Gli elementi fondamentali

02/12/2014
Gli elementi fondamentali

Fonti alimentari del cane

Proteine, glucidi, lipidi, acqua, sali minerali e vitamine, costituiscono gli elementi indispensabili alla vita del cane che, se ben mixati, costituiscono un’alimentazione equilibrata nella dieta del cane.

Proteine, lipidi, glucidi

Proteine o Protidi

 Le proteine sono sostanze azotate solubili che intervengono nel processo anabolico, nella formazione e nel mantenimento delle cellule, nel sostentamento dell’organismo del cane, nella crescita e nella produzione di peli, unghie, denti ecc. La loro funzione è dunque essenzialmente plastica.
Una carenza protidica ha quali conseguenze gravi ripercussioni sull’elaborazione strutturale, sull’integrità delle difese immunitarie, sul mantenimento dell’organismo, sulla crescita, sulla produzione di enzimi e ormoni del nostro amico a 4 zampe.
Durante la digestione le proteine vengono scomposte dalla pepsina gastrica e dalle proteasi pancreatiche in amminoacidi. Alcuni di essi sono detti “essenziali” per l’equilibrio dell’organismo, soprattutto nel delicato periodo della crescita del cane: arginina (azione sul sistema pilifero, disintossicazione ammoniacale nel fegato), metionina (amminoacido solforoso, cocomponente della carnitina), cisteina (amminoacido solforoso, derivato della metionina), lisina (che interviene nella formazione ossea, cocomponente della carnitina), treonina, isoleucina, leucina, triptofano, istidina, fenilananinatirosina, valina.
 
Le proteine possono essere di tipo animale e vegetale. Quelle animali (contenute in carne, pesce, uova, latte e derivati) sono più valide ad essere somministrate ai cani in quanto più ricche di amminoacidi essenziali oltre che più digeribili e assimilabili. Per quanto riguarda le proteine vegetali se ne possono trovare in buona quantità nella farina di soia tostata, per esempio.

I lipidi

I lipidi sono sostanze grasse di origine animale o vegetale che, dopo essere state digerite nell’intestino del cane per opera della lipasi pancreatica e dai sali biliari del fegato, vengono trasformate in trigliceridi. Rivestono una doppia funzione: energetica e plastica.
I lipidi veicolano vitamine essenziali, favoriscono una maggiore resistenza allo sforzo e l’organismo in parte li immagazzina considerandoli come sostanze energetiche di riserva.
 
Si suddividono in vari gruppi: gli acidi grassi saturi, gli acidi grassi insaturi, gli acidi grassi polinsaturi (indicati come omega 3 e 6) e gli acidi linoleici contribuiscono a soddisfare il fabbisogno energetico individuale. Troviamo i lipidi negli oli vegetali (olio di oliva, di girasole, di mais ecc.) e nel grasso animale (per esempio, il lardo).

I glucidi

Essenzialmente di origine vegetale, i glucidi hanno una funzione prevalentemente energetica e in piccola parte anche plastica. Si distinguono in:
zuccheri (glucosio, saccarosio, lattosio, fruttosio), che però non vanno inclusi nella dieta del cane,
cellulosa, presente nei vegetali, non solubile in acqua,
l’amido, contenuto nei cereali e nelle leguminose.
La cellulosa funge da “zavorra” e dà volume alla porzione di cibo, ma dal punto di vista alimentare non ha valore perché è indigeribile per il cane. In compenso, le si possono attribuire delle virtù igieniche poiché stimola l’evacuazione e l’eliminazione dei residui di alimenti non digeriti. Ricordiamo tuttavia che una quantità eccessiva di cellulosa tende a diminuire la digeribilità del cibo e può provocare stipsi.
Per prevenire eventuali problemi digestivi dati dalla difficile assimilazione dell’amido da parte del cane si opta in genere per riso e pasta ben cotti, fiocchi di cereali o eventualmente patate bollite.

Minerali

I minerali si distinguono in macroelementi e oligoelementi in base alle quantità necessarie. Le interazioni sono numerose e significative, tanto che la carenza o l’eccesso di uno di essi può alterare o inibire l’azione di altri nell’organismo del cane.
 
Calcio e fosforo sono macroelementi. Sotto controllo ormonale (per effetto della calcitonina e del paratormone), il calcio svolge un ruolo molto importante nella formazione del tessuto osseo del nostro amico a 4 zampe, ma la sua azione si estende anche a livello nervoso e muscolare. Il calcio è generalmente associato al fosforo in un rapporto (Ca/P) equivalente a 12:1 (vale a dire una o due parti di calcio per una di fosforo).
Occorre fare particolare attenzione alla somministrazione dei minerali durante le fasi di crescita del cane in quanto la carenza di uno dei due elementi provoca ritardato accrescimento, distrofie ossee e può predisporre l’animale a fratture ossee spontanee.
 
In associazione con il calcio, il Magnesio agisce sul metabolismo osseo, associato al potassio, interviene nel metabolismo energetico. L’alimentazione commerciale è sufficiente a soddisfare il fabbisogno di magnesio del vostro cane, per cui in genere non si rende necessaria l’introduzione di integratori nella porzione di cibo.
 
Cloruro di sodio. Il sale – poiché è di questo che stiamo parlando – agisce sulla circolazione dei fluidi extracellulari. Gli alimenti già naturalmente contengono il giusto quantitativo di sale e si dovrebbe tenere conto di questo, per evitare eccessivi dosaggi che possano accrescere il rischio di insorgenza di patologie cardiache e renali o di ipertensione.
 
Potassio. Come il precedente, è un elettrolita ma, a differenza del sodio, il potassio interviene nella circolazione dei fluidi intracellulari. Un eccesso o una carenza di questo elemento può avere conseguenze sensibili sul funzionamento del sistema renale e sul cuore del vostro cane.

Oligoelementi

Essenziali nel metabolismo, non è necessario che gli oligoelementi siano presenti in grandi quantità nella dieta del cane, ma la carenza di uno di essi può avere serie ripercussioni sulla sua salute.
 
Lo Zinco agisce soprattutto sulla sintesi delle proteine. È ben nota l’influenza dello zinco sull’epidermide, ma non bisogna sminuirne l’effetto sui sistemi immunitario e ormonale (ormone della crescita, insulina) e sulla riproduzione. Una carenza può avere conseguenze nefaste sullo sviluppo del cane giovane, causando affezioni tumorali o problemi alla pelle. Bisognerà comunque assicurarsi che la carenza di zinco non derivi da un eccesso di calcio (la cui azione antagonista inibisce l’assimilazione dello zinco).
Tra le varie razze canine, sono soprattutto i “cani nordici” che possono avere difficoltà ad assorbire lo zinco presente negli alimenti. In questi casi, è necessaria un’integrazione per la quale è meglio rivolgersi al veterinario per conoscere posologia e modalità di somministrazione.
 
Oltre al suo ruolo nella sintesi dell’emoglobina, il Rame apporta un contributo non indifferente alla crescita ossea, alla resistenza delle cartilagini, alla pigmentazione e al sistema immunitario. Una carenza di rame può provocare anemia e alterazioni muscolari, della cute e del pelo del cane.
 
Il Ferro interviene a livello di globuli rossi, nel trasporto dell’ossigeno e nel catabolismo energetico cellulare. Un cane con carenza di ferro può manifestare stanchezza, perdita di peso, anoressia e anemia.
 
Lo Iodio è un elemento noto per la sua influenza sulla ghiandola tiroide. Un suo eccesso può portare all’ipertiroidismo, una sua carenza all’ipotiroidismo.
 
Selenio. Questo oligoelemento contribuisce, associato alla vitamina E, al mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari. Una carenza di selenio mette in serio pericolo l’organismo dei cani comportando, tra l’altro, una degenerazione delle cellule muscolari (compreso il cuore).
 
Vitamine. Sono sostanze che intervengono nel metabolismo degli elementi nutritivi. Suddivise in due grandi categorie, liposolubili o idrosolubili, sono introdotte nell’organismo soprattutto tramite il cibo.
Dato che agiscono a percentuali relativamente basse rispetto alle altre sostanze nutritive, si potrebbe pensare che un aumento della dose prescritta abbia effetti positivi. Tuttavia le cose non stanno così, anzi un eccesso di vitamine (ipervitaminosi) può comportare effetti tossici nel cane, come per esempio nel caso di ipervitaminosi A, causata tra l’altro da fegato e frattaglie somministrati in dosaggi superiori al necessario.
Le vitamine sono sensibili al calore, alla luce, all’ossidazione e all’attacco di alcune molecole. Una carenza vitaminica può essere provocata da una patologia dell’apparato digerente che ne compromette il corretto assorbimento, da una cattiva conservazione degli alimenti per contaminazione batterica o fungina, oppure dalla cottura degli alimenti. Nei cibi commerciali anche secchi le vitamine che si sono perse durante la preparazione sono successivamente aggiunte.

Acqua 

L’acqua è un elemento non energetico, ma indispensabile per la vita di tutti gli esseri viventi. L’organismo del cane ha bisogno di acqua per funzionare, non fosse che per regolare la temperatura corporea. L’assunzione di liquidi è dunque essenziale per compensare la perdita idrica quotidiana, che avviene tramite l’urina e la traspirazione.
L’acqua fornita ai nostri amici a 4 zampe deve essere sempre limpida e fresca, in genere, si tratta di acqua del rubinetto, mentre l’acqua minerale è consigliata nei casi di:
inquinamento della rete idrica;
somministrazione di una cura per via orale al cane convalescente;
allattamento artificiale di un cucciolo orfano;
patologia la cui cura richiede un’acqua specifica.
Il fabbisogno idrico del cane varia da esemplare a esemplare in base a svariati criteri individuali e ambientali: taglia, età, attività fisica, temperamento, stato di salute, consistenza della porzione di cibo, qualità e quantità degli ingredienti, numero di pasti al giorno, clima ecc. Tuttavia, il cane adulto sa di norma gestire il proprio fabbisogno idrico, ovvero sa decidere quando e come bere. In ogni caso, va messo nelle condizioni di avere acqua fresca e pulita nella misura di 23 volte il peso della razione giornaliera, aumentabile a quattro volte durante la stagione estiva. In linea generale, basandosi sulla regola “da 50 a 60 ml per kg di peso effettivo dell’animale”, si ottengono i valori indicati nella tabella.

Il fabbisogno di acqua
Peso (in kg) Razza Fabbisogno idrico stimato (litri al giorno)
1 Chihuahua 0,05
5 Bassotto kaninchen 0,25
8 Fox terrier 0,4
15 Epagneul breton 0,75
25 Dalmata 1,25
40 Beauceron 2
50 Rottweiler 2,5
60 Bullmastiff 3
70 Mastino napoletano 3,5

Il fabbisogno energetico

Il cane, come tutti gli animali, ha bisogno di acqua, come detto, ma anche di energia, che rappresenta la capacità di un corpo di produrre lavoro.
Tale lavoro può essere anche rappresentato da attività poco dispendiose quali il riposo, oppure altre quali la respirazione, la digestione, l’attività cerebrale e cardiovascolare, le attività fisiche e lo stesso processo di crescita.
 
La quantità di energia necessaria al cane varia a seconda dell’ambiente (clima, luogo, tipo e durata dell’attività) e delle caratteristiche individuali (stato psicofisico, taglia, età, temperamento ecc.). Poiché l’alimentazione permette all’organismo di fare scorta di “carburante”, il suo scopo è dunque quello di fornire una certa quantità di energia semplice che, tramite la digestione, sarà trasformata in energia metabolizzabile, sufficiente a soddisfare il fabbisogno calorico dell’animale.
 
La quantità energetica metabolizzabile è leggermente inferiore al totale di energia semplice introdotto tramite gli alimenti, a causa delle perdite urinarie e di una pre-trasformazione delle proteine.
Si può calcolare la differenza tra energia semplice ed energia metabolizzabile, per dedurre così il tasso di digeribilità dell’alimento (coefficiente di utilizzazione digestiva). Più questa differenza è piccola, più il cibo risulta digeribile per il cane. Nel caso degli alimenti umidi, si registra una differenza del 20% tra energia semplice ed energia metabolizzabile per le proteine, di circa il 15% per i glucidi e di circa il 10% per i lipidi. Gli alimenti secchi sono in genere più digeribili.
 
Non esiste una formula magica per determinare il fabbisogno preciso di un cane, poiché troppi fattori incidono sul risultato. Si parte dalla superficie corporea dell’animale, che viene messa a confronto con il peso metabolico, equivalente alla potenza del “peso vivo 0,73”. La formula: 132 kcal EM/PV0,73 può sembrare troppo complicata, dunque è meglio leggere: 132 kcal di energia metabolizzabile per kg di “peso vivo 0,73” (molto spesso questo valore è arrotondato a 0,75). Con questo calcolo si dovrebbe ottenere il fabbisogno energetico giornaliero, tuttavia i risultati sono molto approssimativi.
 

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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