa la sua dieta, come pure le sue abitudini.
Andrebbe anche prevista un’assunzione supplementare di vitamine, specie se si decide di proseguire con una alimentazione casalinga, consultandosi prima con il proprio veterinario.

Un esempio di dieta per un cane di circa 30 kg di peso potrebbe essere costituita da:

  • 300 g di carne di manzo magra e 300 g di cereali soffiati,
  • 250/300 g di verdure cotte,
  • uno yogurt intero,
  • un cucchiaio di olio di mais e un cucchiaio scarso di lievito di birra.

In caso di assunzione di mangime secco o umido, il cane anziano andrebbe “assecondato” fornendogli un cibo particolarmente gradito.

Ciò non vuol dire viziarlo: tutt’altro. Anzi proprio in considerazione della sua maggiore difficoltà digestiva vanno evitati con maggiore cura biscotti o altri alimenti già normalmente banditi. Come per il cane adulto anche per il cane anziano la razione di cibo va sempre divisa in due pasti, al mattino e alla sera.

A una dieta equilibrata va sempre corrisposto uno stile di vita che preveda attività fisica moderata come passeggiate: nell’età anziana il cane ha maggiore facilità di diventare obeso, problema purtroppo sempre più comune che, insieme alle malattie cardiovascolari e a quelle renali, costituisce uno dei maggiori fattori di rischio.

La dieta della cagna in gravidanza o allattamento

Nella fase adulta di una femmina di cane l’alimentazione varierà considerevolmente durante la gestazione. Questo periodo solitamente dura in media circa 60 giorni in cui si dovranno considerare delle grandi differenze in termini di alimentazione. Per quanto riguarda il puro argomento nutrizionale, il periodo della gravidanza si può dividere in tre cicli di tre settimane ciascuno, con caratteristiche proprie.

Nella prima fase le necessità alimentari sono pressoché analoghe a quelle precedenti la gravidanza. Invece nel secondo periodo le differenze sono sensibili: in questo periodo infatti, con l’accrescimento dei feti, aumentano le richieste energetiche e quindi nutritive.

Più si andrà avanti maggiore sarà la richiesta energetica, ma minore sarà la capacità di ingerire cibo da parte della cagna gravida, in conseguenza dell’aumentato volume dei feti.
Per questo occorre affinare sempre più l’alimentazione tesa verso una maggiore percentuale di proteine di elevata qualità e digeribilità a fronte di una minore quantità di cibo, che sarà preferibile suddividere in tre o anche quattro razioni giornaliere.

Durante l’allattamento, la cagna ha forti esigenze alimentari in quanto deve fornire il necessario nutrimento ai cuccioli neonati. Il fabbisogno di cibo aumenta anche di quattro volte quello precedente alla gravidanza e le esigenze sono direttamente legate al numero di cuccioli che dovrà sfamare.

Durante questo periodo si registrano differenti fasi, legate all’aumento progressivo di latte, il cui culmine verrà raggiunto tra la terza e la quarta settimana di lattazione. Anche se la femmina era abituata a cibi secchi, data la grande necessità di liquidi che ha in questo periodo, sarà bene aggiungere al cibo secco anche quello umido o semiumido oppure preparazioni casalinghe quali zuppe a base di carne, uova, cereali soffiati, arricchiti da integrazione mineral-vitaminica.

Un’altra raccomandazione: in questo periodo ancora più importante del solito sarà il rifornimento di acqua, necessario per la produzione di latte come una dieta equilibrata.

 

Taglia Razze
Taglia piccola Chihuahua (13 kg)
Bassotto nano (45 kg)
Jack Russell terrier (58 kg)
Beagle (814 kg)
Taglia media Cocker spaniel (1315 kg)
Border collie (1420 kg)
Bulldog (2325 kg)
Bull terrier (2430 kg)
Taglia grande Setter inglese (2530 kg)
Boxer (2532 kg)
Dobermann (3040 kg)
Pastore tedesco (3443 kg)
Taglia gigante Alano (4555 kg)San Bernardo (5090 kg)
Mastino napoletano (8086 kg)

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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