Igiene del corpo

02/12/2014
Igiene del corpo

L’igiene del corpo del cane

Come per gli umani, anche i cani hanno bisogno di curare e tenere pulito il loro corpo e i padroni devono fare la loro parte! 

Il bagno del cane

I cani non necessitano di bagni troppo frequenti, a meno che non sia molto sporco di terra, fango o altro oppure emani un odore particolarmente sgradevole meglio evitare di lavarlo più di 4-5 volte l’anno, arrivando a un massimo di una volta al mese per i cani da esposizione.
 
Il bagno è utile per districare nodi e grovigli del pelo, ripulirlo da peli morti, parassiti e sporcizia che possono procurargli problemi alla cute, tuttavia anche il detergente più delicato spesso asporta lo strato sebaceo della cute, indispensabile per mantenere in buona salute pelle e pelo. Per questo è preferibile utilizzare i prodotti a base di schiuma secca che puliscono perfettamente il cane deodorando e lucidando il pelo.
 
Solo la barba, se c’è, va lavata dopo ogni pasto, così come vanno lavate le zampe al rientro in casa dopo la passeggiata.
 
Non va mai utilizzato un detergente per uso umano in quanto il ph della cute del cane è differente, inoltre lo shampoo va scelto in base alla tipologia del mantello: se il cane ha mantello a pelo corto e ruvido il detergente dovrà avere proprietà lucidanti e dermoprotettive e sarà preferibile utilizzare anche un olio specifico nutritivo e idratante; nel caso di cani a pelo lungo, più delicato e facile a spezzarsi, ci sono shampoo con proprietà elasticizzanti, a cui aggiungere un balsamo ad hoc.
 
Quando è il momento del bagno sarà il caso di farsi assistere da un’altra persona, specie se il cane è particolarmente grande o poco collaborativo. Innanzitutto è necessario pensare dove lavarlo: si può scegliere tra la vasca da bagno oppure una tinozza, secondo le dimensioni dell’animale. Una volta deciso il recipiente più adatto occorre dotarsi degli strumenti necessari: uno shampoo specifico per cani a ph leggermente acido, un asciugamano, l’asciugacapelli, una spazzola e un tappetino dove collocare il cane una volta lavato. Il cane va avvicinato gradualmente alla vasca, riempita a metà di acqua tiepida e, una volta dentro, va bagnato e poi insaponato con lo shampoo, debitamente diluito, a partire dalla parte posteriore per arrivare gradualmente alla testa.
 
Si presti attenzione a non fare entrare acqua nelle orecchie (oltre che negli occhi), inserendo del cotone idrofilo nelle orecchie oppure asciugando particolarmente bene il condotto auricolare. Quest’ultima raccomandazione è da considerare in particolare per razze come cocker, san bernardo o altre con orecchie spioventi che sono particolarmente predisposte al ristagno dell’acqua e al conseguente rischio di otiti.
 
Il risciacquo deve essere accurato per eliminare ogni traccia di shampoo che altrimenti potrebbe creare fastidi alla cute del cane. Anche l’asciugatura dovrà essere eseguita con attenzione, in particolare d’inverno (per evitare spiacevoli infreddature), mentre d’estate potrebbe bastare una rapida passata con l’asciugamano e poi una passeggiata al sole anche se vale sempre la pena di fare un passaggio con l’asciugacapelli.
 
I cani con pelo e sottopelo folti, come le razze nordiche, occorre asciugarli in maniera accurata, preferibilmente col phon. Vi sono inoltre zone delicate come le pieghe sottocutanee del muso dei carlini o dei bulldog che vanno curate con particolare attenzione in quanto possono formarsi delle piaghe. Dopo che sarà asciutto, il cane va spazzolato nel verso del pelo: per gli esemplari a pelo lungo è ideale utilizzare il rastrello, un pettine a denti distanti circa 2 mm per districare i nodi; per gli esemplari a pelo corto sarà meglio preferire un guanto di setola o di gomma con dentini conici, strumenti utili anche per togliere i nodi e particolarmente indicati per spazzolare bene il cane durante la muta, eliminando il pelo morto (a questo proposito lo strumento ideale è il cardatore). Qualora fossero presenti nodi che non si sciolgono sarà opportuno tagliarli utilizzando una forbice e il pettine per tenere sollevato il pelo. Per prevenire la formazione di nodi è utile la spazzola pin brush, meglio se priva di pallini di plastica sulle punte.

La cura delle orecchie del cane

Le orecchie sono una parte delicata del cane cui prestare attenzione per mantenerle pulite e in buona salute. Ci sono cani che per una serie di caratteristiche (conformazione delle orecchie, tipo di pelo ecc.) sono più predisposti alle otiti, ma in ogni caso occorre provvedere alla loro pulizia almeno una volta alla settimana.
 
Altra operazione da effettuare sarà l’eliminazione della peluria che a volte si crea nel condotto uditivo dei cani, basta una forbice o la macchinetta per toelettatura. Il padiglione esterno dovrà essere pulito utilizzando prodotti specifici oppure latte detergente, strofinandolo delicatamente, specie nelle parti più sporche. Il padiglione interno va pulito con appositi prodotti che fanno sì che lo sporco si disgreghi e vada solo eliminato con un dito coperto di garza. In ogni caso non vanno mai introdotti nell’orecchio dei cani cotton fioc o qualsiasi altro strumento, bastoncini o altro.

La cura degli occhi del cane

Agli occhi dei cani va prestata particolare cura e attenzione in quanto attorno a essi si può accumulare sporcizia, al di sotto della quale è possibile che si creino piaghe che lacerano la cute tanto seriamente da richiedere l’utilizzo di medicamenti specifici.
Particolare attenzione va prestata ai cani brachicefali come il carlino, il bulldog, lo shih tzu o il pechinese, oppure nei cani con la congiuntiva particolarmente esposta (come il san bernardo). Per evitare che si formino incrostazioni, gli occhi e le zone circostanti vanno puliti con una garza imbevuta con camomilla, acqua borica, malva o prodotti specifici indicati dal veterinario, avendo l’accortezza di cominciare a pulire la parte più interna andando poi verso l’esterno. Per liberarli dalla polvere raccolta durante la passeggiata si rivelano efficaci alcune gocce di collirio neutro a base di mirtillo, di eufrasia o di fiordaliso, reperibili in farmacia o in erboristeria.
Nei soggetti a pelo bianco occorre umettare con olio il pelo immediatamente sotto le palpebre inferiori per evitare che si tingano di marrone.
Se il cane presenta arrossamenti agli occhi si consulti il veterinario, in nessun caso devono essere utilizzati colliri medicamentosi senza prescrizione medica.

La cura dei denti del cane

Il cattivo odore che i cani emanano dalla bocca (alitosi) è un indizio significativo di una cattiva igiene orale. Placca e tartaro sono i nemici più insidiosi dei denti dei cani: dalla mineralizzazione della prima discende il secondo, che causa problemi anche gravi non solo al sistema dentale e orale del cane, come gengiviti e parodontiti, ma anche a cuore e fegato.
 
Per prevenire o ridurre la formazione di placca e tartaro diventa quindi indispensabile la pulizia. Tutti i cani ne hanno bisogno, a partire da quelli dei cani di grossa e grossissima taglia, che pongono minori problemi rispetto ai cani piccoli o piccolissimi (bassotti, yorkshire, maltesi, pinscher, chihuahua, cavalier king charles, spaniel ecc.) i cui denti si ricoprono facilmente di tartaro. Si può scegliere tra lo spazzolino o il ditale di gomma, quest’ultimo preferito dai cani. Lo spazzolino da denti tradizionale lo si può utilizzare però solo abituando il cane fin da quando è cucciolo altrimenti è praticamente impossibile. Altro strumento indicato è uno spazzolino pediatrico, da infilare sul mignolo, somigliante a un guanto per lavare i piatti con in cima delle setole e si infila sul mignolo della mano. Dapprima lo si passerà sulla parte esterna e poi, una volta che il cane si sarà abituato, sulla parte interna della dentatura. Questo stratagemma è particolarmente utile per introdurre poi lo spazzolino, da scegliere preferibilmente a setole morbide. Per la pulizia occorrerà spazzolare il bordo gengivale avendo l’accortezza di alternare prima un movimento rotatorio e poi il movimento dal basso verso l’alto.
Il lavaggio di denti e gengive in linea generale andrebbe praticato almeno un paio di volte la settimana. Come detergente occorre utilizzare una soluzione indicata dal veterinario; il bicarbonato di sodio è una valida alternativa. Crocchette, snack appositamente studiati, supplementi da mescolare al cibo sia secco sia umido e pane secco si rivelano altrettanto utili per limitare la formazione del tartaro, come pure un osso al fluoro: la masticazione già in sé è utile per mettere in moto gli attriti dentali. Nei casi in cui si presenti tartaro in quantità rilevante è bene procedere alla sua eliminazione tramite un intervento specifico da parte del veterinario da effettuare in anestesia totale.

La cura delle unghie del cane

Anche le unghie richiedono attenzioni costanti, specie se il cane trascorre molto tempo in casa e non ha la possibilità di consumarle durante le passeggiate su strada o comunque su superfici “abrasive” come lo sterrato (i pavimenti di casa sono levigati e quindi non permettono di ridurre le unghie, che cominceranno a interferire con l’appoggio corretto della zampa).
In ogni caso sarà da tagliare l’unghia del quinto dito delle zampe anteriori, che non si consuma mai dato che non è a contatto col suolo. Il taglio delle unghie va fatto utilizzando un tagliaunghie appropriato alla misura delle dita del cane oppure può essere fatta dal veterinario che utilizza una tronchesina speciale. Si presti particolare attenzione a tagliare solo la parte finale delle unghie, quella che si incurva verso il basso; si eviti di toccare la parte vascolarizzata, posta alla base dell’unghia ed estesa fino a circa metà di tutta la sua lunghezza. L’intervento può risultare particolarmente difficoltoso con le unghie nere, che non consentono di intravedere i vasi sanguigni.

La cura delle zampe del cane

Le zampe sono le parti più esposte del cane al contatto con l’esterno, è quindi bene prestare loro attenzione e mantenerle pulite, specie negli interstizi. Durante l’inverno vanno pulite bene dal ghiaccio e dal sale sparso su strade e marciapiedi, mentre in estate possono creare fastidi eventuali spighe LINK, spine o frammenti acuminati. Occorre quindi, di ritorno da una passeggiata, controllarle con una certa attenzione e osservare se vi sono tagli o lacerazioni, che il cane “segnalerà” leccandosi frequentemente la zampa: in questo caso bisogna evitare che si lecchi e sarà necessario recarsi dal veterinario.

La tosatura del cane

La tosatura è assolutamente da evitare eccetto che in alcune razze come il bichon a poil frisè, il barbone nano, lo scottish o altre in cui il pelo tende a crescere in continuazione: per esempio, il barbone va tosato ogni 4-6 settimane, il fox terrier ogni 8-10, lo scottish un paio di volte all’anno. Negli altri casi e specialmente nei cani a pelo corto o a pelo medio o sottopelo con muta non va fatta: nella maggioranza dei casi basterà una toelettatura ad hoc, ovvero la pulizia del pelo e la manutenzione di unghie e zampe, orecchie e la pulizia dei genitali.
In alcune razze, come il bassotto tedesco a pelo duro, anziché la tosatura si pratica il cosiddetto stripping, che consiste nello strappare i peli vecchi e morti dopo averli presi tra l’indice e il pollice o servendosi di un pettine apposito. Questa operazione è molto più facile, e una volta che la si è vista fare chiunque può ripeterla da solo. Se si decide di effettuare la tosatura del cane è consigliabile parlarne con un esperto toelettatore prima di compiere un passo affrettato come tosare eccessivamente o inutilmente il cane, ed incorrere in problemi quali il rischio più alto di contrarre il colpo di calore in estate o malattie da raffreddamento in inverno. Se necessario, il toelettatore potrà eseguire solo un’accorciatura lieve del pelo che permetterà al cane di rimanere più pulito. Una volta giunti dal tosatore bisogna cercare di tranquillizzare il cane stando al suo fianco quando comincerà il taglio del pelo. Può poi accadere che il cane sia stressato dopo la tosatura: in questo caso tenderà a comportarsi in modo diverso dal solito, per esempio eviterà di mangiare oppure si nasconderà. È comunque un fenomeno transitorio: dopo due o tre giorni tornerà come prima.

Gli attrezzi per la cura del cane

La dotazione di base per una toelettatura ideale del cane dovrebbe prevedere:
  • pettine a denti distanti circa 2 mm;
  • spazzola pin brush (a spilli metallici);
  • guanto di setola o guanto di gomma con dentini conici;
  • cardatore;
  • forbici;
  • forbicine a punte arrotondate;
  • tronchesino.

L’importanza del mantello del cane

 Il mantello del cane è costituito da due tipi di pelo: i peli di copertura, all’esterno, e i peli di borra che formano il sottopelo protettivo, non presente in tutte le razze. La lunghezza del pelo varia sensibilmente a seconda della razza: vi sono cani nudi, ossia senza pelo o con pochissime aree coperte da pelo; vi sono poi i cani a pelo raso o liscio, a pelo corto, a pelo semilungo (4-7 cm) e lungo (superiore a 7 cm). C’è poi un’ulteriore suddivisione riguardante la tessitura: duro, eterogeneo, liscio, setoso, lanoso. Il mantello del cane serve per isolare termicamente l’animale e proteggerlo dai raggi ultravioletti.
Lo stato di salute del cane si riflette significativamente sull’aspetto del mantello.
Può presentarsi monocolore o pluricolore: ogni razza presenta una gamma cromatica abbastanza netta. Per quanto riguarda i monocolore i colori prevalenti sono bianco, nero, grigio, fulvo, rosso, sorcino e marrone; per i pluricolore si hanno mantelli screziati, nero focato, bringé, pezzato, caille, ubero, aguti, roano con possibili variazioni e combinazioni. Ecco, in sintesi, la combinazione cromatica dei manti pluricolore:
  • aguti: mantello con peli la cui base ed estremità sono nere e la parte intermedia è rossiccia;
  • bringé: mantello costituito da zebrature nere su fondo fulvo (per esempio, il boxer);
  • caille: detto di mantello bianco a macchie bringé;
  • nero focato: mantello bicolore dove compare il nero a macchie in zone ben definite;
  • pezzato: mantello bianco con macchie nere, marroni o blu;
  • roano: manto con mescolanza di peli bianchi, grigi e rossastri;
  • screziato: è il mantello costituito da macchie diluite, quali il blu merle e l’arlecchino;
  • tricolore: mantello bianco con macchie nere e fulve;
  • ubero: mantello composto in modo omogeneo da peli bianchi e rosso chiaro.

La cuccia del cane

La cura del cane passa anche attraverso la cuccia, la sua abitazione. Cominciamo dal cucciolo. Nei primi mesi rosicchia ogni cosa che gli capiti a portata di denti, quindi per il suo riposo basterà una semplice cassettina di legno ben piallato sul cui fondo si avrà cura di porre un basso cuscino piuttosto duro foderato di robusto tessuto lavabile. In un angolo sotto il cuscino si può mettere una vecchia sveglia che col suo ritmico ticchettio gli terrà compagnia. Una volta superato il periodo critico si potrà sostituire la spartana cassettina con una più elegante culla di vimini o di morbido tessuto sintetico reperibili in tutti i negozi per piccoli animali.

AL CHIUSO

Per chi vive in appartamento occorre stabilire l’angolo del cane all’interno delle proprie mura di casa. Se il cane è di taglia piccola sarà il caso di farlo abituare in una di quelle cassette trasportabili in materiale sintetico o di vimini, famigliarmente conosciute come trasportini, che sono molto comode anche per i viaggi e i soggiorni in albergo e che faranno sentire il cane sempre in casa propria.
Sarebbe meglio non abituare il cane a dormire nel letto: oltre che essere una pessima abitudine a livello igienico è anche sconsigliabile per il mantenimento delle gerarchie. Un cane deve essere considerato un gregario in famiglia e quindi non dovrebbe trovare un posto fisso su posti rialzati, come possono essere anche poltrone e divani. Meglio quindi sarebbe trovargli un posto abbastanza tranquillo in casa che non sia la camera da letto e sistemare una coperta o una brandina.

ALL’APERTO

La cuccia ideale deve proteggere il cane sia dalle intemperie sia dal sole e dal caldo eccessivo. Per questo è meglio posizionarla sotto la tettoia, che la riparerà, o comunque in un punto che offrirà adeguata protezione sia in inverno che in estate. La cuccia di legno è decisamente preferibile a quella di plastica in quanto tende a isolare meglio anche se è più difficile da disinfettare. Sulle sue dimensioni, si consideri che il cane dovrà potersi sdraiare completamente: quindi né eccessivamente stretta ,ma nemmeno troppo ampia in quanto tenderà a raffreddarsi più rapidamente. Il tetto è meglio che sia sollevabile in modo da permettere l’ispezione dell’interno della cuccia e di facilitarne la pulizia. Le pareti dovrebbero essere costituite da due strati di legno con un’intercapedine di materiale isolante. Stessa cosa vale per il fondo della cuccia – che dovrà essere lavabile e disinfettabile – su cui sarà meglio porre in inverno una coperta o un vecchio indumento di lana che lo isolerà dal suolo permettendogli di trovare un po’ di tepore. Sempre durante l’inverno sarà il caso di coprire l’apertura con un panno di lana: un maglione logoro sarà inutile per voi ma si rivelerà un ottimo isolante dall’aria eccessivamente fredda. Periodicamente (almeno una volta l’anno) la cuccia va pulita e disinfettata e, nel caso sul cane siano comparsi parassiti, andrà trattata con antiparassitari specifici. Qualunque sia il prodotto utilizzato si abbia cura di arieggiare bene prima di permettere al cane di rientrare.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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