Ambiente

02/12/2014
Ambiente

Cure quotidiane: l’ambiente del cane

 Pioggia, sole, neve, vento, nebbia: sono tutte condizioni atmosferiche che devono essere considerate quando si decide di uscire col cane oppure quando già si è a spasso con lui. Stare a contatto con ognuna di esse si può rivelare un’esperienza davvero piacevole a patto di tenere in considerazione alcune precauzioni.

Effetti della temperatura dell’aria sul cane

L’aria influisce sullo stato di salute, e quindi sull’igiene, del cane come di tutti gli esseri viventi. Più essa è pura più è salutare, più è umida e inquinata (come spesso è nelle città) più è dannosa.
Pensate alle temibili polveri sottili che si depositano al suolo: i cani, avendo il naso più vicino al terreno, ne respirano una maggiore quantità.
L’aria temperata (fra i 10 e i 20 °C) solitamente giova molto al cane, l’aria moderatamente fredda e asciutta (da 10 a 5 °C) è favorevole ai cani adulti e ben costituiti, perché è più densa e contiene una maggior quantità di ossigeno. Ne deriva una respirazione più tranquilla e fluida, una circolazione del sangue attiva, appetito vivo, poca sete e tutta l’energia muscolare attivata.
Quando la temperatura scende sotto i 5 °C i cani appaiono deboli, poco sensibili e addirittura tristi, e quando il freddo è esagerato anche i più robusti ne risentono.
 
INVERNO

Occorre prestare attenzione agli sbalzi di temperatura tra gli ambienti domestici e l’esterno. Prima di uscire è preferibile tenere per qualche minuto il cane in un ambiente intermedio come il pianerottolo o nell’atrio delle scale per acclimatarlo. In particolare, si consideri che le specie di cani più sensibili al freddo sono quelle a pelo raso (perché non hanno il sottopelo che li ripara), i cuccioli, gli esemplari anziani e, generalmente, gli animali di piccola taglia. Per tutti loro il cappottino – o un vecchio maglione – può essere un indumento particolarmente utile anche se non può risolvere da solo tutti i problemi legati al freddo degli amici a quattro zampe. In ogni caso non bisogna stare troppo fuori, specie se oltre al freddo si aggiungono anche il vento, la pioggia o la neve.
Se il cane trema dal freddo è bene riportarlo subito a casa: il rischio di ipotermia se non di assideramento è sempre in agguato specie durante le giornate di freddo particolarmente rigido, come pure il rischio d’insorgenza di malattie dell’apparato respiratorio. Per quanto riguarda l’alimentazione, varrà la pena renderla più ricca a livello proteico e calorico, in special modo se il cane vive all’aperto.

ESTATE

Durante la stagione calda valgono le stesse raccomandazioni da considerare per gli esseri umani: vanno evitate le passeggiate durante le ore centrali della giornata, le più calde, mentre è preferibile uscire durante le ore più miti come la mattina, il tardo pomeriggio e la sera.
Inoltre i cani, a differenza dell’uomo, hanno ghiandole sudoripare differenti, sparse su tutto il corpo (aprocrine) e sulle zampe (eccrine): le prime producono una secrezione che ha lo scopo di mantenere lucido il pelo, ma non sono impegnate nella termoregolazione; le eccrine servono a idratare la cute dei polpastrelli evitando che si secchi con l’attrito e che si laceri. Per questi motivi, i cani non possono disperdere calore attraverso il sudore, infatti il loro unico sistema di raffreddamento è basato sullo scambio di aria attraverso il respiro: l’aria espirata passa dalle parti umide presenti nelle prime vie aeree e così viene in parte disperso il calore corporeo. Proprio in considerazione di ciò vanno evitate alcune situazioni particolarmente pericolose per il cane, come quella di lasciarlo solo in macchina, anche se in un luogo ombreggiato e con i finestrini aperti: l’ambiente ristretto dell’abitacolo di un’auto si riscalda molto velocemente (può raggiungere i 60 °C in poco tempo!) e non permette un’adeguata ventilazione.
Si possono attenuare gli effetti del caldo tenendo il cane all’ombra, moderando la luce troppo viva sulla cuccia, e non sottoponendolo a lunghe passeggiate o al lavoro nelle ore più calde del giorno. Per quanto riguarda il discorso dell’alimentazione, durante la stagione calda è meglio somministrare il cibo la mattina o la sera, ossia nei momenti più freschi della giornata in quanto i cani tendono a mangiare poco o nulla durante le giornate particolarmente calde. Il clima è umido li indebolisce maggiormente e li rende pigri e l’appetito può addirittura scomparire. Vale la pena preferire un’alimentazione con minore apporto energetico. Preferite cibi secchi anziché quelli umidi. in quanto col caldo tendono a deteriorarsi prima, inoltre va sempre assicurata acqua fresca e pulita nella ciotola.
 
Ormai in molte case sono presenti il climatizzatore o il condizionatore: se usati anche solo in modalità di deumidificazione o impostati su una temperatura leggermente più fresca rispetto all’esterno possono recare beneficio anche agli animali. Se invece la temperatura impostata è eccessivamente fredda rispetto alla temperatura esterna e se l’impianto non è ben pulito possono rivelarsi nocivi per la salute dei cani (e dei loro padroni).

Un’altra insidia estiva per i cani sono le spighe: i “forasacchi”, le spighe di alcune graminacee, sono diffusissime e possono creare problemi anche seri ai cani. Con la bella stagione, quando l’erba viene tagliata e lasciata a essiccare, i forasacchi si staccano dalla pianta e possono andare ad attaccarsi al pelo dei cani, insediarsi negli spazi interstiziali delle dita, nelle orecchie, oppure essere inalate. Nel naso potranno provocare violenti starnuti e la comparsa di muco misto a sangue e successivamente di sangue misto a pus, nel caso che il loro cammino non sia arrestato potrebbero finire nell’apparato respiratorio causando problemi seri. Anche tra le dita delle zampe possono provocare la perdita di sangue e dare luogo a un’infezione con conseguente comparsa di pus. Il forasacco nell’orecchio può essere causa anche di otiti e addirittura di perforazione del timpano. In ogni caso sarà meglio contattare il veterinario.

Effetti della luce sul cane

È bene proteggere il cane dal sole e dai suoi raggi: come per gli esseri umani, un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti può causare danni alla cute come scottature, eritemi, dermatiti o addirittura tumori cutanei.
Anche gli occhi possono fare le spese di un’eccessiva esposizione alla luce del sole, specie quello estivo. Per questo non bisogna lasciare il cane legato sotto il sole e occorre evitare le passeggiate durante le ore estive più calde e quelle a maggiore esposizione ai raggi solari. Esistono in commercio anche per i cani delle creme solari utili a proteggere la loro cute dal sole, particolarmente indicate per gli esemplari con mantello bianco e cute rosea (per esempio il bull terrier).

Effetti del vento sul cane

Se il vento è moderato, il cane dimostrerà̀ di apprezzarlo in modo particolare. Se invece è forte, freddo o umido lo infastidisce molto e può̀ essere causa di congiuntiviti o problemi all’apparato respiratorio. Se poi al vento si aggiunge una temperatura particolarmente rigida è meglio che quel giorno si eviti di uscire. Non bisogna mai lasciare il cane con la testa fuori dal finestrino dell’auto quando si viaggia: anche se a lui può piacere molto, rischia di incappare in problemi anche piuttosto seri a livello di occhi (congiuntiviti) e orecchie (otiti), oltre che in malattie dell’apparato respiratorio o essere colpito da un insetto o da un sasso incidentalmente sollevato da un’altra auto.

Effetti della nebbia sul cane

La nebbia produce un raffreddamento sul corpo del cane e a causa della sua umidità debilita l’organismo. Più è fitta più il cane percepirà maggiormente il freddo (quello che noi umani abitualmente sentiamo “penetrare nelle ossa”) e si abbasserà la temperatura corporea; inoltre, complice il vapore acqueo inalato, aumenterà sensibilmente il rischio di malattie da raffreddamento.

Effetti della pioggia sul cane

Passeggiare sotto la pioggia può essere piacevole e particolarmente gradito al cane, soprattutto nel periodo estivo. Anche in questo caso occorre però evitare, specie d’inverno, di uscire durante giornate di pioggia abbondante. Al rientro dal giro si dovrà aver cura di asciugare bene il cane, prestando particolare attenzione alle orecchie, sensibili alle otiti, e asciugare in maniera accurata le zampe. Altra precauzione utile in caso di pioggia è dotare il cane di un impermeabile.

Effetti della neve sul cane

Amata tanto dai bambini quanto dai cani, la neve rappresenta un’attrazione e un motivo di gioco, ma per gli amici a quattro zampe è causa di problemi a livello gastroenterico, se non addirittura possibile causa di congestione, se l’animale ne ingoia in gran quantità.
Portare il cane sulla neve può essere divertente a patto di prestare attenzione alla sua adeguata protezione termica e alle sue zampe: i polpastrelli possono subire piccole lacerazioni specie in presenza di ghiaccio. L’andatura curiosa dei cani con le zampe sollevate alternativamente in modo rapido è dovuta al fastidio per il ghiaccio oltre al sale presente sulle strade, particolarmente irritante.
Prima di portare a passeggio il cane è possibile spalmare le sue zampe con creme grasse che evitano lacerazioni e geloni. Una volta rientrati dalla passeggiata sarà bene pulirgli le zampe per evitare che se le lecchi e che possa ingerire sostanze tossiche.

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Si ringrazia per i contenuti Giunti Editore - De Vecchi

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